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	<title>Il Futuro del Cinema &#8211; di Dario Riccio</title>
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	<description>Tecnologia e Business</description>
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	<title>Il Futuro del Cinema &#8211; di Dario Riccio</title>
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		<title>Eventi Immersivi: È Uscito il Mio Nuovo Libro per Creare Esperienze che Connettono</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario Riccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Sep 2025 08:14:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ciao a tutti, È con un’emozione che fatico a descrivere che oggi vi presento un progetto a cui ho dedicato anima e corpo: è finalmente disponibile il mio nuovo libro, “Eventi Immersivi”. Chi mi conosce sa quanto mi appassioni l’incontro tra storytelling, tecnologia e connessioni umane. Partendo dalla mia eredità cinematografica a Cinecittà fino alla [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.darioriccio.com/eventi-immersivi-libro-dario-riccio-crea-eventi-esperienze-memorabili/">Eventi Immersivi: È Uscito il Mio Nuovo Libro per Creare Esperienze che Connettono</a> è apparso primo per <a href="https://www.darioriccio.com">Il Futuro del Cinema - di Dario Riccio</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="795" height="1024" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2025/09/Eventi-Immersivi-di-Dario-Riccio-Copertina-del-libro-1-795x1024.jpg" alt="" class="wp-image-937" style="width:253px;height:auto" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2025/09/Eventi-Immersivi-di-Dario-Riccio-Copertina-del-libro-1-795x1024.jpg 795w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2025/09/Eventi-Immersivi-di-Dario-Riccio-Copertina-del-libro-1-233x300.jpg 233w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2025/09/Eventi-Immersivi-di-Dario-Riccio-Copertina-del-libro-1-768x989.jpg 768w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2025/09/Eventi-Immersivi-di-Dario-Riccio-Copertina-del-libro-1-1192x1536.jpg 1192w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2025/09/Eventi-Immersivi-di-Dario-Riccio-Copertina-del-libro-1-1590x2048.jpg 1590w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2025/09/Eventi-Immersivi-di-Dario-Riccio-Copertina-del-libro-1-scaled.jpg 1987w" sizes="(max-width: 795px) 100vw, 795px" /><figcaption class="wp-element-caption">Copertina del Libro</figcaption></figure></div>


<p>Ciao a tutti,</p>



<p>È con un’emozione che fatico a descrivere che oggi vi presento un progetto a cui ho dedicato anima e corpo: è finalmente disponibile il mio nuovo libro, <strong>“Eventi Immersivi”</strong>.</p>



<p>Chi mi conosce sa quanto mi appassioni l’incontro tra storytelling, tecnologia e connessioni umane. Partendo dalla mia eredità cinematografica a Cinecittà fino alla guida di the usual neXt, ho sempre cercato di esplorare nuove frontiere dell&#8217;intrattenimento. Questo libro è il frutto di quel viaggio e nasce da una domanda precisa: come possiamo usare la tecnologia per sentirci più vicini?</p>



<p>Non pensatelo come un semplice manuale tecnico. L&#8217;ho concepito come un vero e proprio manifesto. Un invito a scoprire come il <strong>marketing esperienziale</strong> e le <strong>tecnologie immersive</strong> possano, quasi paradossalmente, riportarci a connessioni più autentiche.</p>



<p>In un mondo che ha riscoperto il bisogno di esperienze reali e condivise, gli eventi immersivi sono la sintesi perfetta tra fisico e digitale (il cosiddetto &#8220;phygital&#8221;). Questo libro è la mia guida per navigare questa rivoluzione.</p>



<p><strong>Cosa troverete all&#8217;interno del libro &#8220;Eventi Immersivi&#8221;?</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Le Basi Teoriche:</strong> Partiamo dalle fondamenta, con definizioni chiave e un&#8217;analisi delle principali tecnologie: dal <strong>video mapping</strong> alle proiezioni fulldome, dalle <strong>installazioni interattive</strong> allo <strong>storytelling immersivo</strong>.</li>



<li><strong>La Guida Pratica:</strong> Un metodo passo-passo per trasformare un&#8217;idea in un&#8217;esperienza tangibile, arricchito da casi studio nazionali e internazionali che mi hanno ispirato.</li>



<li><strong>Strategia e Business:</strong> Un&#8217;analisi dedicata ai modelli di business, all&#8217;impatto culturale e alle applicazioni nel campo educativo, per capire non solo il &#8220;come&#8221;, ma anche il &#8220;perché&#8221;.</li>
</ul>



<p>La mia speranza è quella di democratizzare l&#8217;accesso a queste meravigliose tecnologie, rendendole uno strumento per artisti, piccoli musei, scuole e chiunque voglia raccontare una storia in modo nuovo.</p>



<p>Potete trovarlo qui:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Sito ufficiale:</strong> <a href="https://www.theusualnext.com/eventi-immersivi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.theusualnext.com/eventi-immersivi/</a></li>



<li><strong>Amazon:</strong> <a href="https://www.amazon.it/dp/B0FQWPRHX8" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.amazon.it/dp/B0FQWPRHX8</a></li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Domande Frequenti (FAQ)</strong></h4>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>A chi si rivolge questo libro?</strong> È pensato per un pubblico ampio: artisti e creativi, tecnici, organizzatori di eventi, studenti, marketer e policy maker. La sua struttura modulare permette a ciascuno di trovare il percorso di lettura più utile.</li>



<li><strong>Serve una conoscenza tecnica per leggerlo?</strong> No. La prima parte è pensata per essere comprensibile anche a chi non ha un background tecnico, pur mantenendo la profondità necessaria per i professionisti del settore.</li>



<li><strong>Perché gli eventi immersivi sono importanti oggi?</strong> Perché rispondono a un bisogno fondamentale: utilizzare la tecnologia più avanzata non per isolarci, ma per creare esperienze profondamente umane e sociali.</li>
</ul>



<p>Grazie di cuore per il vostro supporto.</p>



<p>A presto, Dario</p>
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			</item>
		<item>
		<title>AI nella produzione cinematografica: come produrre un film innovativo low budget</title>
		<link>https://www.darioriccio.com/ai-nella-produzione-cinematografica-come-produrre-un-film-innovativo-low-budget/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario Riccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Nov 2023 12:29:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[cinema immersivo]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell&#8217;articolo di oggi, voglio iniziare a presentarvi un grande progetto nel quale stiamo lavorando con the usual nExt, unendo intelligenza artificiale e cinema. Usiamo l&#8217;AI per la produzione cinematografica, in un film immersivo, a 360 gradi, inizialmente proiettato in cupole mobili. Sfruttando tutte le ultime tecnologie per essere un&#8217;esperienza memorabile che unirà reale e virtuale. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.darioriccio.com/ai-nella-produzione-cinematografica-come-produrre-un-film-innovativo-low-budget/">AI nella produzione cinematografica: come produrre un film innovativo low budget</a> è apparso primo per <a href="https://www.darioriccio.com">Il Futuro del Cinema - di Dario Riccio</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nell&#8217;articolo di oggi, voglio iniziare a presentarvi un grande progetto nel quale stiamo lavorando con <strong><em>the usual nExt</em></strong>, unendo intelligenza artificiale e cinema. Usiamo l&#8217;AI per la produzione cinematografica, in un film immersivo, a 360 gradi, inizialmente proiettato in cupole mobili. Sfruttando tutte le ultime tecnologie per essere un&#8217;esperienza memorabile che unirà reale e virtuale. In pratica: <strong>una pietra miliare per quello sarà il cinema del futuro</strong>.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-medium"><img decoding="async" width="300" height="300" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/11/dome-300x300.jpg" alt="Persone in una cupola immaginaria con proiezioni di pesci e pianeti in un grande cielo." class="wp-image-864" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/11/dome-300x300.jpg 300w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/11/dome-150x150.jpg 150w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/11/dome.jpg 512w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure></div>


<p>Promette di lasciare un segno profondo e di rappresentare una svolta significativa nella storia del cinema. Per un cinema più democratico, più presente tra la gente, che unisce&#8230; Quello che fu il cinema originario, e che da tanto non riesce più ad essere.</p>



<p>In questo articolo voglio parlarvi a grandi linee, tecnicamente, dell&#8217;idea di base. E condividere con voi alcune possibili aree di utilizzo dell&#8217;intelligenza artificiale per ottenere il massimo con un budget, volutamente, ridotto.</p>



<p>Possiamo considerarlo anche un aggiornamento, in fase molto più avanzata, dello scorso articolo scritto a febbraio 2023 dal titolo <em><a href="https://www.darioriccio.com/come-fare-film-low-budget-con-lintelligenza-artificiale-prime-fasi/">Come fare film low budget con l’Intelligenza Artificiale – Prime fasi</a></em>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;impatto rivoluzionario dell&#8217;Intelligenza Artificiale nel cinema</h2>



<p>Un tempo, gli effetti speciali e le tecniche narrative erano le bacchette magiche del cinema, ma oggi l&#8217;intelligenza artificiale sta giocando una carta rivoluzionaria. È un aiuto incredibile, un complice che spalanca le porte a un&#8217;innovazione senza precedenti. Stiamo cavalcando questa onda, con l&#8217;IA al nostro fianco che dà una mano nella creazione di storie avvincenti, personaggi digitali che sembrano veri e musiche che ti arrivano dritte al cuore. Ma non dimentichiamo il tocco umano, il vero cuore pulsante di ogni nostra creazione.</p>



<p>&#8220;Intelligenza artificiale e cinema&#8221; non è un motto gettonato, ma l&#8217;inizio di un nuovo capitolo nel raccontare storie. Siamo pronti a dimostrare che il futuro dell&#8217;intrattenimento non è più un sogno lontano: è qui, ed è animato dall&#8217;intelligenza artificiale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Luna Dolph, Kyle e China: dal virtuale alla vita reale</h2>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-medium"><img decoding="async" width="300" height="300" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/11/robot-and-teen-300x300.jpg" alt="Disegno di un robot con un bimbo" class="wp-image-877" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/11/robot-and-teen-300x300.jpg 300w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/11/robot-and-teen-150x150.jpg 150w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/11/robot-and-teen.jpg 512w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure></div>


<p>Il racconto, sceneggiato da <em><strong><a href="https://www.linkedin.com/in/gbernasconi?originalSubdomain=fr" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gérard Bernasconi</a></strong></em>, parte dalla storia di <em>Luna Dolph</em>, <em>Kyle</em> e <em>China</em>; non semplici personaggi, ma avatar tridimensionali che respirano vita in un mondo virtuale affascinante e complesso. Questi avatar non sono solo protagonisti di una storia, ma <strong>simboli della nostra epoca</strong>. Rappresentazioni vivide della <strong>nostra progressiva immersione nell&#8217;universo virtuale</strong>, conosciuto anche come <em>metaverso</em>. Questo concetto, un tempo relegato alla fantascienza, sta rapidamente prendendo forma e influenzando settori diversi, dai videogiochi alle piattaforme di social networking, trasformando il modo in cui interagiamo, lavoriamo e ci divertiamo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Realtà Virtuale e Identità Digitali</h3>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="300" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/11/artificial-intelligence-and-cinema-300x300.jpg" alt="Una ragazza e un robot insieme in un cinema" class="wp-image-872" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/11/artificial-intelligence-and-cinema-300x300.jpg 300w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/11/artificial-intelligence-and-cinema-150x150.jpg 150w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/11/artificial-intelligence-and-cinema.jpg 512w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure></div>


<p>Il nostro obiettivo non è solo quello di raccontare una storia avvincente, ma di invitare il pubblico a <strong>riflettere sulla natura della realtà in un&#8217;era digitale</strong>. Questi avatar, con le loro interazioni complesse e i loro mondi intricati, rappresentano la fusione in atto tra la nostra vita fisica e quella digitale. Una convergenza che sta ridefinendo il significato stesso di identità, comunità e appartenenza.</p>



<p>Al fulcro della nostra narrativa troviamo Luna Dolph, Kyle e China. Sono tre avatar tridimensionali le cui vite si svolgono in un mondo virtuale di straordinaria bellezza. Pur esistendo nell&#8217;etere digitale, la loro storia è un ponte verso la realtà, un mezzo per ricordare ai nostri spettatori il valore insostituibile dell&#8217;interazione umana e della vita reale. In un&#8217;epoca in cui la digitalizzazione ha trasformato i nostri modi di connetterci, il nostro racconto mira a usare la tecnologia non come un rifugio, ma come un trampolino per riscoprire e rinvigorire la socialità autentica e tangibile.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La tecnologia aiuta a vivere meglio</h3>



<p>Mentre Luna, Kyle e China navigano in un metaverso affascinante, le loro esperienze e sfide risuonano con un messaggio chiaro: <strong>la tecnologia, per quanto avanzata, è uno strumento che, se usato con saggezza, può arricchire ma non sostituire il calore e la complessità delle connessioni umane</strong>. Il nostro obiettivo è far emergere la consapevolezza che, nonostante l&#8217;attrattiva del digitale, la vita vera si svolge fuori dallo schermo. Nelle risate condivise, nelle strette di mano, negli abbracci e nei momenti spontanei che costituiscono il tessuto della nostra esistenza.</p>



<p>Con questa narrazione, aspiriamo a ispirare gli spettatori a sollevare lo sguardo dai loro dispositivi e a immergersi nuovamente nel mondo reale, arricchendo le loro vite con esperienze autentiche. Attraverso l&#8217;esplorazione di mondi virtuali, vogliamo celebrare e promuovere la bellezza e l&#8217;importanza insostituibile della vita reale e della socialità umana.</p>



<p>Il film rappresenterà la prima uscita nel mondo reale per i tre protagonisti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come usiamo l&#8217;AI nella produzione cinematografica</h2>



<p>Siamo ancora in fase pre-produttiva, quindi dal punto di vista pratico vi terrò aggiornati nei prossimi mesi. Per ora abbiamo un&#8217;idea di massima: abbiamo selezionato un compendio di tecnologie di intelligenza artificiale (AI) di ultima generazione e allo stesso tempo economiche e disponibili a tutti.</p>



<p>Il film sarà in formato <strong>fulldome</strong>, immersivo a 360&#215;180 gradi. Praticamente lo proietteremo in cupole e planetari. E&#8217; un&#8217;innovazione cruciale guardando al futuro, visto che si spinge sempre più verso l&#8217;immersività totale. E abbiamo un budget limitato, diciamo a occhio tra 10 e 20.000 euro. Il film durerà circa 40 minuti, e sarà per circa il 30% nel mondo virtuale di Luna e i suoi amici (interamente ricreato in <em><a href="https://www.unrealengine.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Unreal Engine</a></em>), per il restante 70% nel mondo reale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Usare Luma AI per il cinema del futuro</h3>



<p>Per cominciare a parlare di questo arsenale tecnologico cito <strong><em><a href="https://lumalabs.ai">Luma AI</a></em></strong>, una soluzione pionieristica che rivoluziona completamente la generazione di ambienti tridimensionali. <strong>Luma AI ci consente di riprodurre ambienti reali all&#8217;interno di Unreal Engine, in qualità fotorealistica e </strong>persino<strong> con un iPhone</strong>. Impiegando tecnologie avanzate come il <a href="https://www.matthewtancik.com/nerf" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Neural Radiance Fields</strong></a> (NeRF) e il nuovissimo <strong><a href="https://arxiv.org/pdf/2308.04079.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gaussian Splatting</a></strong> (quest&#8217;ultimo pubblicato appena tre mesi fa dall&#8217;Università della Costa Azzurra, in Francia), possiamo catturare la complessità e la ricchezza del mondo reale in formato digitale, inserirlo in Unreal Engine (compresa la possibilità di muoversi liberamente all&#8217;interno della scena) e dar vita a scene precedentemente relegabili solo a grandi budget.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="181" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/11/lumaai-300x181.jpg" alt="Screenshot del sito web di Luma AI" class="wp-image-885" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/11/lumaai-300x181.jpg 300w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/11/lumaai-1024x619.jpg 1024w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/11/lumaai-768x464.jpg 768w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/11/lumaai-1536x928.jpg 1536w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/11/lumaai-2048x1237.jpg 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure></div>


<p>Abbattiamo i costi legati alla creazione di ambientazioni dettagliate e oggetti complessi, oltre a snellire e accelerare il processo produttivo. Luma AI non democratizza soltanto l&#8217;accesso a tecnologie di prim&#8217;ordine, ma ci fornisce anche gli strumenti per sperimentare a una velocità che prima era inimmaginabile. E permette di imprimere un livello di vivacità e profondità senza precedenti nelle nostre scene.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Skybox AI per il cinema &#8211; Illuminazione semplificata su Unreal Engine</h3>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="168" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/11/skyboxAI-300x168.jpg" alt="Interfaccia utente di Skybox AI" class="wp-image-888" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/11/skyboxAI-300x168.jpg 300w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/11/skyboxAI-1024x575.jpg 1024w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/11/skyboxAI-768x431.jpg 768w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/11/skyboxAI-1536x862.jpg 1536w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/11/skyboxAI-2048x1150.jpg 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure></div>


<p>Un altro strumento cruciale nel nostro repertorio è <strong><a href="https://skybox.blockadelabs.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Skybox AI</a></strong> di <em><a href="https://www.blockadelabs.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Blockade Labs</a></em>, per creare <em>skybox</em> immersive. Arricchendo le scene virtuali con dettagli vitali sull&#8217;illuminazione e l&#8217;ambientazione. </p>



<p>Uno <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Skybox_(videogiochi)" target="_blank" rel="noreferrer noopener">skybox</a> in Unreal Engine non solo fornisce un ambiente circostante visivamente convincente (montagne, cielo, case lontane ecc&#8230;), ma <strong>influisce anche sull&#8217;illuminazione globale degli asset 3D all&#8217;interno della scena</strong>. Questo è quanto più ci interessa in ambito cinematografico: agisce infatti come una fonte di luce ambientale, riflettendo i suoi colori e le sue tonalità sugli oggetti, contribuendo a <strong>creare un&#8217;atmosfera coerente e realistica</strong>. Ad esempio, uno skybox che raffigura un tramonto infonderà calde tonalità arancioni e rosse sulla scena; mentre uno skybox notturno fornirà una luce più fredda e tenue. Questo processo aiuta a integrare gli assets 3D nell&#8217;ambiente circostante, rendendo l&#8217;intera esperienza visiva più immersiva e coerente.</p>



<p>Aspetto che si rivela essenziale nella creazione di ambienti fulldome a 360 gradi. Ogni minimo particolare è fondamentale per sostenere l&#8217;illusione di un mondo completamente immersivo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Usare Kaiber AI per il nostro film</h3>



<p><strong><a href="https://kaiber.ai" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Kaiber AI</a> </strong>è utile e di qualità, ma ho un serio dubbio: non so se funziona con i video fulldome. Ancora non ho avuto il tempo di sperimentarlo, ma eventualmente aiuterà a rendere più omogenee le scene in modo da unire ancor meglio gli assets. Lavora tramite l&#8217;AI direttamente sui file video finali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Intelligenza artificiale e cinema: Reverie AI</h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="608" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/11/reverieai-1024x608.jpg" alt="Schermata del sito di Reverie AI" class="wp-image-890" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/11/reverieai-1024x608.jpg 1024w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/11/reverieai-300x178.jpg 300w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/11/reverieai-768x456.jpg 768w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/11/reverieai-1536x911.jpg 1536w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/11/reverieai-2048x1215.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>In attesa del lancio di <a href="https://reverieai.net" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Reverie AI</strong></a>, siamo stimolati dalle sue promesse di creare mondi virtuali per Unreal Engine quasi &#8220;copiando&#8221; una foto preesistente. La sua capacità di generare scenari che imitano fedelmente la realtà, unita alle potenzialità nella color correction delle scene virtuali, ci apre porte verso possibilità illimitate nella narrazione visiva. <em>Reverie AI</em> promette di essere un eccellente complemento al nostro workflow, migliorando la coerenza visiva e garantendo transizioni fluide e convincenti tra il mondo virtuale e quello reale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Move.ai, mocap economica e funzionante</h3>



<p>Un altro tool &#8220;intelligente&#8221; che contiamo di usare per il nostro film sarà <strong>Move.ai</strong>, nello specifico l&#8217;economico servizio <em><a href="https://www.move.ai/single-camera" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Move One</a></em> (in offerta lancio a 15 dollari al mese, poi dovrebbe costare 30). Con una semplice <a href="https://apps.apple.com/us/app/move-one/id6448635527" target="_blank" rel="noreferrer noopener">app per iPhone</a>, potremo creare animazioni personalizzate semplici e pronte senza troppe correzioni o clean-up. Ciò riduce tempi e costi, permettendo di non essere limitati dalle animazioni già disponibili in servizi come <em><a href="https://www.mixamo.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mixamo</a></em>, <em><a href="https://actorcore.reallusion.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ActorCore</a></em> o il <a href="https://mocap.market/"><em>MoCap Market</em></a> di Noitom.</p>



<p>Qui un rapidissimo video test:</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Move.Ai single camera Motion capture Test &quot;MOVE ONE&quot;" width="678" height="381" src="https://www.youtube.com/embed/mJoZURcNiL4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>Chiaramente, hanno anche il più costoso servizio professionale che permette di usare fino a 8 camere. Ma non contiamo di usarlo per questa prima produzione, a meno di concretissima necessità. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Speech-to-speech per il doppiaggio cinematografico&#8230; È possibile?</h2>



<p>Nella nostra produzione, l&#8217;innovazione non si ferma alla creazione del mondo digitale; vogliamo infatti approfittare della rivoluzione tecnologica in atto anche per aspetti tradizionali della cinematografia, come il <strong>doppiaggio</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/11/speech-to-speech.jpeg" alt="Immagine generata con MidJourney che mostra un uomo del futuro che parla con un robot." class="wp-image-893" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/11/speech-to-speech.jpeg 1024w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/11/speech-to-speech-300x300.jpeg 300w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/11/speech-to-speech-150x150.jpeg 150w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/11/speech-to-speech-768x768.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>La voce di Luna e degli altri avatar 3D, deve essere coerente (per non dire identica) in tutti i media, sia nel mondo virtuale che in quello reale. Affrontiamo una sfida complessa: <strong>mantenere la stessa voce su diverse piattaforme</strong>, compresi i social media e soprattutto lo streaming in tempo reale, <strong>senza legarci a un unico doppiatore</strong>. Questo ci permette di avere flessibilità nella narrazione e di adattarci a vari formati senza dipendere dalla disponibilità di un attore specifico.</p>



<p><strong>L&#8217;idea è replicare le voci di alcuni attori reali e associarle agli avatar</strong> (Luna, Kyle e China per cominciare), poi trasformare la voce di un qualsiasi attore, in tempo reale, in quella di Luna, per usarla sia per il doppiaggio di film e contenuti social (tanto in lingua originale, tanto per le traduzioni), sia per il <em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Live_streaming" target="_blank" rel="noreferrer noopener">live streaming</a></em> sovrapponendo queste voci all&#8217;avatar animato in <a href="https://docs.unrealengine.com/5.3/en-US/recording-face-animation-on-ios-device-in-unreal-engine/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">motion capture</a>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Dall&#8217;ottimo ma costoso Respeecher, all&#8217;ambiguo Voicemod</h3>



<p>Abbiamo esplorato opzioni come <a href="https://www.respeecher.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Respeecher</strong></a>, uno strumento avanzato di conversione speech-to-speech, ma i costi per il real-time sono proibitivi. Parliamo di circa 1000 o 2000 euro al mese, per poche ore di utilizzo. <strong><a href="https://www.voicemod.net/ai-voices/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Voicemod</a></strong> si presenta come una soluzione più economica grazie alle sue <em>AI voices</em>, anche se circolano voci contrastanti sulla sua affidabilità (alcuni lo considerano addirittura un malware o un <a href="https://www.kaspersky.it/resource-center/definitions/what-is-cryptojacking" target="_blank" rel="noreferrer noopener">cryptojacking</a>&#8230;). E resta il problema di non avere i diritti sulla voce, di loro proprietà, il che risulterà certamente un problema in futuro. Non so ancora il costo per la conversione in real-time di <em><strong><a href="https://www.resemble.ai" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Resemble.ai</a></strong></em>, che ho usato in passato per il molto più economico text-to-speech, e di <a href="https://www.veritonevoice.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Veritone Voice</strong></a>.</p>



<p>Un altro strumento che non ho potuto testare è <strong><a href="https://crimsontech.jp/apps/voidol3/?lang=en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Voidol 3</a></strong>, ad un costo di circa 300 dollari. Non ho trovato una versione demo, ma ammetto di non essermi neppure impegnato tanto a richiederla. E&#8217; uno dei vari software orientali, creati per la tipica passione giapponese verso il mondo anime. Ma in realtà adattabile al nostro scopo, come vedremo tra poco con un altro giapponese.</p>



<h3 class="wp-block-heading">MetaVoice Live, Mangio RVC Fork e W-Okada Voice Changer, gratis e open-source</h3>



<p><strong>Le soluzioni finali</strong>, dopo tanta ricerca, sono <strong><a href="https://github.com/metavoicexyz/MetaVoiceLive/releases" target="_blank" rel="noreferrer noopener">MetaVoice Live</a></strong> e il <a href="https://github.com/w-okada/voice-changer" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Voice</strong></a><a href="https://github.com/w-okada/voice-changer"><strong> Changer</strong> di W-Okada</a>. Entrambi <strong>open source</strong>, il che ci rassicura di poter basare la &#8220;vita futura&#8221; dei personaggi su questi servizi, ed entrambi <strong>gratuiti</strong>. Non posso non citare il canale YouTube <a href="https://www.youtube.com/@ai-tools-search" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>AI Tools Search</em></a> che mi è stato utilissimo. Tra i video più interessanti in questo ambito, sicuramente questo:</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Make UNLIMITED AI Voice Conversions, Training, &amp; Covers for FREE: RVCv2 Installation &amp; Tutorial" width="678" height="381" src="https://www.youtube.com/embed/ixB9oalT3cQ?start=475&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p><em>MetaVoice</em> mi piace particolarmente: è in fase di acceso sviluppo ed ha una versione cloud per le conversioni non in tempo reale che garantisce maggior qualità e flessibilità. Questa non è gratuita, ma il costo tra 10 e 25 dollari al mese si può tutto sommato affrontare.</p>



<p>Al contrario, il <em>Voice Changer</em> di <em>W-Okada</em> ha molti sviluppatori indipendenti che sviluppano soluzioni compatibili con esso, come l&#8217;utente GitHub <a href="https://github.com/Mangio621" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Mangio621</em></a> che ha creato il <strong><a href="https://github.com/Mangio621/Mangio-RVC-Fork/releases/tag/v23.7.0">Mangio RVC Fork</a></strong>, un software con interfaccia Web in grado di trasformare la voce di un attore reale in quella del modello vocale scelto. Molti di questi modelli, soprattutto personaggi famosi, sono già disponibili su siti come <a href="http://voice-models.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Voice-Models.com</a> in formato &#8220;.pth&#8221;. Un classico formato usato nell&#8217;ambito del machine learning), ma la cosa più bella è che con lo stesso <em>Mangio RVC</em> possiamo effettuare l&#8217;addestramento, o training, di una voce personalizzata. Tutto in locale grazie ad una buona scheda video. E pertanto chiaramente sempre disponibile, e gratis.</p>



<p>A breve però farò un articolo specifico su questo. Così mi seguirete mentre faccio qualche prova interessante.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Generare video con l&#8217;intelligenza artificiale</h2>



<p>Un uso dell&#8217;AI nella produzione cinematografica può essere il text-to-video, o video-to-video. Ma quanto può essere utile generare video con l&#8217;intelligenza artificiale? Intendo proprio da zero, descrivendo all&#8217;AI in maniera testuale (o con una referenza video molto semplificata) ciò che si desidera ottenere. Un po&#8217; il futuro, ad oggi tools come <a href="https://research.runwayml.com/gen1" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Runway Gen-1</strong></a>, <a href="https://www.genmo.ai" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Genmo AI</strong></a>, o <a href="https://moonvalley.ai"><strong>Moonvalley AI</strong></a> sono poco più che esperimenti. Utili in alcuni frangenti, ma lontani dalla qualità e realismo necessari ad una produzione cinematografica.</p>



<p>Evidentemente, dovremo lavorare ancora per qualche anno per ottenere i nostri film <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/16.0.1/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>



<h2 class="wp-block-heading">Canon EOS R5C e obiettivo Dual Fisheye per video fulldome 3D</h2>



<p>E per le riprese live action? Nel nostro viaggio, ci stiamo cimentando con una combinazione di attrezzature davvero entusiasmante. Teniamo sempre a mente l&#8217;obiettivo: <strong>poca spesa tanta resa</strong>. Avevo inizialmente pensato di girare tutto in completo 360 gradi, anche per rendere il tutto già compatibile in caso di futuri porting in realtà virtuale. Ma il costo diventava proibitivo, sia per la camera (una camera professionale come la <em><a href="https://www.insta360.com/it/product/insta360-titan">Insta 360 Titan</a></em>, tra l&#8217;altro non aggiornata da anni, costa oltre 17.000 euro), sia per le difficoltà di iniziare già dal primo momento con un campo così largo. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="277" height="300" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/11/canondualfisheye52-277x300.jpg" alt="" class="wp-image-897" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/11/canondualfisheye52-277x300.jpg 277w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/11/canondualfisheye52-768x831.jpg 768w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/11/canondualfisheye52.jpg 906w" sizes="(max-width: 277px) 100vw, 277px" /></figure></div>


<p>L&#8217;idea è quindi di produrre il video giusto per la cupola, in <strong>360&#215;180 gradi</strong> (in pratica metà sfera). E l&#8217;obiettivo <em><a href="https://www.canon.it/lenses/rf-5-2mm-f2-8l-dual-fisheye-lens/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canon RF 5.2mm F2.8 L Dual Fisheye</a></em>, abbinato alla <em><a href="https://www.canon.it/cameras/eos-r5c/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canon EOS R5C</a></em>, dovrebbe rivelarsi una scelta vincente. Questo setup non solo offre immagini immersive, ma ci permette anche di sperimentare con riprese stereoscopiche, che aggiungono un livello extra di profondità e realismo.</p>



<p>La cinepresa Canon EOS R5C, con la sua gamma dinamica tra 11 e 12 stop e sensore da 8K, offre un ottimo rapporto qualità-prezzo. È una considerazione importante per noi, poiché stiamo cercando di mantenere un budget equilibrato senza sacrificare la qualità. Valuteremo anche se noleggiarla&#8230; Da <a href="https://www.adcom.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Adcom</em></a>, obiettivo e camera vengono offerti a circa 200 euro giornalieri.</p>



<p>Ad essere onesti, non possiamo ancora sfruttare appieno le potenzialità della stereoscopia a causa della proiezione, ma è sicuramente qualcosa che ci piacerebbe esplorare in futuro. È una di quelle cose che sembrano davvero cool e potrebbero aggiungere un tocco speciale al nostro progetto. Avete mai proiettato fulldome stereoscopici o avete qualche suggerimento su come potremmo integrarla nel nostro lavoro? Sarei felice di sentire i vostri pensieri e idee.</p>



<p>E se in qualcosa mancherà rispetto a camere più blasonate&#8230; Anche in questo caso, contiamo di sfruttare l&#8217;AI per il miglioramento della qualità dei video. Ma le ricerche, nel campo, dobbiamo ancora farle.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusioni</h2>



<p>Alla fine, la nostra scelta di strumenti digitali e attrezzature riflette il desiderio di non scendere a compromessi sulla qualità, pur tenendo d&#8217;occhio il budget.</p>



<p>In breve, stiamo creando qualcosa che va oltre il cinema tradizionale. Grazie all&#8217;intelligenza artificiale e alla tecnologia di punta, il &#8220;cinema del futuro&#8221; non è più un sogno. È reale, vogliamo vederlo accadere. E con il genio di <strong><em><a href="https://www.linkedin.com/in/gbernasconi" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gérard Bernasconi</a></em></strong> alla sceneggiatura (il quale ci ha dato anche un gran contributo tecnico), la precisione di <strong><a href="https://www.linkedin.com/in/michela-sette-613009198/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Michela Sette</em></a></strong> nel ruolo di VFX Supervisor e la creatività di <strong><em><a href="https://www.linkedin.com/in/michele-pelosio-4a455b112/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Michele Pelosio</a></em></strong> alla regia, stiamo forgiando un&#8217;esperienza cinematografica rivoluzionaria. Tenetevi pronti, perché stiamo per portarvi in un mondo dove cinema e realtà si fondono in un&#8217;esperienza trascendentale <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/16.0.1/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.darioriccio.com/ai-nella-produzione-cinematografica-come-produrre-un-film-innovativo-low-budget/">AI nella produzione cinematografica: come produrre un film innovativo low budget</a> è apparso primo per <a href="https://www.darioriccio.com">Il Futuro del Cinema - di Dario Riccio</a>.</p>
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		<title>Come fare film low budget con l&#8217;Intelligenza Artificiale &#8211; Prime fasi</title>
		<link>https://www.darioriccio.com/come-fare-film-low-budget-con-lintelligenza-artificiale-prime-fasi/</link>
					<comments>https://www.darioriccio.com/come-fare-film-low-budget-con-lintelligenza-artificiale-prime-fasi/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Riccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Feb 2023 17:13:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scopri come utilizzare gli ultimi strumenti dell'intelligenza artificiale per scrivere grandi sceneggiature a basso budget. Ottieni consigli, suggerimenti e strategie dagli esperti per rendere il tuo prossimo film un successo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.darioriccio.com/come-fare-film-low-budget-con-lintelligenza-artificiale-prime-fasi/">Come fare film low budget con l&#8217;Intelligenza Artificiale &#8211; Prime fasi</a> è apparso primo per <a href="https://www.darioriccio.com">Il Futuro del Cinema - di Dario Riccio</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Inizio questo articolo (che dividerò in più parti) il giorno dell&#8217;Immacolata: l&#8217;8 dicembre. Ho voglia di parlare dello stato attuale dell&#8217;intelligenza artificiale per coadiuvare il cinema low budget. Mi richiederà del tempo soprattutto per provare i vari servizi, non volendo fare il solito sterile elenco. Anche perché ci aiuterà a produrre contenuti per il cinema che realizzeremo nei prossimi tempi.</p>



<p>L&#8217;idea me l&#8217;ha involontariamente data <a href="https://www.linkedin.com/in/nicolasperrier/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nicolas Perrier</a> dell&#8217;Università di Lione, in Francia, con un suo <a href="https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:7006515451774001152/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">post su Linkedin</a>. Perrier è un bravo esperto in innovazione nella realtà aumentata e virtuale, e il post in questione riguarda <a href="https://plask.ai" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Plask</a>; uno dei tanti tools per realizzare animazioni 3D a partire da un semplice video. In pratica Motion Capture, senza costose e complesse apparecchiature. Tecnologia che può interessarci particolarmente per produrre video animati a una frazione del costo attuale, e persino con attori a distanza.</p>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/12/Hero.mp4"></video><figcaption class="wp-element-caption">Video esempio di Plask</figcaption></figure>



<p>Ulteriore aiuto, oltre che dallo stesso Nicolas con i suoi innumerevoli posts, mi viene dal sito <a href="https://www.futurepedia.io" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Futurepedia.io</a>. Una &#8220;wiki&#8221; sull&#8217;intelligenza artificiale, con la selezione di molti strumenti ad oggi disponibili per il grande pubblico.</p>



<p>Andiamo quindi ad analizzarne alcuni, nello specifico quelli utili nel cinema. Tanto per la scrittura, quanto per la produzione tecnica dei video e per le voci. Vedremo la qualità dei risultati, faremo esperimenti e ne conosceremo i costi.</p>



<p>Per meglio comprendere come usarli nei nostri film low budget, ho deciso di creare un cortometraggio (di bassissime pretese, solo per fare prove tecniche) usandoli il più possibile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Creare video con l&#8217;intelligenza artificiale</h2>



<p>Dividiamo i servizi in tre macro-categorie: <em>scrittura</em>, <em>video</em> e <em>audio</em>. Iniziando dalla scrittura, dovendo avere prima di tutto l&#8217;idea.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Scrittura cinematografica con l&#8217;intelligenza artificiale</h2>



<p>Necessitiamo una storia. Realizzata da un&#8217;AI? Vediamo, gli strumenti di scrittura non mancano. E se non sarete d&#8217;accordo, potrete sempre controbattere nei commenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come funziona GPT-3</h2>



<p>La maggior parte dei servizi pubblici per scrittura AI è ad oggi basata su <strong>GPT-3</strong> (con i suoi 175 miliardi&nbsp;di parametri di apprendimento automatico). Le alternative in realtà sarebbero tante: <strong><a href="https://huggingface.co/bigscience/bloom" target="_blank" rel="noreferrer noopener">BigScience Bloom</a></strong>, linguaggio su larga scala che è stato lanciato da poco (<em>con il vantaggio di essere open source</em>), o la tedesca <em>Aleph Alpha</em> con il suo <strong>Luminous</strong> (da 200 miliardi di parametri).</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa sono i parametri di un&#8217;intelligenza artificiale?</h3>



<p>Immagina di avere un compito che richiede di prevedere se un&#8217;immagine contiene un gatto o no. Un modello di intelligenza artificiale potrebbe essere addestrato su molte immagini etichettate come &#8220;gatto&#8221; o &#8220;non gatto&#8221; per imparare a riconoscere i tratti distintivi dei gatti.</p>



<p>Per fare questo, il modello utilizza una rete neurale, che è un insieme di nodi interconnessi. Ogni nodo rappresenta un calcolo effettuato sui dati di input. <strong>I parametri, o &#8220;pesi&#8221;, sono i valori assegnati a ciascun nodo che influiscono sulla forza della connessione tra i nodi</strong>.</p>



<p>Quando il modello vede un&#8217;immagine nuova, questi pesi vengono utilizzati per effettuare una serie di calcoli che alla fine producono una previsione, ad esempio &#8220;gatto&#8221; o &#8220;non gatto&#8221;. Il numero di pesi che vengono utilizzati nel modello è il numero di parametri.</p>



<p>In sintesi, i parametri sono come dei valori di ajuste (o adattamenti, diciamo la modifica dei valori di un modello di intelligenza artificiale durante l&#8217;allenamento al fine di migliorare la sua performance) che influiscono sul modo in cui il modello elabora i dati per produrre una previsione.</p>



<p>Un modello con molti parametri avrà più opportunità di modificare i suoi calcoli per adattarsi ai dati di allenamento, ma potrebbe anche essere più incline a <em>overfitting</em>, ovvero a un&#8217;eccessiva aderenza ai dati di allenamento e una scarsa capacità di generalizzazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Altri concorrenti di ChatGPT</h3>



<p>Altri concorrenti sono <strong>Nvidia</strong> con il <em><a href="https://developer.nvidia.com/megatron-turing-natural-language-generation" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Megatron NGL</a></em> (immenso, ma non disponibile al pubblico), <em>Google</em> con i suoi <strong><a href="https://ai.googleblog.com/2021/12/more-efficient-in-context-learning-with.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">GLaM</a></strong>, <strong><a href="https://blog.google/technology/ai/lamda/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">LaMDA</a></strong> e <strong><a href="https://ai.googleblog.com/2022/04/pathways-language-model-palm-scaling-to.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PaLM</a></strong> (si, non si fanno mancare nulla), <strong><a href="https://ai.facebook.com/blog/democratizing-access-to-large-scale-language-models-with-opt-175b/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">OPT</a></strong> di <em>Meta</em>, <strong><a href="https://github.com/amazon-science/alexa-teacher-models" target="_blank" rel="noreferrer noopener">AlexaTM</a></strong> di <em>Amazon</em> o vari cinesi come <em>Alibaba</em> e il suo <strong><a href="https://dl.acm.org/doi/abs/10.1145/3503221.3508417" target="_blank" rel="noreferrer noopener">BaGuaLu</a></strong>.</p>



<p>Per finire cito <strong><a href="https://6b.eleuther.ai" target="_blank" rel="noreferrer noopener">GPT-J</a></strong>, altra alternativa open source a GPT-3.</p>



<p>Capiamo quindi rapidamente come funziona GPT-3, da una risposta riadattata della stessa AI:</p>



<p><em>GPT-3 (Generative Pretrained Transformer 3) è un modello linguistico all&#8217;avanguardia sviluppato da OpenAI. Utilizza una tecnica di apprendimento profondo chiamata </em>&#8220;<em>transformers</em>&#8220;<em> per generare testo simile a quello umano sulla base di un dato input.</em></p>



<p><em>Ecco come funziona il GPT-3:</em></p>



<ol class="wp-block-list">
<li><em>Il modello viene addestrato su un ampio set di testi generati dall&#8217;uomo, come libri, articoli e siti web. Questo processo di addestramento consente al modello di apprendere gli schemi e le strutture del linguaggio naturale.</em></li>



<li><em>Quando riceve un input, il modello lo elabora utilizzando i suoi strati di reti neurali. Ogni strato svolge un compito diverso, come l&#8217;analisi della sintassi, della semantica e del contesto dell&#8217;input.</em></li>



<li><em>Il modello genera quindi una risposta basata sull&#8217;input e sulla sua comprensione del linguaggio naturale. Lo fa prevedendo le parole successive della frase, utilizzando gli schemi e le strutture apprese durante l&#8217;addestramento.</em></li>



<li><em>Il modello ripete questo processo più volte, generando più risposte all&#8217;input. Queste risposte vengono poi classificate e valutate dal modello e la risposta più alta viene selezionata come output finale.</em></li>
</ol>



<p><em>GPT-3 è noto per la sua capacità di generare testo spesso difficile da distinguere da quello scritto da un essere umano. È utilizzato in diverse applicazioni, come la traduzione linguistica, la sintesi e la generazione di testi.</em></p>



<h3 class="wp-block-heading">ChatGPT racconta storie per la sceneggiatura.</h3>



<p>Cominciamo direttamente dal prodotto di casa Open AI: <strong>ChatGPT</strong>. È forse il tool del momento; il primo ad aver fatto un salto tra il grande pubblico. È quasi preoccupante quanto sia preciso e &#8220;reale&#8221; nelle conversazioni, ma se ne è discusso anche troppo e ovunque nelle ultime settimane.</p>



<p>Mi sono iscritto al sito di Open AI, ho aperto la chat per provare a parlare con GPT-3 (non oso immaginare cosa farà il prossimo GPT-4) chiedendo di scrivermi una storia con alcuni dialoghi per un cortometraggio in grafica digitale. E beh, semplicemente me l&#8217;ha fatta.</p>



<h4 class="wp-block-heading">La storia scritta da ChatGPT</h4>



<p>Questa è la storia senza alcun ritocco, solo tradotta in italiano (potete leggere l&#8217;originale nella versione inglese di questo articolo).</p>


<div class="lightweight-accordion"><details><summary class="lightweight-accordion-title"><span>Titolo: La città perduta (premi qui per aprire)</span></summary><div class="lightweight-accordion-body">

<p>Quando il sole sorse all&#8217;orizzonte, un piccolo gruppo di avventurieri si mise in viaggio per trovare la città perduta dell&#8217;oro. Erano alla ricerca da mesi, seguendo vecchie mappe e antiche leggende nella speranza di fare fortuna.</p>



<p>&#8220;Siete sicuri che questa sia la strada giusta?&#8221; chiese <strong>Maria</strong>, la leader del gruppo. &#8220;Non vedo alcun segno della città all&#8217;orizzonte&#8221;.</p>



<p>&#8220;Fidati di me, Maria&#8221;, rispose <strong>Jake</strong>, l&#8217;esperto di storia antica del gruppo. &#8220;La città è nascosta nelle profondità della giungla e non sarà facile trovarla. Ma se ci atteniamo al piano, la troveremo&#8221;.</p>



<p>Il gruppo si inoltrò nella fitta giungla, frugando tra le liane e il sottobosco con i loro machete. Dopo diverse ore di viaggio estenuante, raggiunsero il bordo di una radura.</p>



<p>&#8220;Guardate!&#8221; gridò <strong>Sarah</strong>, il membro più giovane del gruppo. &#8220;Laggiù! Vedo qualcosa che luccica alla luce del sole!&#8221;.</p>



<p>Il gruppo si precipitò verso il punto in cui Sarah aveva visto il luccichio, e di sicuro trovarono una piccola statua d&#8217;oro sepolta nella terra.</p>



<p>&#8220;Deve essere questa!&#8221; esclamò <strong>Maria</strong>. &#8220;Abbiamo trovato la città perduta dell&#8217;oro!&#8221;.</p>



<p>Il gruppo iniziò a scavare, scoprendo sempre più tesori. Trovarono monete d&#8217;oro, gioielli preziosi e antichi manufatti di grande valore.</p>



<p>&#8220;Siamo ricchi!&#8221; esclamò <strong>Jake</strong>, ridendo per l&#8217;eccitazione. &#8220;Abbiamo trovato un tesoro che va oltre i nostri sogni più sfrenati!&#8221;.</p>



<p>Ma mentre continuavano a scavare, il terreno sotto i loro piedi cominciò a rimbombare e a tremare. All&#8217;improvviso, un&#8217;enorme porta di pietra si aprì, rivelando un ingresso nascosto alla città perduta.</p>



<p>&#8220;Presto, tutti dentro!&#8221; gridò <strong>Maria</strong>, guidando il gruppo nel tunnel buio. &#8220;Dobbiamo trovare la fonte del tesoro prima che sia troppo tardi!&#8221;.</p>



<p>Il gruppo si addentrò nel tunnel, illuminato dalle torce. Raggiunsero una grande camera aperta piena di tesori.</p>



<p>&#8220;Ci siamo!&#8221; gridò <strong>Sarah</strong>. &#8220;La città perduta dell&#8217;oro!&#8221;.</p>



<p>Ma mentre esploravano la camera, sentirono un forte rimbombo. All&#8217;improvviso, il terreno sotto i loro piedi cedette e caddero in una fossa profonda.</p>



<p>&#8220;Aiuto!&#8221; gridò <strong>Maria</strong>, mentre cadevano nell&#8217;oscurità. &#8220;Siamo in trappola!&#8221;.</p>



<p>Ma proprio quando pensavano che tutto fosse perduto, sentirono una voce flebile che li chiamava.</p>



<p>&#8220;Non preoccupatevi, avventurieri&#8221;, disse <strong>la voce</strong>. &#8220;Sono il guardiano della città perduta e vi aiuterò a fuggire&#8221;.</p>



<p>Con l&#8217;aiuto del guardiano, il gruppo riuscì a uscire dalla fossa e a tornare in superficie. Uscirono dalla giungla, trionfanti e ricchi oltre ogni aspettativa.</p>



<p>&#8220;Ce l&#8217;abbiamo fatta!&#8221;, gridò <strong>Jake</strong>, ridendo di gioia. &#8220;Abbiamo trovato la città perduta dell&#8217;oro!&#8221;. </p>

</div></details></div>


<p>Teniamo in considerazione questa prima storia. Certo, non me l&#8217;ha fatta semplice&#8230; Poteva creare una storia in mezzo a una città a caso; al contrario, la giungla sarà più complessa da ricreare. Ma ci devo stare, il gioco è questo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La stessa storia, in versione breve</h3>



<p>Ah, ho anche chiesto una versione più breve. Mi ha fatto una sintesi. Poi ho specificato di volere una versione breve ma con i dialoghi, e semplicemente l&#8217;ha fatta. Ve la riporto per completezza di informazione:</p>


<div class="lightweight-accordion"><details><summary class="lightweight-accordion-title"><span>La città perduta (versione breve)</span></summary><div class="lightweight-accordion-body">

<p>Mentre il gruppo di avventurieri cercava la città perduta dell&#8217;oro, si imbatté in un ingresso nascosto nella giungla.</p>



<p>&#8220;Guardate, laggiù!&#8221; disse <strong>Sarah</strong>, indicando l&#8217;ingresso.</p>



<p>Il gruppo si precipitò verso l&#8217;ingresso ed esplorò la città, trovando un tesoro che andava oltre i loro sogni più sfrenati.</p>



<p>&#8220;Siamo ricchi!&#8221;, gridò <strong>Jake</strong>.</p>



<p>Ma mentre continuavano a cercare, il terreno sotto di loro cedette e caddero in una fossa.</p>



<p>&#8220;Aiuto!&#8221;, gridò <strong>Maria</strong>.</p>



<p>Un guardiano della città li aiutò a fuggire e ne uscirono vittoriosi e ricchi.</p>



<p>&#8220;Ce l&#8217;abbiamo fatta!&#8221;, gridò <strong>Jake</strong>.</p>

</div></details></div>


<h3 class="wp-block-heading">ChatGPT scrive automaticamente la sceneggiatura</h3>



<p>Stavo valutando di raccoglierla in una sceneggiatura, quando ho pensato &#8220;perché non chiederglielo?&#8221;. Detto, fatto. Mi ha riscritto la storia già pronta per il cinema:</p>


<div class="lightweight-accordion"><details><summary class="lightweight-accordion-title"><span>Sceneggiatura di &#8220;La città perduta&#8221;</span></summary><div class="lightweight-accordion-body">

<p>INT. GIUNGLA &#8211; GIORNO</p>



<p>Il sole sorge all&#8217;orizzonte mentre un gruppo di avventurieri, MARIA, JAKE e SARAH, si mette in viaggio per trovare la città d&#8217;oro perduta.</p>



<p>MARIA<br>Siete sicuri che questa sia la strada giusta? Non vedo alcun segno della città all&#8217;orizzonte.</p>



<p>JAKE<br>Fidati di me, Maria. La città è nascosta nel profondo della giungla e non sarà facile trovarla. Ma se ci atteniamo al piano, la troveremo.</p>



<p>Il gruppo si inoltra nella giungla fitta, tagliando le liane e il sottobosco con i loro machete.</p>



<p>SARAH<br>Guardate! Laggiù! Vedo qualcosa che luccica alla luce del sole!</p>



<p>Il gruppo si precipita verso il punto in cui Sarah ha visto il luccichio e trova una piccola statua d&#8217;oro sepolta nella terra.</p>



<p>MARIA<br>Deve essere questa! Abbiamo trovato la città perduta dell&#8217;oro!</p>



<p>Il gruppo inizia a scavare, scoprendo sempre più tesori.</p>



<p>JAKE<br>Siamo ricchi! Abbiamo trovato un tesoro che va oltre i nostri sogni più sfrenati!</p>



<p>Ma mentre continuano a scavare, il terreno sotto i loro piedi inizia a rimbombare e a tremare. All&#8217;improvviso, un&#8217;enorme porta di pietra si apre, rivelando un ingresso nascosto alla città perduta.</p>



<p>MARIA<br>Presto, tutti dentro! Dobbiamo trovare la fonte del tesoro prima che sia troppo tardi!</p>



<p>Il gruppo si addentra nel tunnel, illuminato dalle torce. Raggiungono una grande camera aperta piena di tesori.</p>



<p>SARAH<br>È questa! La città perduta dell&#8217;oro!</p>



<p>Ma mentre esplorano la camera, sentono un forte rimbombo. All&#8217;improvviso, il terreno sotto i loro piedi cede e cadono in una fossa profonda.</p>



<p>MARIA<br>Aiuto! Siamo in trappola!</p>



<p>Ma proprio quando pensano che tutto sia perduto, sentono una voce flebile che li chiama.</p>



<p>GUARDIA (fuori campo)<br>Non preoccupatevi, avventurieri. Sono il guardiano della città perduta e vi aiuterò a fuggire.</p>



<p>Con l&#8217;aiuto del guardiano, il gruppo riesce a uscire dalla fossa e a tornare in superficie. Riemergono dalla giungla, trionfanti e ricchi oltre ogni aspettativa.</p>



<p>JAKE<br>Ce l&#8217;abbiamo fatta! Abbiamo trovato la città perduta dell&#8217;oro!</p>

</div></details></div>


<p>A parte <em>Interno Giungla</em>, per il resto è un&#8217;ottima base di partenza. Ma ad <em>Andrea Rocci</em>, sceneggiatore &#8220;umano&#8221;, seppur senza un&#8217;analisi approfondita (eravamo a fare due chiacchiere davanti una birra) gli sono saltati all&#8217;occhio alcuni errori di forma.</p>



<p>La sceneggiatura parla infatti per immagini, e frasi come &#8220;scoprendo sempre più tesori&#8221;, o &#8220;ricchi oltre ogni aspettativa&#8221; non sono affatto chiare. Quali tesori? Statue, monete, altro? E in che senso ricchi? Sono pieni di oro addosso? Sono vestiti in maniera appariscente? Tutti con l&#8217;ultimo iPhone e le chiavi di una Ferrari?</p>



<p>Per non parlare della mancanza di descrizioni degli ambienti. La giungla stessa è lasciata al più completo immaginario del regista, o degli scenografi (o 3D artist, che dir si voglia).</p>



<p>Però di necessità virtù, lasceremo alla discrezione del regista (esistesse, almeno lui&#8230;) ogni scelta. Proveremo a cercarne uno buono su <a href="https://www.character.ai" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>character.ai</strong></a>, forse. Anzi, provatelo e parlate con dei &#8220;personaggi&#8221; artificiali. C&#8217;è persino <em>Albert Einstein</em>!</p>



<h4 class="wp-block-heading">Prezzi</h4>



<p>Qui è semplice: di base <strong>non costa nulla</strong>. Sta iniziando ad essere commercializzata una versione a 20 dollari al mese in alcuni Paesi, che elimina alcuni limiti (soprattutto dovuti alla potenza di calcolo necessaria per gestire le milioni di richieste che arrivano ogni giorno ad OpenAI).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Alternative a ChatGPT</h2>



<p>Al momento GPT-3 è difficile da battere&#8230; Nell&#8217;attesa che escano i candidati più blasonati (a breve <em><a href="https://blog.google/technology/ai/bard-google-ai-search-updates/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Google Bard</a></em>), ho chiesto a ChatGPT stesso i suoi concorrenti. Mi ha segnalato per cominciare <em>ScriptBuddy</em>, <em>WriterDuet</em> e <em>AI Screenwriter</em>. Chiedendogliene altri, Plotbot, Amazon Storywriter e InkTip Script Listing. Ok, pensavo fosse sufficiente&#8230; Tranne che la risposta in realtà è una parziale menzogna. Qui si vedono i limiti attuali di questa intelligenza artificiale, in parte (ma non solo) a causa del fatto che i dati di cui dispone sono aggiornati al 2021.</p>



<p>Intanto <em>ScriptBuddy</em>, inizialmente basato su GPT-2, non viene più mantenuto da oltre 3 anni; lo escludiamo. <em>WriterDuet</em> è invece utilissimo nella sistemazione di sceneggiature. Ma lui non scrive nulla da solo&#8230; <em>AI Screenwriter</em> non credo esista neppure, quanto meno il caro vecchio Google non mi da risultati.</p>



<p>Per quel che riguarda Plotbot, o meglio <em><a href="https://github.com/rasbot/plot-bot" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Plot-bot</a></em>, genera effettivamente trame di film sfruttando il motore GPT-2. Ma, come ScriptBuddy, sono anni che non viene mantenuto e per ottimizzare i tempi lo escludo. Lo stesso vale per <em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Amazon_Storywriter" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Amazon StoryWriter</a></em>, mentre InkTip Script Listing non serve a generare testi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Dramatron</h3>



<p><a href="https://deepmind.github.io/dramatron/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Dramatron</strong></a> è una nuova alternativa, marchiata <em>Deepmind</em>, che promette esattamente quello che stiamo cercando: scrivere sceneggiature per cinema e teatro. Purtroppo è stato rilasciato solo un paio di giorni intorno al 9 dicembre, e quando sono arrivato a provarlo era troppo tardi.</p>



<p>Resta un progetto interessante da tenere in considerazione quando sarà aperto. Per il momento, non piace a <em><a href="https://www.youtube.com/@georgemike-com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">George Mike</a></em>, autore di questo video su YouTube.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="DeepMind&#039;s Dramatron is very not good. [Demo]" width="678" height="509" src="https://www.youtube.com/embed/A1qGOfbGQcA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe>
</div><figcaption class="wp-element-caption">Prova di Dramatron</figcaption></figure>



<p>Il suo commento? &#8220;<em>&#8230;in generale mi è sembrato insipido. E non mi ha dato molto di più dei dialoghi che si trovano in tutti i film. Ha chiaramente colto il genere, ma non lo ha approfondito in modo interessante. Non ha fatto progredire la narrazione</em>&#8220;.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Rytr</strong></h3>



<p>Tramite <em>Google</em> e <em>Futurepedia</em> sono poi giunto a <a href="https://rytr.me" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Rytr</em></a>. Uno strumento carino. Account e accesso, e mi ritrovo nell&#8217;area di lavoro. Chiede fondamentalmente lingua, stile e caso d&#8217;uso del testo creato, e lui agisce. Non essendoci chiaramente &#8220;film script&#8221;, ho provato intanto con uno strumento chiamato &#8220;bacchetta magica&#8221;.</p>



<p>Stessa richiesta fatta a ChatGPT, la risposta è stata però quasi esilarante:</p>


<div class="lightweight-accordion"><details><summary class="lightweight-accordion-title"><span>Storia per un cotrometraggio</span></summary><div class="lightweight-accordion-body">

<p>Nel nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso</p>



<p>Io credo</p>



<p>Credo in Allah, l&#8217;Unico Dio</p>



<p>Credo nei profeti e nei messaggeri</p>



<p>Credo negli angeli e nelle scritture</p>



<p>Credo nei libri della rivelazione</p>



<p>Credo nella vita dopo la morte e che nel giorno del giudizio sarà fatta giustizia.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Scusa, cosa? Stai dicendo &#8220;credo&#8221; a tutto.</li>
</ul>



<p>Non ho tempo per questo.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Mi dispiace, non ti seguo.</li>



<li>Perché ti stai scusando?</li>



<li>Che cosa?</li>
</ul>

</div></details></div>


<p>Proviamo qualcosa di diverso e più specifico&#8230; Ho chiesto &#8220;Ho bisogno di una sceneggiatura di circa 2000 parole, con dialoghi, per realizzare un cortometraggio in computer grafica. Il titolo è: la città perduta&#8221;, e impostato come come caso d&#8217;uso &#8220;trama di una storia&#8221;. Prompt basato sul precedente output di ChatGPT. Ma ancora siamo lontani, seppur abbiamo una storiella di base:</p>


<div class="lightweight-accordion"><details><summary class="lightweight-accordion-title"><span>La città perduta</span></summary><div class="lightweight-accordion-body">

<p>In un futuro prossimo, un equipaggio di archeologi e scienziati in missione esplorativa su un pianeta sconosciuto viene catturato e imprigionato da un&#8217;antica civiltà aliena.</p>



<p>La squadra è in un certo senso persa, a causa della barriera linguistica e delle interazioni con gli alieni. Vengono tenuti in cattività per decenni, esplorando le rovine e scoprendo tutti i segreti della civiltà.</p>



<p>Alla fine riescono a tornare a casa. Gli scienziati hanno imparato molte cose nuove e le riportano sulla Terra per condividerle con gli umani. Tuttavia, hanno impiegato così tanto tempo che ormai non solo la Terra è cambiata, ma non c&#8217;è più tempo per queste scoperte.</p>

</div></details></div>


<p>Stessa richiesta, ma con il comando magico come caso d&#8217;uso:</p>


<div class="lightweight-accordion"><details><summary class="lightweight-accordion-title"><span>La città perduta</span></summary><div class="lightweight-accordion-body">

<p>INT. SOGGIORNO &#8211; POMERIGGIO</p>



<p>La stanza è ben arredata e sembra molto confortevole. C&#8217;è una porta che conduce a un&#8217;altra stanza.</p>



<p>JOE: Buongiorno, John.</p>



<p>Buongiorno, Joe. Come sta stamattina?</p>



<p>JOE: Sto bene, grazie per averlo chiesto. E tu?</p>



<p>JOHN: Sto benissimo! Cosa c&#8217;è in programma per oggi?</p>



<p>JOE: Vado a recuperare le mie letture e poi probabilmente farò una passeggiata nel quartiere. Hai qualche programma</p>

</div></details></div>


<p>Ok, un tool utile per brevi testi ma è ancora lontano dall&#8217;autonomia totale. Veniamo ai prezzi, anche se nel nostro caso mantengo il testo di ChatGPT.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Prezzi</h4>



<p>Rytr ha una versione completamente <strong>gratuita</strong>, limitata a 10000 caratteri al mese. Altrimenti costa <strong>$ 9 al mese</strong> per 100.000 caratteri, o <strong>$ 29 al mese</strong> per uso illimitato.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Shortly AI</h3>



<p>Altro strumento è <strong><a href="https://www.shortlyai.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Shortly AI</a></strong>, principalmente studiato per combattere il &#8220;blocco dello scrittore&#8221;. Scrivi il tuo testo o una frase, e lui continua.</p>



<p>Non potendogli chiedere di fare la storia per me, ho usato la prima frase della storia generata da ChatGPT: <em>As the sun rose over the horizon, a small group of adventurers set out on their journey to find the lost city of gold.</em> Seppur basato sullo stesso modello linguistico, il prosieguo è stato chiaramente differente. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/12/Screenshot-2022-12-10-alle-10.00.55-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-789" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/12/Screenshot-2022-12-10-alle-10.00.55-1024x682.jpg 1024w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/12/Screenshot-2022-12-10-alle-10.00.55-300x200.jpg 300w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/12/Screenshot-2022-12-10-alle-10.00.55-768x512.jpg 768w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/12/Screenshot-2022-12-10-alle-10.00.55-1536x1023.jpg 1536w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/12/Screenshot-2022-12-10-alle-10.00.55-2048x1364.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Questo è il testo finale:</p>


<div class="lightweight-accordion"><details><summary class="lightweight-accordion-title"><span>La città perduta</span></summary><div class="lightweight-accordion-body">

<p>Quando il sole sorse all&#8217;orizzonte, un piccolo gruppo di avventurieri si mise in viaggio per trovare la città perduta dell&#8217;oro. Si diceva che nella città perduta ci fossero più di mille tonnellate d&#8217;oro, ma come tutte le leggende, la storia del tesoro viene raccontata solo a chi ne è degno.</p>



<p>Erano in viaggio da due settimane e speravano di poter raggiungere la loro destinazione entro la fine della settimana. Finora la strada era stata scorrevole, ma quando si avvicinavano a una collina, c&#8217;era una piccola costruzione sulla strada, che faceva rallentare i carri. La carovana aveva due grandi carri che trasportavano l&#8217;oro, mentre il resto era a cavallo. Il resto del gruppo non era molto preoccupato per il ritardo, a parte il leader. Per contenere grandi quantità di oro, argento e gioielli risalenti agli antichi Aztechi. Una città perduta che era protetta da un numero incalcolabile di demoni e spettri. Si diceva che non un uomo o una bestia che fosse entrato nella città maledetta fosse tornato.</p>



<p>Il piccolo convoglio si diresse verso il luogo indicato dal datore di lavoro. Ripassarono un&#8217;ultima volta i dettagli del contratto. I sei avventurieri si erano divisi in tre gruppi da due. Ogni gruppo si era posizionato in un luogo. La città era nascosta nelle profondità di una catena montuosa al centro della quale si trovava una fortezza ben protetta lasciata dall&#8217;impero azteco. Si diceva che il pozzo fosse una porta d&#8217;accesso alla città perduta. All&#8217;interno della fortezza doveva trovarsi la statua di un angelo. Si trattava di una speciale tavoletta di pietra con un incantesimo che avrebbe concentrato il potere del gioiello sull&#8217;ottavo figlio di un re azteco.</p>



<p>Alla notizia della strana fortezza, il capo azteco fece marciare il suo esercito per attaccarla, ma misteriosamente uno dei generali e il suo esercito furono portati via in un altro regno e sono scomparsi. Il re ordinò quindi la ritirata. Questo fu l&#8217;inizio dei problemi. Mentre se ne stavano andando, furono attaccati da grandi mostri che si pensava fossero stati uccisi, ma poi furono visti in cima alla fortezza. Le battaglie continuarono per tutta la settimana successiva, con la sconfitta degli Aztechi.</p>



<p>Alla fine, il re ordinò alle truppe rimaste di tornare in città, dicendo che le battaglie della settimana precedente avevano risvegliato alcuni antichi demoni, responsabili della scomparsa non solo di suo figlio, ma anche di alcuni dei suoi generali e delle truppe rimaste. Il re aveva messo al bando ogni tipo di magia e di incantesimo nella sua città e tutti dovevano essere giustiziati. Un giovane è stato aiutato dalla madre, anch&#8217;essa maga, una volta scoperta.</p>

</div></details></div>


<p>In definitiva, una bella storia ma con poco senso. L&#8217;AI ha preso pezzi di testo di qua e di là, ma senza collegarli in maniera &#8220;intelligente&#8221;.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Prezzi</h4>



<p>Shortly AI è sicuramente utile per aggiungere una frase o due e sormontare il blocco dello scrittore, ma per lasciarlo far da solo non sembra il tool migliore.</p>



<p>Il suo costo non è neppure trascurabile. Parliamo di <strong>$ 79 al mese</strong>, o <strong>$ 780 all&#8217;anno</strong>. Io ho comunque utilizzato la prova gratuita, per cui è richiesto solo di registrare un account.</p>



<h3 class="wp-block-heading">WriterX</h3>



<p>Vediamo <a href="https://writerx.co" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>WriterX</strong></a>. Ha templates per creare articoli, post sui social, conclusioni di testi e tanti altri. Mi aspetto risultati simili a Shortly, non essendo progettato per intere storie.</p>



<p>Purtroppo però la versione di prova gratuita non permette di accedere a tutte le funzionalità, e non mi andava di pagare per un servizio (anche abbastanza caro) senza prima averlo provato; avendo persino un&#8217;alternativa gratuita di cui sono parzialmente soddisfatto.</p>



<p>Seppur lo stia valutando per le sue utili funzionalità di marketing&#8230; Come la bio dei miei canali social, o eventuali futuri aiuti nella scrittura degli articoli del blog. L&#8217;ho anche usato per scrivere la descrizione meta di questo stesso articolo.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Prezzi</h4>



<p>WriterX costa <strong>$ 29 al mese</strong> nella versione standard (praticamente la trial che avevo), o <strong>$ 59</strong> <strong>al mese</strong> per avere testi e funzioni illimitati. È disponibile in 25 lingue.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Jasper AI</h3>



<p>Volevo provare anche <strong><a href="https://www.jasper.ai" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Jasper AI</a></strong>, che alla fine è un&#8217;interfaccia grafica per la stessa GPT-3. È forse il più pubblicizzato, si trova ovunque. Ma, semplicemente, non ho neppure cominciato ad usarlo: obbliga ad inserire la carta di credito anche per la versione gratuita, e per verificarla non prende pochi centesimi ma l&#8217;intero <strong>primo mese: 29 dollari</strong>. Atteggiamento poco professionale, non voglio quindi averci a che fare e volevo i miei soldi immediatamente indietro.</p>



<h3 class="wp-block-heading">GPT-J e Writey AI</h3>



<p>Per uscire dall&#8217;universo GPT-3, volevo provare l&#8217;open source <strong>GPT-J</strong> tramite il sito web <a href="https://6b.eleuther.ai" target="_blank" rel="noreferrer noopener">6b.eleuther.ai</a>;  però si bloccava sempre con il messaggio: &#8220;Unable to connect to the model. Please try again&#8221;. E <strong><a href="https://writey.ai" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Writey AI</a></strong>, anch&#8217;esso ben funzionante ma troppo specializzato nella stesura di articoli per blog. Cosa per la quale vi consiglio di dargli un&#8217;occhiata, non foss&#8217;altro per 5 articoli al mese totalmente gratuiti.</p>



<p>In definitiva, sono stanco e ogni altra ricerca mi pare inutile. Dopotutto il testo di ChatGPT è valido (se così si può definire un testo &#8220;automatico&#8221;), quindi direi di passare alla realizzazione tecnica del cortometraggio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Creazione dei personaggi 3D</h2>



<h3 class="wp-block-heading">Può un&#8217;intelligenza artificiale generare personaggi 3D?</h3>



<p>Abbiamo bisogno quindi dei personaggi per la nostra storia, ma è davvero possibile generarli con l&#8217;A.I.? <strong>Spoiler: oggi, non bene</strong>. Ci sono tante promesse e alcune soluzioni che si avvicinano al risultato, ma non è ancora possibile. Vediamole in breve, poiché saranno utili nel prossimo futuro. Ma poi andremo a capire come avere i personaggi della nostra storia, ora, con pochi soldi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">PIFuHD</h3>



<p>Per iniziare c&#8217;è <a href="https://colab.research.google.com/drive/11z58bl3meSzo6kFqkahMa35G5jmh2Wgt#scrollTo=1TfPAtL4CyZw" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PIFuHD</a>, già disponibile al pubblico e che promette di creare un personaggio 3D a partire da una singola foto. Funziona, ma già dai video di presentazione si rimarca una qualità lontana dall&#8217;accettabile al cinema.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Google DreamFusion</h3>



<p><a href="https://dreamfusion3d.github.io" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>DreamFusion</strong></a> è una delle prima A.I. in grado di sfruttare i dati 2D di Stable Diffusion (gli stessi usati per la creazione di foto tramite intelligenza artificiale, ormai molto diffusa), per la creazione di modelli 3D.</p>



<p>Stesso problema di prima: qualità insoddisfacente già a prima vista. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Microsoft Rodin Diffusion</h3>



<p>Una novità del 2023 in casa Microsoft, <a href="https://3d-avatar-diffusion.microsoft.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rodin Diffusion</a> ancora non è disponibile al pubblico. Promette di creare un avatar 3D realistico a partire da una sola foto. Beh, a giudicare dalle foto rilasciate sul loro sito i capelli&#8230; Sempre quelli sono il problema!</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="275" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/01/3d-avatar-diffusion-1-1024x275.jpg" alt="" class="wp-image-806" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/01/3d-avatar-diffusion-1-1024x275.jpg 1024w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/01/3d-avatar-diffusion-1-300x80.jpg 300w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/01/3d-avatar-diffusion-1-768x206.jpg 768w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/01/3d-avatar-diffusion-1-1536x412.jpg 1536w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/01/3d-avatar-diffusion-1-2048x549.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Modello generativo di Microsoft 3D Avatar Diffusion</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Nvidia Get3D</h3>



<p>Non può di certo mancare la regina delle schede grafiche, Nvidia, tra i tool 3D. E in effetti il suo <a href="https://nv-tlabs.github.io/GET3D/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Get3D</strong></a> è superlativo nella creazione di modelli 3D partendo dalle informazioni apprese da un dataset di modelli 3D.</p>



<p>Il dataset è molto più limitato, e questo è uno svantaggio nella varietà di oggetti 3D realizzabili. È però open-source, punto decisamente a favore, seppur l&#8217;intero training va fatto nel proprio sistema. Questo vuol dire schede video di fascia alta a go-go&#8230; E costano un po&#8217;. Tanto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Nvidia Magic3D</h3>



<p>Come ha risolto Nvidia il problema della &#8220;limitazione&#8221;, in termini di quantità, di oggetti creabili da Get3D? Come ci spiega l&#8217;articolo su <a href="https://the-decoder.com/nvidias-magic3d-turns-text-into-high-resolution-3d-objects/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">The Decoder</a>, semplicemente copiando Google&#8230; E tentando di rendere il suo nuovo <strong><a href="https://deepimagination.cc/Magic3D/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Magic3D</a></strong> (<a href="https://arxiv.org/pdf/2211.10440.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui il paper dei ricercatori</a>) più rapido e definito di DreamFusion. Questo video ne spiega bene il funzionamento:</p>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/12/nvidia_magic3d.mp4"></video><figcaption class="wp-element-caption">Processo di creazione dell&#8217;oggetto 3D con Nvidia Magic3D a partire da un testo</figcaption></figure>



<p>In pratica, Get3D ha un dataset basato su altri modelli 3D. Magic3D parte invece dalle immagini, a loro volta generate da un&#8217;A.I., aprendo la strada a combinazioni virtualmente infinite. </p>



<p>Funziona bene? Ciò che è certo è non sia disponibile al pubblico, ma già dal video e dagli esempi presenti in rete si presenta come una tecnologia molto promettente. Seppur ancora non raggiunge la qualità necessaria.</p>



<h3 class="wp-block-heading">StyleGAN-NADA</h3>



<p>Per fare Pokemon o altre cose divertenti c&#8217;è <strong><a href="https://stylegan-nada.github.io" target="_blank" rel="noreferrer noopener">StyleGAN-NADA</a></strong>, addestrato seguendo il modello CLIP (Contrastive Language-Image Pre-Training) di OpenAI. Permette di creare immagini partendo solo da una descrizione testuale, senza bisogno di vedere alcun riferimento e senza la necessità di raccogliere ulteriori dati di addestramento.</p>



<p>È anche possibile modificare immagini esistenti in modo da renderle simili a quelle di altri domini, ad esempio usando un&#8217;immagine di un cane per generare un gatto. Stesso approccio che può essere applicato ad altre architetture generative, aprendo possibilità interessanti per la creazione di immagini in modo veloce e preciso.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Pollinations</h3>



<p>Tra i &#8220;next steps&#8221;, <strong><a href="https://pollinations.ai" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pollinations</a></strong> promette di fare ciò che serve a noi. Dal loro sito web: &#8220;a livello di ricerca, il nostro team sta sviluppando una tecnologia che consenta alle persone di generare oggetti e avatar in 3D con il solo aiuto di un testo&#8221;.</p>



<p>Anche qui, c&#8217;è da attendere. Per ora permette di fare comunque cose interessanti in ambito foto / video. Magari provatelo, comunque c&#8217;è poco di utile ai fini di questo articolo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Text2mesh</h3>



<p>Piccolo ma interessante, <strong><a href="https://threedle.github.io/text2mesh/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Text2mesh</a></strong> è meno un esercizio di stile rispetto ai precedenti. Qui il modello già bisogna averlo, ma l&#8217;AI promette di modificarlo autonomamente; aumentando ad esempio il numero di poligoni, cambiandone la forma e il colore finanche creando la texture da zero. Il tutto sulla base di un prompt di testo, una richiesta scritta. </p>



<p>Promemoria da mettere in agenda, in caso ci servirà.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="111" height="300" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/02/lumaai-111x300.jpg" alt="" class="wp-image-828" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/02/lumaai-111x300.jpg 111w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/02/lumaai.jpg 376w" sizes="(max-width: 111px) 100vw, 111px" /><figcaption class="wp-element-caption">Luma AI</figcaption></figure></div>


<h3 class="wp-block-heading">Luma AI</h3>



<p><a href="https://lumalabs.ai" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Luma AI</strong></a> è un interessante progetto per scansionare oggetti reali ricreandoli in 3D. Il funzionamento è interessante, e la qualità degli scan è discretamente buona. Per oggetti di scena o figure in secondo piano lo reputo più che accettabile, anche in produzione.</p>



<p>Da poco permette anche di creare oggetti, e quindi personaggi, in 3D a partire da un prompt di testo. Con il classico comando &#8220;imagine&#8221;, già reso famoso dal generatore di immagini <em><a href="https://midjourney.com/home/?callbackUrl=%2Fapp%2F" target="_blank" rel="noreferrer noopener">MidJourney</a></em>. Ma qui, di nuovo, la qualità non è eccelsa. Buoni esperimenti, ma decisamente non utilizzabile a fini produttivi.  </p>



<h2 class="wp-block-heading">Personaggi e oggetti 3D senza l&#8217;intelligenza artificiale</h2>



<p>Da tutto questo abbiamo capito solo una cosa: l&#8217;A.I. ad oggi, gennaio 2023, ancora non ci permette di avere dei buoni modelli 3D. Dovendo però mantenere il budget basso, otteniamoli con gli strumenti già disponibili.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I personaggi 3D del nostro cortometraggio</h3>



<p>Qui non andrò a fare tante ricerche, ma valuto due strumenti per la creazione di personaggi 3D che già conosco: il semplice <a href="https://www.reallusion.com/character-creator/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Reallusion</em> <strong>Character Creator</strong></a>, e il fantastico <a href="https://www.unrealengine.com/en-US/metahuman" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>MetaHuman</strong> di <em>Epic</em></a>.</p>



<p>Per la nostra storia ci serviranno 3 personaggi: <em>Maria</em>, <em>Jake</em> e <em>Sarah</em>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">MetaHuman Creator</h3>



<p>In realtà nel caso di MetaHuman una novità rispetto al mio passato c&#8217;è: ho usato la beta di <strong>MetaHuman Creator</strong>. É fenomenale, in quanto mi ha dato la possibilità di approfittare della potenza di calcolo dei server Epic, creando i personaggi in una pausa di lavoro direttamente col portatile (che deve solo ricevere uno stream video).</p>



<p>Richiedendo quindi l'&#8221;Early Access&#8221; con il proprio account Epic Games dal sito <a href="https://metahuman.unrealengine.com">metahuman.unrealengine.com</a>, ci ritroviamo una scelta di possibili personaggi. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="570" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/12/metahuman-1024x570.jpg" alt="" class="wp-image-800" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/12/metahuman-1024x570.jpg 1024w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/12/metahuman-300x167.jpg 300w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/12/metahuman-768x427.jpg 768w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/12/metahuman-1536x855.jpg 1536w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/12/metahuman-2048x1139.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Immaginiamo che tutti e tre abbiano un&#8217;età tra i 20 e i 40 anni, per il resto la sceneggiatura non ci indica molto di loro.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Jake</h4>



<p>Scelgo di iniziare selezionando <em>Aoi</em>, nel ruolo di <strong>Jake</strong>. Non so, quella barba mi da l&#8217;idea di &#8220;avventuriero&#8221;.</p>



<p>Il software avvisa che alcuni elementi del personaggio ha elementi ancora in fase di sviluppo (nello specifico i capelli) e che pertanto saranno visualizzati solo il LOD (livello di dettaglio) 0 (automatico) e 1 (massima qualità). Per noi va bene, la destinazione sarà un video pre-renderizzato chiaramente a massima qualità e non un videogame in tempo reale.</p>



<p>Qualche modifica al personaggio (a torso nudo, colore degli occhi, scarpe e pantaloni più &#8220;adatti&#8221;), ed è salvato. Successivamente lo esporteremo con il plugin Quixel Bridge di Unreal Engine 5.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Maria</h4>



<p>Passiamo a <strong>Maria</strong>. Ho chiesto a ChatGPT di inventarne le caratteristiche, e la risposta è stata che potrebbe essere una donna intorno ai 30 anni. Capelli castani, lunghi fino alle spalle e raccolti in una coda di cavallo. Occhi marroni, intensi e profondi, e di etnia latina, con una pelle abbronzata dalle sue avventure all&#8217;aperto.</p>



<p>Proviamo a realizzarla. Partiamo da <em>Roux</em>. Facciamo un Blend con Lena, Kendra e Tori che sembrano adatte a modificarne un po&#8217; lineamenti e quindi etnia, diamole la coda di cavallo, occhi marroni, modifichiamo la texture della pelle per darle qualche anno in più, elimino il make-up che difficilmente avrebbe in mezzo alla giungla, modifichiamo l&#8217;abbigliamento ed il gioco è fatto.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/01/Maria-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-808" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/01/Maria-1024x576.jpg 1024w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/01/Maria-300x169.jpg 300w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/01/Maria-768x432.jpg 768w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/01/Maria-1536x864.jpg 1536w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2023/01/Maria-2048x1152.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Maria</figcaption></figure>



<h4 class="wp-block-heading">Sarah</h4>



<p>Infine <strong>Sarah</strong>. Per ChatGPT ha circa 25 anni, con capelli biondi, corti e mossi. Occhi azzurri, vivaci e curiosi, intorno a 1,70 metri, snella e muscolosa a indicare una persona attiva e sportiva e di origine nord-europea, con una pelle chiara e delicata.</p>



<p>Ci basiamo su <em>Vivian</em>, modifiche varie fino a renderla qualcosa di simile al richiesto. Chiaramente MetaHuman ha tanti limiti, ancor di più in questa versione online. Ad esempio, sul fisico praticamente non abbiamo possibilità di intervento, quindi &#8220;muscolosa&#8221; è una caratteristica a cui dovremo rinunciare a meno di modellazioni successive. Ma, primo non sono un modellatore 3D e questo è un progetto zero budget solo a fini didattici. Inoltre, per lo stesso motivo non è il caso di perderci più tempo del necessario.</p>



<p>Infine lasciamoli li, creiamo le animazioni con dei manichini e poi faremo un retargeting con i personaggi MetaHuman direttamente in Unreal Engine 5.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusioni</h2>



<p>Per oggi limitiamoci qui, in uno dei prossimi articoli parlerò specificatamente di animazione e Motion Capture con l&#8217;intelligenza artificiale (dove ci sarà più utile), e poi proseguiremo con ambienti, voci, musiche e tutto quanto necessario a finalizzare il nostro piccolo progetto.</p>



<p>Mi lascio il tempo di finire con calma, ed eventualmente fare altri articoli prima di continuare questo. Per due motivi: sono operazioni elaborate, e l&#8217;intelligenza artificiale è in fase esplosiva. Un articolo scritto oggi, potrebbe essere vecchio domani. Forse stasera.</p>



<p>Pertanto, visto che queste informazioni ci serviranno molto di più verso la fine dell&#8217;anno in corso per la produzione effettiva di una storia in fulldome, teniamo in conto tutte le novità dei prossimi mesi.</p>



<p>Come sempre grazie per avermi seguito, e un abbraccio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.darioriccio.com/come-fare-film-low-budget-con-lintelligenza-artificiale-prime-fasi/">Come fare film low budget con l&#8217;Intelligenza Artificiale &#8211; Prime fasi</a> è apparso primo per <a href="https://www.darioriccio.com">Il Futuro del Cinema - di Dario Riccio</a>.</p>
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		<title>Secret Cinema: immersivo, ma in compagnia</title>
		<link>https://www.darioriccio.com/secret-cinema-immersivo-ma-in-compagnia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario Riccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Nov 2022 08:37:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[cinema immersivo]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[novità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Andiamo a conoscere Andrea Moccia, produttore del Secret Cinema di Londra. Un nuovo modo di fare cinema, in cui il mondo del film viene ricreato nella realtà.<br />
L'importanza della socialità, come funziona Secret Cinema,  come trovare nuove forme di rilancio le sale cinematografiche e tanto altro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.darioriccio.com/secret-cinema-immersivo-ma-in-compagnia/">Secret Cinema: immersivo, ma in compagnia</a> è apparso primo per <a href="https://www.darioriccio.com">Il Futuro del Cinema - di Dario Riccio</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-seriously-simple-podcasting-audio-player"><span>
<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-0-1" style="width:100%" controls><source type="audio/mpeg" src="https://www.darioriccio.com/podcast-player/671/secret-cinema-immersivo-ma-in-compagnia.mp3?_=1"/>https://www.darioriccio.com/podcast-player/671/secret-cinema-immersivo-ma-in-compagnia.mp3</audio></span></p>



<p>Ciao amici! Questo è un articolo un po&#8217; atipico, se non altro perché in questo caso sono partito dall&#8217;audio, e quindi dal podcast. E, soprattutto, non sono solo. Nello specifico con me c&#8217;è l&#8217;interessantissimo <strong><em><a href="https://www.linkedin.com/in/andrea-moccia-45153671/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Andrea Moccia</a></em></strong>, che è stato produttore nonché uno dei punti cardine del <a href="https://www.secretcinema.org" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><em>Secret Cinema</em></strong></a> di Londra.</p>



<p>Nella sua voce si ascolta senza troppe ombre la passione verso il nuovo modo di fare cinema, con un&#8217;immersività che va oltre qualsiasi livello mai raggiunto. Potremmo dire che hanno &#8220;ricreato&#8221; i film nella realtà.</p>



<p>Cerchiamo di capirlo un po&#8217; meglio con lui stesso. Ecco quindi a voi l&#8217;intervista ad Andrea Moccia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Vi presento Andrea Moccia</h2>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="300" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/1516438015098-300x300.jpeg" alt="Andrea Moccia" class="wp-image-658" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/1516438015098-300x300.jpeg 300w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/1516438015098-150x150.jpeg 150w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/1516438015098.jpeg 346w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption class="wp-element-caption">Andrea Moccia</figcaption></figure></div>


<p class="has-text-align-left"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color">Dario:</mark></p>



<p>Andrea Moccia è un veterano nel cinema innovativo che da anni tenta di innovare e cambiare un po&#8217; il modo di fruire il cinema.</p>



<p class="has-text-align-left"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Andrea:</mark></p>



<p>Ciao Dario, piacere. Sono molto contento di conoscerti. </p>



<p class="has-text-align-left"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color">Dario:</mark></p>



<p>Come stai? Tutto bene?</p>



<p class="has-text-align-left"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Andrea:</mark></p>



<p>Tutto a posto, grazie. Qua a Londra è grigissimo. Oggi c&#8217;è una nebbia che non ho mai visto, sembra di stare in Svizzera più che a Londra.</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color">Dario:</mark></p>



<p>Ok, un londinese che mi mi parla così della nebbia è interessante. Dicono che ci sia sempre, ma realtà sono stato qualche volta a Londra e non l&#8217;ho mai beccata con la nebbia&#8230;</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Andrea:</mark></p>



<p>Nebbia poco. Il cielo è sempre grigio. Ma nebbia poco.</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color">Dario:</mark></p>



<p>Si, effettivamente il cielo era grigio. Questo lo ricordo bene. Quindi, parlaci un po&#8217; di te&#8230; Sei di Roma, originariamente. Quindi Italiano Doc, dalla capitale. Trasferito a Londra da quanto tempo? Come è stato? Perché sei andato a Londra? Come ti sei trovato lì?</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Andrea:</mark></p>



<p>Io <strong>mi sono trasferito a Londra nel 2010 per motivi di studio</strong>. Mi sono laureato qui e, durante l&#8217;ultimo anno di laurea, sono stato molto fortunato nel venire a contatto con il mondo di Secret Cinema. Sono andato a un paio di loro spettacoli, e tra questi ce n&#8217;è stato uno basato su <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Le_ali_della_libertà" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Le ali della libertà</a></strong> (<em>The Shawshank Redemption</em>). Dopo essere andato a questo spettacolo, <strong>sono rimasto assolutamente colpito da questo mondo, da questo format</strong>. E ho trovato un modo per iniziare a lavorare con loro.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/pexels-chait-goli-1796715-1024x576.jpg" alt="Londra" class="wp-image-656" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/pexels-chait-goli-1796715-1024x576.jpg 1024w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/pexels-chait-goli-1796715-300x169.jpg 300w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/pexels-chait-goli-1796715-768x432.jpg 768w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/pexels-chait-goli-1796715.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Inizialmente da stagista. Mentre studiavo la mattina, per gli esami, nel pomeriggio andavo in ufficio. Poi ho iniziato a lavorare con loro, prima come assistente e poi negli ultimi cinque o sei anni come produttore.</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color">Dario:</mark></p>



<p>Ok, ti fermo un attimo solo per capire bene. Intanto, immagino che studiavi un qualcosa collegato al cinema. Che cosa stavi studiando?</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Andrea:</mark></p>



<p>No, io ho fatto fatto <strong>economia aziendale e management</strong>. Quindi non direttamente connesso al cinema. Però è una laurea con cui comunque, da produttore, ho trovato molte affinità. Diciamo anche che ho sempre avuto un interesse nell&#8217;arte, nella performance. Da ragazzino facevo un po&#8217; di recitazione, mi piaceva quel mondo. E ho trovato un modo per applicare la mia laurea al mondo della performance e dell&#8217;arte.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come Secret Cinema interpreta il cinema immersivo</h2>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color">Dario:</mark></p>



<p>OK. Perché in effetti Secret Cinema, anche per spiegarlo un po&#8217; a chi ci ascolta, che cos&#8217;è? Domanda molto larga.</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Andrea:</mark></p>



<p>Certo. Allora, <strong>Secret Cinema è una compagnia che si specializza in quello che noi chiamiamo &#8220;immersive cinema&#8221;</strong>. E quello che la compagnia fa, è praticamente prendere questi grandi palazzi abbandonati, o grandi spazi, scegliere un film e ricostruire tutto il set e il mondo del film dentro questo palazzo.</p>



<p>Poi gli spettatori comprano un biglietto. Nel momento in cui comprano un biglietto, gli viene assegnato un personaggio. Gli diciamo come vestirsi e chi sono all&#8217;interno del mondo. Mai qualcuno tra i personaggi principali. Sempre personaggi creati da noi, che potrebbero esistere in quel mondo.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/The_Handmaiden_film.png" alt="Locandina del film &quot;The Handmaiden&quot;." class="wp-image-660" width="264" height="377" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/The_Handmaiden_film.png 264w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/The_Handmaiden_film-210x300.png 210w" sizes="(max-width: 264px) 100vw, 264px" /><figcaption class="wp-element-caption">The Handmaiden</figcaption></figure></div>


<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color">Dario:</mark></p>



<p>Comparse…</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Andrea:</mark></p>



<p>Esatto, comparse praticamente. E la gente viene a vivere il mondo di questo film. Abbiamo trattato grandi classici come <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ritorno_al_futuro" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ritorno al futuro</a></strong>, <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/La_battaglia_di_Algeri" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La battaglia di Algeri</a></strong>, <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Guerre_stellari" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Star Wars</a></strong>. Fino a film molto più di nicchia, per esempio <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mademoiselle_(film_2016)" target="_blank" rel="noreferrer noopener">The Handmaiden</a></strong> di <em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Park_Chan-wook" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Park Chan-wook</a></em>, o <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Io,_Daniel_Blake" target="_blank" rel="noreferrer noopener">I, Daniel Blake</a></strong>.</p>



<p><strong>La compagnia è nata nel 2007</strong>. In questo momento opera su scala globale. Abbiamo spettacoli negli <strong>Stati Uniti</strong>, in <strong>Inghilterra</strong> e in <strong>Cina</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Inghilterra, il Paese ideale per crescere</h2>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color">Dario:</mark></p>



<p>Di base comunque la maggior parte degli spettacoli li fate a Londra. O sono un po&#8217; divisi equamente tra i vari Paesi.</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Andrea:</mark></p>



<p>La maggior parte degli spettacoli li abbiamo fatti sempre a Londra, si. Diciamo che Londra è la nostra base, dove siamo cresciuti. E l&#8217;Inghilterra penso sia stata fondamentale per questa crescita.</p>



<p><strong>A livello di burocrazia, ma anche come industria teatrale, c&#8217;è già una base dove una cosa del genere è riuscita a crescere molto più facilmente che in altri Paesi</strong>. Per esempio, secondo me già se l&#8217;idea fosse nata in America, sarebbe stato più complicato. Anche solo per accedere a questi palazzi, che sono di solito grandi palazzi non costruiti per accomodare migliaia di persone per un evento.</p>



<p>Possono essere fabbriche abbandonate, o <em>warehouse</em>, cose del genere. Quindi il processo per avere permessi, il processo per trasformare questi palazzi in quelli che sono poi beni o spazi per eventi molto grossi, è molto complicato e costoso.</p>



<p>E penso che, agli albori, questi ingredienti avrebbero potuto funzionare solo in Inghilterra.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Stretta collaborazione con le case cinematografiche</h2>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="202" height="300" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/I_Daniel_Blake-202x300.png" alt="Locandina del film &quot;Io, Daniel Blake&quot;." class="wp-image-664" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/I_Daniel_Blake-202x300.png 202w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/I_Daniel_Blake.png 220w" sizes="(max-width: 202px) 100vw, 202px" /></figure></div>


<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color">Dario:</mark></p>



<p>Voi avete un aiuto, una collaborazione dalle case cinematografiche, o non gliene importa nulla? Comprate i diritti di riproduzione del film e basta?</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Andrea:</mark></p>



<p>Guarda, dipende veramente da film a film. Ci sono delle proprietà che sono magari un po&#8217; più dormienti, con titoli che non vengono risviluppati o che comunque seppur avendo un valore storico, non portano grandi incassi in questo momento.</p>



<p>A quel punto magari gli Studios ci contattano e chiedono se vogliamo fare qualcosa con questi film; vogliono insomma generare nuovo interesse. Poi, naturalmente, ci sono altri film in cui noi andiamo a chiedere e pagare i diritti agli Studios, e lavoriamo con loro come licensees.</p>



<p>Però <strong>c&#8217;è sempre una collaborazione a livello operativo</strong>, mai solo a livello finanziario. C&#8217;è sempre un coinvolgimento degli &#8220;Studios&#8221; e dei creatori nel nostro processo creativo.</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color">Dario:</mark></p>



<p>Ok, quindi loro comunque sono interessati. Per le case è anche un modo per promuovere il film.</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Andrea:</mark></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="220" height="326" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/Moulin_rouge_poster.jpg" alt="Locandina del film &quot;Moulin Rouge!&quot;" class="wp-image-629" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/Moulin_rouge_poster.jpg 220w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/Moulin_rouge_poster-202x300.jpg 202w" sizes="(max-width: 220px) 100vw, 220px" /></figure></div>


<p>Assolutamente. Molti film li facciamo negli anni in cui viene rilasciato un sequel. Per esempio <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Blade_Runner" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Blade Runner</a></strong>, che abbiamo fatto nell&#8217;anno in cui è stato rilasciato <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Blade_Runner_2049" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Blade Runner 2049</a></strong>. O <strong>Star Wars</strong> nell&#8217;anno in cui è ricominciato il <em>franchise</em>. Quindi si, molte volte ci sono anche interessi di marketing dietro.</p>



<p>Una cosa bellissima che ha detto <em><a href="https://www.imdb.com/name/nm0525303/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Baz Luhrmann</a></em> a Fabien (<em><a href="https://www.linkedin.com/in/fabienriggall/?originalSubdomain=uk" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fabien Riggall</a></em>, nda), la persona che ha creato Secret Cinema nel 2007, dopo esser venuto a uno spettacolo di <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Moulin_Rouge!" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Moulin Rouge!</a></strong>, è stata: </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Io ho fatto il film, ma voi avete creato il mondo. </p>
<cite><em>Baz Luhrmann</em></cite></blockquote>



<p>E questa, secondo me, è una sintesi molto appropriata per quello che facciamo. <strong>Creiamo un mondo del film</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come scegliere film adatti all&#8217;immersività</h2>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="290" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/secret-cinema-guardians-of-galaxy-300x290.jpg" alt="I Guardiani della Galassia, dal sito web di Secret Cinema." class="wp-image-631" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/secret-cinema-guardians-of-galaxy-300x290.jpg 300w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/secret-cinema-guardians-of-galaxy-1024x989.jpg 1024w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/secret-cinema-guardians-of-galaxy-768x742.jpg 768w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/secret-cinema-guardians-of-galaxy.jpg 1120w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure></div>


<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color">Dario:</mark></p>



<p>Attualmente state lavorando con la Marvel, e quindi con <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Guardiani_della_Galassia_(film)" target="_blank" rel="noreferrer noopener">I guardiani della galassia</a></strong>. Ad esempio, chi ha voluto fare questo film che è ora in programmazione? Voi avete chiesto alla <a href="https://www.marvel.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Marvel</a> o è stata la Marvel che vi ha chiesto di svilupparne il mondo, il marketing.</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Andrea:</mark></p>



<p><strong>I Guardiani della galassia</strong> è l&#8217;ultimo spettacolo su cui io ho lavorato a Secret Cinema. Ho lasciato da poco Secret Cinema.</p>



<p>È nato in realtà da una collaborazione molto più grande tra <em>Disney</em> e Secret Cinema. Abbiamo un contratto di vari anni con la Disney in cui abbiamo accesso a vari loro titoli. Insomma, chi non vorrebbe lavorare sul mondo Marvel? Chi non vorrebbe entrare a far parte dell&#8217;universo Marvel&#8230;</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color">Dario:</mark></p>



<p>Immagino.</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Andrea:</mark></p>



<p>Praticamente noi quando scegliamo i film, non li scegliamo sempre perché è un film fantastico o una storia fantastica. Ci sono molti film bellissimi che non funzionano per un Secret Cinema, proprio perché dobbiamo creare un mondo, dobbiamo dare agli spettatori l&#8217;opportunità di travestirsi, di impersonare qualcuno.</p>



<p><strong>I Guardiani della galassia</strong>, essendo tutto ambientato nello spazio con questo mix di razze aliene, ci sembrava il mondo più interessante da poter ricreare in un ambiente fisico, reale.</p>



<p>Mentre invece, non so&#8230; Uno dei miei film preferiti della Marvel è il primo <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Iron_Man_(film)" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iron Man</a></strong>. Però non offre molti spunti per coinvolgere gli spettatori. Mentre invece a vedere <strong>I guardiani della galassia</strong> vieni da alieno. Quindi, tutta la gente viene truccata e con questi costumi bellissimi, esagerati; e parte della bellezza di venire in un Secret Cinema è proprio questo, no?</p>



<p>C&#8217;è gente che spende settimane, mesi, a crearsi costumi mettendo tutte le foto del processo su Instagram. Molti dei nostri fan sono anche <em>cosplayer</em>, oppure gente che lavora nell&#8217;industria creativa. Per loro è anche un&#8217;occasione di sfoggiare le proprie doti creative in un ambiente sociale, socievole.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="538" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/facebook-job-1024x538.jpg" alt="" class="wp-image-633" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/facebook-job-1024x538.jpg 1024w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/facebook-job-300x158.jpg 300w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/facebook-job-768x403.jpg 768w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/facebook-job.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Moulin Rouge! a Secret Cinema. Da <a href="https://www.secretcinema.org" target="_blank" rel="noreferrer noopener">secretcinema.org</a>.</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La struttura tipica di un Secret Cinema</h2>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color">Dario:</mark></p>



<p>Eh sì, perché i Secret Cinema, praticamente, come sono strutturati? C&#8217;è la proiezione del film in costume, oppure si vede il film e poi si passa in altri ambienti…</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Andrea:</mark></p>



<p>In un tipico Secret Cinema, praticamente <strong>ti viene mandata un&#8217;</strong>email. L&#8217;email ti rimanda ad un sito internet. Su questo sito di solito abbiamo dei <strong>quesiti di personalità</strong>, delle domande che porteranno a farti <strong>assegnare un personaggio</strong>. Ogni personaggio fa parte di gruppi più grandi, e ogni gruppo ha la propria missione specifica; il proprio percorso specifico all&#8217;interno dello spettacolo.</p>



<p>Quando tu poi arrivi allo spettacolo, le prime due o tre ore sono tipo un <strong>videogioco <em>open world</em></strong>, dove puoi andare a fare varie missioni; a parlare con tutti i personaggi. Vai nei set, puoi prendere da bere, puoi andare a ballare, c&#8217;è musica, c&#8217;è da mangiare… Sì, è come un videogioco dove scegli la tua avventura.</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color">Dario:</mark></p>



<p>Un videogioco reale, insomma ricostruito nella realtà&#8230;</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Andrea:</mark></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/Back-to-the-Future-featured-300x169.jpg" alt="La DeLorean del film &quot;Ritorno al futuro&quot;" class="wp-image-636" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/Back-to-the-Future-featured-300x169.jpg 300w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/Back-to-the-Future-featured-1024x577.jpg 1024w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/Back-to-the-Future-featured-768x433.jpg 768w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/Back-to-the-Future-featured.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption class="wp-element-caption">DeLorean in &#8220;Ritorno al futuro&#8221;</figcaption></figure></div>


<p>Esatto. Quindi questo è l&#8217;inizio. Poi, dopo due o tre ore, si guarda il film. E durante il film rifacciamo anche molte scene dal vivo. Quindi, per esempio, se sei a <strong>Ritorno al futuro</strong> e ci sta la <em><strong>DeLorean</strong></em> che parte e va nel 1986, ci sta anche una <em>DeLorean</em> che ti passa accanto. Proprio una vera <em><strong>DeLorean</strong></em> che ti passa accanto.</p>



<p>Oppure quando <em><strong>Doc</strong></em> casca dalla torre, avevamo un <em><strong>Doc</strong></em> che partiva dalla torre dell&#8217;orologio su una <em>zipline</em>, passava sopra gli spettatori e atterrava dall&#8217;altra parte del del campo. Perché <strong>Ritorno al futuro</strong> è uno spettacolo che abbiamo fatto all&#8217;aperto.</p>



<p>Per <strong>Star Wars</strong>, avevamo una <strong><em>X-Wing</em></strong> che volava sopra mille spettatori, atterrava e usciva <em>Luke Skywalker</em>. Quindi sono tutte cose del genere. Sono spettacoli che raggiungono dei <em>production values</em> che molte poche altre cose possono raggiungere.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il futuro è la VR? O torneremo a stare insieme?</h2>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color">Dario:</mark></p>



<p>Ovviamente mi viene in mente il parallelo con la realtà virtuale. Nel senso che si vivono delle esperienze simili, con la sostanziale differenza che si è in un ambiente socievole, in compagnia, e non da soli chiusi in un casco. E questa cosa potrebbe fare anche una grande differenza.</p>



<p>Secondo te, o anche secondo persone con cui hai parlato (spettatori, colleghi&#8230;), come andrà ad evolversi questa situazione? La gente vorrà sempre stare in compagnia?</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Andrea:</mark></p>



<p><strong>Io</strong>, almeno, <strong>sono un fan assoluto delle esperienze condivise</strong>. Per me non c&#8217;è niente di più bello di andare ad un concerto con migliaia di altre persone; oppure di andare al cinema o a teatro.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="200" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/pexels-wendy-wei-1190297-300x200.jpg" alt="Migliaia di persone ad un concerto." class="wp-image-667" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/pexels-wendy-wei-1190297-300x200.jpg 300w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/pexels-wendy-wei-1190297-1024x682.jpg 1024w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/pexels-wendy-wei-1190297-768x512.jpg 768w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/pexels-wendy-wei-1190297.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure></div>


<p>C&#8217;è proprio una sensazione che non puoi battere. A meno che la realtà virtuale non arriverà a dei livelli che in questo momento non possiamo nemmeno immaginare. Non penso verrà a rimpiazzare l&#8217;esperienza dal vivo.</p>



<p>Quello che noi stiamo cercando di fare è rimettere un po&#8217; di magia nell&#8217;andare nel cinema, no? <strong>Fabien, quando ho iniziato questo concetto di <em>Secret Cinema</em> pensava sempre ai giorni in cui si andava al cinema vestiti per bene; in cui andare al cinema era un evento, in cui era veramente una celebrazione</strong>.</p>



<p>Questo è quello che vogliamo riportare. È nato quasi come una reazione a questi giganti <em>multiplex</em>. Questi multischermi dove l&#8217;esperienza di andare al cinema è stata un po&#8217; &#8220;formattata&#8221;, e si è persa un po&#8217; la magia. Quindi questo è quello che stiamo cercando. E questo secondo me è il <em>challenge</em> che il cinema, e anche altre forme di arte, dovranno affrontare.</p>



<p>Ma come fai? Come rimetti questa magia? Come vai a rompere un format che è arrivato a produrre questa meccanizzazione dell&#8217;<em>entertainment</em>? Non so come spiegarmi&#8230;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tanti cercano un nuovo modo di concepire il cinema</h2>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color">Dario:</mark></p>



<p>Sì, è diventato tutto molto standardizzato. In effetti questa è una cosa che mi fa piacere sentirti dire. Perché lo sostengo anche io, personalmente e nel mio blog. Di mentalità sono così. Ti avevo anche accennato nella mail che ti ho mandato, che <a href="https://www.darioriccio.com/il-cinema-immersivo-e-il-futuro/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">seguo molto gli studi e la vita di <em>Douglas Trumbull</em></a>, l&#8217;ideatore, l&#8217;artefice degli effetti speciali di <strong>2001: Odissea nello spazio</strong>.</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Andrea:</mark></p>



<p>Ma anche di <strong>Blade Runner</strong>. Mi pare sia morto recentemente, <em>Douglas Trumbull</em>.</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color">Dario:</mark></p>



<p>Si è morto molto di recente, quest&#8217;anno a febbraio credo. Lui comunque ha passato questa vita a cercare di trovare una soluzione. Ovviamente la sua non era il <em>Secret Cinema</em>. Era un qualcosa di meno &#8220;scenografico&#8221;, ma comunque forse più riproducibile. La differenza è quella.</p>



<p>Il Secret Cinema credo sia una cosa stupenda. Io ancora non lo faccio, l&#8217;ho conosciuto da poco, ma sicuramente dovrò partecipare perché è bellissima come idea. Però è molto costoso; organizzare una singola proiezione costerà cifre impossibili da gestire per una piccola realtà.</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Andrea:</mark></p>



<p>Assolutamente. Però ci sono maniere. Gli spettacoli che fanno adesso sono spettacoli da dieci milioni in su a spettacolo. Quindi produzioni molto, molto grosse, con delle necessità economiche molto concrete. Bisogna vendere centinaia di migliaia di biglietti per farle funzionare queste cose.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Skates e temi sociali: da dove è partito <em>Secret Cinema</em></h2>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="226" height="300" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/Paranoid_parkmp-226x300.jpg" alt="" class="wp-image-641" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/Paranoid_parkmp-226x300.jpg 226w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/Paranoid_parkmp.jpg 274w" sizes="(max-width: 226px) 100vw, 226px" /></figure></div>


<p>Però ricordiamoci da dove è iniziato Secret Cinema. Perché Secret Cinema ha iniziato con una proiezione in un parco per skateboard abbandonato, dove hanno praticamente proiettato quel <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Paranoid_Park" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Paranoid Park</a></strong> su un lenzuolo. E sono venute duecento persone.</p>



<p>Quindi ci sono modi semplici per fare cose anche in maniera efficace, specialmente quando hai dei film che magari trattano temi seri e difficili. In quel momento non vuoi veramente andare a ricreare il film, ma vuoi più portare alla luce il tema. E quindi noi facciamo anche molte cose per il sociale.</p>



<p>Abbiamo fatto per esempio degli <em>screening</em> <a href="https://edition.cnn.com/2014/12/19/world/europe/uk-secret-cinema-protest/index.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">contro la censura</a> quando sono stati censurati dei film; poi <a href="https://www.theguardian.com/film/2015/sep/11/secret-cinema-in-calais-jungle-fabien-riggal-secretprotest" target="_blank" rel="noreferrer noopener">screening nei campi di rifugiati</a>. Il cinema non è solo divertimento, no? C&#8217;è tutto un settore del cinema che è di <em>entertainment</em>, divertimento, ed è bellissimo che esista. Ma <strong>c&#8217;è anche tutta una parte del cinema che vuole mandare messaggi forti</strong>.</p>



<p>E anche questo secondo me va reinventato. Vanno trovati spazi. Io sono un grandissimo fan della Marvel, ma non si può andare solo a vedere la Marvel al cinema. Van visti anche altri tipi di film, perché ci sono delle cose bellissime là fuori.</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color">Dario:</mark></p>



<p>Si, e poi il cinema quasi nacque per questo. Beh, a parte le primissime proiezioni, lo sviluppo del cinema a livello internazionale è stato per questo. Per passare messaggi, all&#8217;epoca forse più politici che altro, che poi sono subito diventati, nei primi decenni, dei messaggi morali o di vario genere.</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Andrea:</mark></p>



<p>Ma questo forse l&#8217;abbiamo un po&#8217; dimenticato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;importanza della sensibilizzazione morale al cinema</h2>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color">Dario:</mark></p>



<p>Effettivamente si. Oddio, in parte. Da un punto di vista, anche semplicemente molti film o serie su Netflix tentano ancora di mantenere una morale. Poi, attualmente, anche quelle si sono standardizzate.</p>



<p>Nel senso vanno avanti per mode. In questo periodo noto, personalmente, alla moda il femminismo o l&#8217;LGBT+; si tenta di sensibilizzare su questi temi. A volte c&#8217;è il tema degli animali, carne, vegetariani. Però  si va molto su delle mode che poi spesso si dimenticano. Quando, invece, magari dovrebbe essere più costante.</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Andrea:</mark></p>



<p>Sì, è vero. E secondo me anche qui torniamo al discorso della commercialità. Se la gente non va al cinema, non compra i biglietti, purtroppo questi film non verranno più fatti. <strong>Vanno trovati modi per riavvicinare la gente proprio all&#8217;atto di di andare al cinema</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="341" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/1500x500-1024x341.jpeg" alt="Gente seduta per terra a guardare un film, in una proiezione organizzata dal Cinema America di Roma." class="wp-image-639" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/1500x500-1024x341.jpeg 1024w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/1500x500-300x100.jpeg 300w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/1500x500-768x256.jpeg 768w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/1500x500.jpeg 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Proiezione organizzata dal <a href="https://twitter.com/PiccoloAmerica" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cinema America</a></figcaption></figure>



<p>Io seguo da molti anni il <em><a href="https://piccoloamerica.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cinema America</a></em> a Roma, e quello che hanno fatto: portare il cinema in piazza, e varie iniziative proprio per riaccendere la passione per il film, per andare al cinema a vedere qualcosa tutti insieme. Che secondo me dopo due anni di pandemia ce lo dobbiamo proprio &#8220;fare insegnare&#8221; quasi, no? La gente forse ancora un po&#8217; ha paura ad uscire, a socializzare ed è sicuramente più cauta. Però ci sono maniere per continuare a vivere senza correre dei rischi.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="225" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/montalcine-300x225.jpeg" alt="Cinema all'aperto a Montalcino nel 2017." class="wp-image-650" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/montalcine-300x225.jpeg 300w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/montalcine-768x576.jpeg 768w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/montalcine.jpeg 1000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption class="wp-element-caption">MONTalCINE&#8217; 2017</figcaption></figure></div>


<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color">Dario:</mark></p>



<p>Negli anni passati ho organizzato vari <strong>cinema all&#8217;aperto</strong> un po&#8217; in giro per l&#8217;italia. Abbiamo fatto del cinema in Toscana, a Montalcino, a Ladispoli, e anche a Roma in vari luoghi intorno alla capitale, in Abruzzo&#8230; Insomma, in posti diversi e fondamentalmente erano tutti molto, molto ben frequentati.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="214" height="300" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/carmine_riccio-214x300.jpg" alt="Carmine Riccio alla radio trasmittente negli anni '50." class="wp-image-653" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/carmine_riccio-214x300.jpg 214w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/carmine_riccio.jpg 605w" sizes="(max-width: 214px) 100vw, 214px" /><figcaption class="wp-element-caption">Carmine Riccio, mio padre</figcaption></figure></div>


<p>Certo, erano cinema gratuiti; quasi sempre contribuivano comuni o associazioni. Quindi non c&#8217;era la frizione del biglietto. Però la gente li apprezzava, ci andava; passava delle serate in compagnia ed erano tutti super felici di fare qualcosa di diverso.</p>



<p>Il problema è che, appunto, <strong>loro erano felici di fare qualcosa di diverso. Dovrebbe diventare invece la norma</strong>. Ricordo <a href="https://www.carminericcio.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">mio padre</a>, classe 1937 (altri tempi&#8230;) che mi raccontava di quando era bambino, o comunque adolescente, e il cinema era un po&#8217; il loro bar. Nel senso andavano quasi ogni giorno al cinema. Costava pochissimo, e andavano lì per stare insieme e passare due ore. Insomma, era proprio diversa la cultura da questo punto di vista, ma poi è evoluta.</p>



<h2 class="wp-block-heading">The death of the high street, la morte della strada</h2>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Andrea:</mark></p>



<p>E forse quello è parte della soluzione anche, no? <strong>L&#8217;internet, le nuove tecnologie, hanno cambiato il modo di fare tutto</strong>. Ad esempio qua in Inghilterra stiamo vivendo un momento in cui c&#8217;è una grandissima conversazione intorno a &#8220;<em>the death of the high street</em>&#8220;, la morte della strada con tutti i negozi. E come possiamo reinventare i negozi per non farli morire? Come come possiamo reinventare le <em>high streets</em>?</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="200" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/pexels-vlada-karpovich-7561063-300x200.jpg" alt="Gruppo di donne intorno a un tavolo a bere caffè." class="wp-image-644" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/pexels-vlada-karpovich-7561063-300x200.jpg 300w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/pexels-vlada-karpovich-7561063-1024x682.jpg 1024w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/pexels-vlada-karpovich-7561063-768x512.jpg 768w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/pexels-vlada-karpovich-7561063.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure></div>


<p>I negozi si stanno reinventando. <strong>Qui un negozio di vestiti, non è ormai più solo un negozio di vestiti. È un negozio di vestiti con un caffè, con una libreria. Un po&#8217; un punto di ritrovo</strong>. E forse anche i cinema devono reinventarsi e diventare dei punti di ritrovo. Sarebbe bellissimo se, per esempio, tutti i cinema avessero una piccola libreria sulla storia dei film…</p>



<p>Insomma, secondo me bisogna distaccarsi un po&#8217; da questo formato di cinema. Vai, prendi i popcorn, prendi la Coca-Cola, ti siedi, te ne vai e basta. Se il cinema si trasforma in un&#8217;esperienza, se il cinema si trasforma in un motivo per uscire, per socializzare, secondo me ritroverà il suo posto.</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color">Dario:</mark></p>



<p>Sicuramente. Esperienze anche e soprattutto non riproducibili a casa. Perché il problema del cinema attuale è che è riproducibile quasi interamente in casa, con un videoproiettore o un semplice televisore. I popcorn puoi mangiarli, la Coca-Cola o la birra puoi berli. Nel senso, manca forse quel motivo in più che ti fa dire: posso fare soltanto lì questa cosa. E siamo tutti pigri, fondamentalmente, come razza umana.</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Andrea (sorridendo):</mark></p>



<p>Io prima di tutti.</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color">Dario:</mark></p>



<p>Anch&#8217;io, non credere. E quindi, giustamente stai a casa. Però sì, ci dovrebbe essere un motivo in più. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Cinema multisensoriale: si, ma senza distrazioni</h2>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="200" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/pexels-A¾iva-trajbariA-1170654-300x200.jpg" alt="Ragazza che odora una rosa." class="wp-image-646" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/pexels-A¾iva-trajbariA-1170654-300x200.jpg 300w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/pexels-A¾iva-trajbariA-1170654-1024x682.jpg 1024w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/pexels-A¾iva-trajbariA-1170654-768x512.jpg 768w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/pexels-A¾iva-trajbariA-1170654.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure></div>


<p>Parliamo di un&#8217;ultima cosa, poi se vuoi aggiungere altro altrimenti chiudiamo visto che siamo già stati una mezz&#8217;oretta insieme. Ti volevo chiedere, <strong>come pensi che sia utilizzare <a href="https://www.darioriccio.com/che-cosa-cinema-esperienziale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">più di due sensi al cinema</a>?</strong> Hai mai sperimentato l&#8217;unire al cinema gli odori, eventualmente i sapori, quindi un&#8217;unione con dei cibi o altre cose però sempre collegate al film? Anche il tatto, seppur più complesso (anche se nel Secret Cinema c&#8217;è effettivamente il tatto, puoi toccare anche le cose del film).</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Andrea</mark>:</p>



<p>È un trend che che sta andando molto, per esempio nei paesi asiatici. Ci sono delle grandi compagnie che hanno iniziato a fare questi grandissimi <em>cinema 4D</em> in cui includono &#8220;<em>smell</em>&#8220;, spruzzi d&#8217;acqua, qualcosa del genere. Oppure ci sono <a href="https://www.tastefilm.co.uk/experience" target="_blank" rel="noreferrer noopener">altri cinema</a>, specialmente qua, in cui per esempio durante uno screening ti portano da mangiare o da bere.</p>



<p>Quindi ci sono già delle cose che li uniscono. Per me la domanda che uno si deve porre è sempre: <strong>come queste cose vanno ad aumentare, a migliorare, l&#8217;esperienza degli spettatori?</strong> Se queste cose vengono fatte con l&#8217;intenzione che magari un certo odore può migliorare il mio <em>understanding</em> del film, di quello che sto andando a vedere, offrendo una nuova prospettiva, allora sono assolutamente pro. Se queste cose vengono solo fatte tanto per fare qualcosa di nuovo, a quel punto penso che ogni tanto possono anche avere l&#8217;effetto contrario. Diventando delle <strong>distrazioni</strong> piuttosto che una lente di ingrandimento.</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color">Dario:</mark></p>



<p>Ok, dici che potrebbero diventare un qualcosa che ti fa perdere la morale. Torna il discorso che facevamo prima.</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Andrea:</mark></p>



<p>Esatto. Però sono sempre &#8220;<em>pro&#8221;</em> lo sperimentare, sono sempre &#8220;<em>pro&#8221;</em> provare cose nuove. Vanno provate cose nuove, e vanno anche in questa direzione. Assolutamente. Però, basta che ci sia l&#8217;intenzione. Ora non so farti qualche esempio concreto, ma ci deve essere un motivo dietro. Ci deve essere un&#8217;intenzione.</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color">Dario:</mark></p>



<p>Si, ho capito il concetto. Effettivamente un esempio è complesso così su due piedi. Dipende dalla singola storia, dal singolo film, dalla singola proiezione. Però è una risposta bellissima che ha pienamente senso.</p>



<p>Perché spesso è vero che ci sono tante cose, o tante tecnologie, fatte soltanto perché si doveva trovare un problema alla soluzione; non la soluzione al problema. Cosa che tra l&#8217;altro, al momento, è la realtà virtuale: una tecnologia totalmente inutile per come è strutturata a cui stanno cercando di trovare un&#8217;utilità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La tecnologia deve aiutare, non distruggere</h2>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="200" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/pexels-ketut-subiyanto-4559555-300x200.jpg" alt="Agenda affianco ad un computer portatile." class="wp-image-648" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/pexels-ketut-subiyanto-4559555-300x200.jpg 300w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/pexels-ketut-subiyanto-4559555-1024x682.jpg 1024w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/pexels-ketut-subiyanto-4559555-768x512.jpg 768w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/11/pexels-ketut-subiyanto-4559555.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure></div>


<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Andrea:</mark></p>



<p>Sì, diciamo che io sono un po&#8217;, ehm, tecnofobo su questi punti. A me piace molto l&#8217;analogico. Sono uno che legge i libri, ha l&#8217;agenda. Su questo fronte sono un po&#8217; indietro.</p>



<p>Ci sono delle applicazioni della realtà virtuale veramente fighissime. Ci sono state delle mostre qua a cui sono andato in cui è stata utilizzata veramente bene. Come ci sono state altre cose davvero di basso livello.</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color">Dario:</mark></p>



<p>In cui andava bene un televisore.</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Andrea:</mark></p>



<p>Esatto, diciamo. Secondo me la tecnologia è ancora qualche passo indietro rispetto alle idee.</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color">Dario:</mark></p>



<p>È vero, esattamente questo. Si spinge molto forse nel gaming, perché lì comunque torna il discorso che lo spettacolo, l&#8217;appariscenza delle immagini, della situazione, e il coinvolgimento fanno tanto. Ma è l&#8217;unico settore attualmente che va davvero… Con l&#8217;istruzione stanno cercando di farci cose, inventano, ma dovremo aspettare per aver davvero un valore aggiunto rispetto al metodo tradizionale che ci è sempre stato e che magari puo&#8217; essere modernizzato con poco.</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Andrea:</mark></p>



<p>Esatto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">secretcinema.org, per conoscere Secret Cinema</h2>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color">Dario:</mark></p>



<p>Ok Andrea, non so se vuoi aggiungere altro.</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Andrea:</mark></p>



<p>No Dario, grazie mille. È stata una chiacchierata veramente interessante. Andate a vedere il sito di <strong>Secret Cinema</strong> (<a href="https://www.secretcinema.org" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.secretcinema.org</a>, nda), e andate a vedere che cos&#8217;è. Se non siete andati, assolutamente provate ad andare, perché sono delle esperienze veramente uniche che vi avvicineranno di certo a qualsiasi film andrete a vedere a <strong>Secret Cinema</strong>.</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color">Dario:</mark></p>



<p>Okay. Appoggio anch&#8217;io l&#8217;invito; sono già andato a vedere il sito e da quello voglio passare a vedere il <strong>Secret Cinema</strong> reale. Quindi, dovrò andare a Londra il prima possibile per farlo. È davvero bellissimo. Un&#8217;innovazione come poche al mondo, e come tale merita di proseguire.</p>



<p>Anche a te Andrea in bocca al lupo per ogni cosa. Direttamente per la tua carriera, per il tuo futuro e qualsiasi altro esperimento innovativo in cui verrai coinvolto.</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Andrea:</mark></p>



<p>Sarà un anno molto, molto interessante, penso. Ci sono molti spunti interessanti, quindi sicuramente magari faremo una chiacchierata più in là sulle mie nuove avventure.</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color">Dario:</mark></p>



<p>Senz&#8217;altro. Non aspetto altro. Grazie a te, Andrea. Ciao!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.darioriccio.com/secret-cinema-immersivo-ma-in-compagnia/">Secret Cinema: immersivo, ma in compagnia</a> è apparso primo per <a href="https://www.darioriccio.com">Il Futuro del Cinema - di Dario Riccio</a>.</p>
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		<title>Che cos&#8217;è il cinema esperienziale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario Riccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Sep 2022 11:03:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[cinema esperienziale]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[media esperienziali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immersivo, interattivo, non lineare, multi-sensoriale e algoritmico. Vediamo come il cinema del futuro sarà esperienziale e coinvolgente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.darioriccio.com/che-cosa-cinema-esperienziale/">Che cos&#8217;è il cinema esperienziale</a> è apparso primo per <a href="https://www.darioriccio.com">Il Futuro del Cinema - di Dario Riccio</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-seriously-simple-podcasting-audio-player"><span>
<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-0-1" style="width:100%" controls><source type="audio/mpeg" src="https://www.darioriccio.com/podcast-player/599/che-cose-il-cinema-esperienziale.mp3?_=1"/>https://www.darioriccio.com/podcast-player/599/che-cose-il-cinema-esperienziale.mp3</audio></span></p>



<p>Come promesso nello scorso articolo, continuiamo ad analizzare il cinema del futuro nella sua forma immersiva. Immersività certamente legata all&#8217;esperienza che può creare nello spettatore. In questo articolo andremo quindi a parlare del <strong>cinema esperienziale</strong> tramite <em>vecchio e nuovo storytelling</em>, <em>prima persona</em>, <em>maggior coinvolgimento dello spettatore e dei cinque sensi</em>, e ancora <em>dati</em> e <em>intelligenza artificiale</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Che cos&#8217;è un media, o &#8220;racconto mediato&#8221;</h2>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="200" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/09/cinema-300x200.jpg" alt="Interno di un cinema" class="wp-image-533" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/09/cinema-300x200.jpg 300w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/09/cinema.jpg 640w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure></div>


<p class="wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio">Il cinema fa parte della categoria ”media”. Anche definibile ”racconto mediato”, o ”raccontare una storia mediante qualcosa”. Possono essere <strong>un microfono e un altoparlante</strong> (radio), <strong>una cinepresa e un proiettore</strong> (cinema), <strong>una telecamera e un televisore</strong> (TV), <strong>un elaboratore di testi e una pressa tipografica </strong>(giornali). Qualsiasi modo di raccontare una storia non ”diretto”, diverso quindi dalle tradizionali conversazioni, si definisce <em>media</em>.</p>



<p class="wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio">Tra questi, ci sono i nuovi <strong>media esperienziali</strong> ad offrire agli utenti risultati potenzialmente positivi e benefici, aumentandone il coinvolgimento e soprattutto l&#8217;empatia. L&#8217;esperienza provata li fa sentire attivi e partecipi nella storia, vedendo, ascoltando, toccando o vivendo situazioni mai vissute prima.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le caratteristiche del cinema tradizionale</h2>



<p>Ogni media ha vantaggi e svantaggi. O, potremmo dire, possibilità e impossibilità. Nel dettaglio, vediamo rapidamente le cinque caratteristiche peculiari del media al centro della nostra attenzione: <em>il cinema</em>.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="#struttura_narrativa_statica_e_lineare">Struttura narrativa statica e lineare</a></strong></li>



<li><strong><a href="#modalita_singola_o_duale">Modalità singola o duale</a></strong></li>



<li><strong><a href="#episodico">Episodico</a></strong></li>



<li><strong><a href="#prospettiva_in_terza_persona">Prospettiva in terza persona</a></strong></li>



<li><strong><a href="#audience_passiva">Audience passiva</a></strong></li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Struttura narrativa statica e lineare</h3>



<p>È la base del cinema: una struttura narrativa unidirezionale con <strong>inizio</strong>, <strong>sviluppo</strong>, <strong>climax</strong> e <strong>fine</strong>. Fissa e statica, non può ovviamente essere modificata dallo spettatore. Certo, esistono i <em>Flashback</em> o i <em>Flashforward</em>, ma non modificano sostanzialmente questo approccio alla narrazione.</p>



<p>C&#8217;è solitamente una catena causale: ogni passaggio narrato nella sceneggiatura, porta ad un passaggio successivo che è una conseguenza del precedente.</p>



<p>E <strong>i film</strong>, ovviamente, <strong>non cambiano nel tempo</strong>. Tranne rarissimi casi di errori o problemi accorsi dopo l&#8217;uscita del film (ad esempio <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stanley_Kubrick" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Kubrick</strong></a> tagliò gli ultimi minuti di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Shining_(film)" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Shining</em></a> dopo l&#8217;uscita nelle sale), questi restano gli stessi dal momento della pubblicazione, e per sempre.</p>



<p>Una buona analisi fu compiuta nel 1992 dal <a href="https://www.scu.edu/cas/religious-studies/faculty--staff/david-pinault/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Prof. David Pinault</a> in <a href="https://books.google.ch/books/about/Story_Telling_Techniques_in_the_Arabian.html?id=guHmLGJMbg4C&amp;redir_esc=y" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Story-Telling Techniques in the Arabian Nights</strong></a>.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Struttura non lineare nel cinema tradizionale</h4>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="300" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/09/1b8ebd33-ad7f-4656-b57d-d9a7adaa5426_progress_image_41-300x300.webp" alt="" class="wp-image-540" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/09/1b8ebd33-ad7f-4656-b57d-d9a7adaa5426_progress_image_41-300x300.webp 300w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/09/1b8ebd33-ad7f-4656-b57d-d9a7adaa5426_progress_image_41-1024x1024.webp 1024w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/09/1b8ebd33-ad7f-4656-b57d-d9a7adaa5426_progress_image_41-150x150.webp 150w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/09/1b8ebd33-ad7f-4656-b57d-d9a7adaa5426_progress_image_41-768x768.webp 768w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/09/1b8ebd33-ad7f-4656-b57d-d9a7adaa5426_progress_image_41-1536x1536.webp 1536w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/09/1b8ebd33-ad7f-4656-b57d-d9a7adaa5426_progress_image_41.webp 1664w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption class="wp-element-caption">Immagine realizzata con AI di Midjourney</figcaption></figure></div>


<p>Nel cinema post-moderno c&#8217;è in realtà un concreto tentativo di modificare questa struttura lineare. Si tenta spesso di &#8220;intrecciare&#8221; la storia, lasciando allo spettatore l&#8217;uso dell&#8217;intuito e dell&#8217;istinto irrazionale per comprendere il film, mentre la logica e il dramma sono dissolti e diluiti.</p>



<p>La struttura lineare spesso si sviluppa in una sinfonia composta di più parti con struttura non lineare. Capiremo meglio nelle successive sezioni come questo si svilupperà ancor di più nel cinema esperienziale / interattivo, formando varie narrazioni personalizzate (cosa che ricorda i videogame).</p>



<h3 class="wp-block-heading">Modalità singola o duale</h3>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-medium is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/09/occhio-blu-300x180.jpg" alt="Occhio azzurro" class="wp-image-538" width="300" height="180" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/09/occhio-blu-300x180.jpg 300w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/09/occhio-blu.jpg 640w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure></div>


<p>Con questo si intende che <strong>il cinema coinvolge massimo uno o due sensi</strong>, <em>vista</em> e <em>udito</em>. Chiaramente il cinema attuale è sempre duale, in quanto nella categoria “a singola modalità” possiamo inserire solo i film muti.</p>



<p>Negli anni sono stati fatti vari tentativi di migliorare il coinvolgimento degli altri sensi. Pensiamo a grandi registi che riescono a trasmettere allo spettatore il senso del <em>gusto</em>, ad esempio in film come <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mangiare_bere_uomo_donna" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Mangiare bere uomo donna</em></a>, <em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ratatouille" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ratatouille</a></em> o <em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pranzo_di_ferragosto" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pranzo di ferragosto</a></em>. Chiaramente, è un raggiro al nostro cervello. Ma in fin dei conti, il cinema stesso lo è.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Episodico</h3>



<p>Secondo il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Jason_Mittell" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Prof. Jason Mittell</a> nel suo libro <a href="https://www.amazon.it/dp/8875217904?ie=UTF8&amp;currency=EUR&amp;language=it_IT&amp;psc=1&amp;tag=illibraio00-21#customerReviews" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Complex TV. Teoria e tecnica dello storytelling delle serie tv</strong></a>, <strong>il cinema e i media attuali</strong> sono in genere episodici; <strong>tendono</strong> cioè <strong>a svilupparsi intorno a un evento</strong> o a una serie di eventi correlati tra loro. Questo è ancora più vero, ovviamente, nel mondo dei media giornalistici. </p>



<p>Si narra una storia basata su fatti e avvenimenti, reali o inventati. Viene raccontata dal punto di vista del narratore, il ché rende più semplice la fruizione per lo spettatore ma al tempo stesso lo allontana empaticamente dalla vicenda.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Prospettiva in terza persona</h3>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="185" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/09/sfera-di-cristallo-300x185.jpg" alt="Sfera di cristallo" class="wp-image-542" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/09/sfera-di-cristallo-300x185.jpg 300w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/09/sfera-di-cristallo.jpg 640w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure></div>


<p>Questa della prospettiva è una caratteristica importante nella nostra analisi. Infatti, seppur possibili, <strong>nel cinema tradizionale le prospettive in prima e seconda persona sono da sempre poco usate</strong>. Nella storia della comunicazione in generale, se ne fece abbondante uso solo nella radio della prima metà del &#8216;900.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Cuore di tenebra, riadattamento radiofonico in prima persona</h4>



<p>Come esempio, pensiamo a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cuore_di_tenebra" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Cuore di tenebra</em></a> di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Joseph_Conrad" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Joseph Conrad</a>. Fu riadattato nel 1938 per la radio dal regista <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Orson_Welles" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Orson Welles</a> (celebre per aver fatto credere agli americani di essere sotto attacco marziano tramite lo spettacolo radiofonico&nbsp;<em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/War_of_the_Worlds_(programma_radiofonico)">La guerra dei mondi</a></em>, nello stesso &#8217;38). L&#8217;obiettivo era far narrare la vicenda in prima persona direttamente dal protagonista. Interessante come lo stesso Welles, all&#8217;epoca nuovo al cinema, tentò di convincere la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/RKO_Pictures" target="_blank" rel="noreferrer noopener">RKO Pictures</a> a realizzarne la versione cinematografica.</p>



<p>Aveva le carte in regola per diventare uno dei più grandi film di tutti i tempi e, magari, sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica su temi che invece, mal interpretati, portarono alla <em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Seconda_guerra_mondiale" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Seconda Guerra Mondiale</a></em> l&#8217;anno dopo. Ma furono proprio l&#8217;uso della prima persona, oltre ai temi politici poco amati dalle <em>Major</em>, che probabilmente spinsero Hollywood a non considerarne la fattibilità. Era uno strappo drastico alle regole, e il mondo non ne era ancora pronto.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Orson Welles - &#039;Heart of Darkness&#039; and &#039;Life with Father&#039;" width="678" height="381" src="https://www.youtube.com/embed/_QBJopm-GMQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>Tant&#8217;è, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Francis_Ford_Coppola" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coppola</a> ha tentato di recuperare nel 1979 con <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Apocalypse_Now" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Apocalypse Now</em></a>, solo liberamente inspirato al romanzo &#8220;Cuore di tenebra&#8221; in quanto ambientato in Vietnam e non in Africa. E di certo troppo tardi per coadiuvare la pace in Europa e nel mondo.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Prima persona nella storia del cinema</h4>



<p>C&#8217;è il realtà qualche sporadico caso di uso filmico della narrazione in prima persona, soprattutto nei suoi primi anni. Casi a volte poco conosciuti, ma che tentarono in qualche modo di cambiare il modo di vedere le cose. In primis penso a <em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Il_dottor_Jekyll_(film_1931)" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il dottor Jekyll</a></em> del 1931, in Italia più conosciuto come <em>Dr. Jekyll and Mr. Hyde</em>, di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rouben_Mamoulian" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rouben Mamoulian</a>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Dr Jekyll and Mr. Hyde (1931) - YouTube" width="678" height="509" src="https://www.youtube.com/embed/GynMi0E7B5g?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>Altri casi furono il film del 1934 <em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/The_Firebird_(1934_film)" target="_blank" rel="noreferrer noopener">The Firebird</a></em>, di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/William_Dieterle" target="_blank" rel="noreferrer noopener">William Dieterle</a>. O ancora <em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Una_donna_nel_lago" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Una donna nel lago</a></em> girato nel 1947 da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Robert_Montgomery">Robert Montgomery</a>, e <em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/La_fuga_(film_1947)" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La fuga</a></em> di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/David_Goodis" target="_blank" rel="noreferrer noopener">David Goodis</a> dello stesso anno.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Dark Passage Official Trailer #1 - Humphrey Bogart Movie (1947) HD" width="678" height="509" src="https://www.youtube.com/embed/UFd0xohHqTI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>Altri due esempi, decisamente più moderni, li vedremo tra poco nella sezione sul cinema esperienziale, in quanto più utili per un confronto con il cinema che verrà.</p>



<p>Ho citato solo esempi di opere in prima persona, perché parlare delle opere in terza sarebbe impossibile o inutile&#8230; Sono praticamente quasi tutti i film esistenti. E poi perché, nell&#8217;ottica di realizzare il cinema del futuro maggiormente esperienziale, credo che questi spunti vadano ben tenuti in considerazione.</p>



<p><strong>Poi mi direte cosa ne pensate, mi interessa essendo io più vicino al mondo tecnico che alla critica cinematografica.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">Audience passiva</h3>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="200" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/09/bimba-legge-libro-300x200.jpg" alt="Una bambina sta leggendo un libro seduta in un prato" class="wp-image-544" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/09/bimba-legge-libro-300x200.jpg 300w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/09/bimba-legge-libro.jpg 640w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure></div>


<p>Come dicevamo, <strong>la storia</strong> nei media attuali, o passati, <strong>è narrata in nome e per conto del narratore</strong>. Che sia lo scrittore o il regista, il giornalista o lo speaker, tutti vi fanno vedere quello che desiderano. Vi è mai capitato di voler guardare qualcosa a lato, o dietro la camera, ma la regia non ve la mostrasse? </p>



<p>Succede particolarmente spesso con lo sport in TV, ed è per questo forse che <strong>la stessa televisione è tra i primi media ad esser &#8220;progredita&#8221; verso una regia decisa dallo spettatore</strong>. In Italia, <a href="https://simonesalvador.it/rubriche_sportinmedia/focus_sport_in_media/evoluzione-riprese-tv-grafiche-statistiche-partite-calcio-in-italia-serie-a-bundesliga-liga" target="_blank" rel="noreferrer noopener">come cita Wenner Gatta</a>, quando venne inserita la &#8220;<a href="https://www.spidercam.tv" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Spidercam</a>&#8221; sui campi di calcio il telespettatore poteva scegliere con il telecomando se vedere l’incontro con la classica regia oppure tramite la sola camera spider. E da lì, soprattutto <a href="https://www.sky.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sky</a> ha continuato a sviluppare molto la tecnologia sfruttando più canali di trasmissione per lo stesso evento.</p>



<p>Dopo uno studio del cinema che fu, e che ancora è, andiamo però finalmente ad analizzare le caratteristiche del nuovo cinema, proiettato al futuro, per capire anche <strong>come superare i problemi degli ultimi 127 anni</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le caratteristiche del cinema esperienziale: il futuro</h2>



<p>Le cinque caratteristiche che potremo trovare, tutte o in parte, nel cinema del futuro, secondo ciò che la tecnologia attualmente mette a disposizione, possono essere:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="#cinema_immersivo">Immersività</a></li>



<li><a href="#interattivo_non_lineare_e_sociale">Interattività, non linearità e socialità</a></li>



<li><a href="#presentazione_multi-sensoriale">Presentazione multi-sensoriale</a></li>



<li><a href="#algoritmico_personalizzato_in_tempo_reale_grazie_ai_dati">Algoritmico, personalizzato in tempo reale grazie ai dati</a></li>



<li><a href="#prospettiva_in_prima_persona">Prospettiva in prima persona</a></li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Cinema Immersivo</h3>



<p>Già conosciamo alcuni media parzialmente esperienziali. Pensiamo alle <strong>piattaforme immersive di realtà virtuale e realtà aumentata</strong>. Come abbiamo visto <a href="https://www.darioriccio.com/il-cinema-immersivo-e-il-futuro/#perche_la_realta_virtuale_non_e_popolare" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nello scorso articolo</a>, queste sono pienamente inserite nella linea di continuità tra mondo reale e virtuale ipotizzata da Paul Milgram.</p>



<p>Immersione significa &#8220;<em>avvolgere l&#8217;utente in uno spazio fisico reale utilizzando la realtà aumentata o mista su un dispositivo portatile o indossabile, includendo anche interfacce aptiche</em>&#8220;.</p>



<p>Uno dei primi esempi pratici l&#8217;ho rintracciato nel paper <em>&#8220;<a href="https://sites.cs.ucsb.edu/~holl/pubs/hollerer-1999-iswc.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Situated Documentaries: Embedding Multimedia Presentations in the Real World</a>&#8220;</em> (&#8220;Documentari Ambientati: Includere Presentazioni Multimediali nel Mondo Reale&#8221;), di <em>Tobias Höllerer</em>, <em>Steven Feiner</em> e <em>John Pavlik</em> e ripreso dall&#8217;<em>International Symposium on Wearable Computers</em> del 1999.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-medium is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/08/documentari-situati-1-246x300.jpg" alt="" class="wp-image-450" width="246" height="300" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/08/documentari-situati-1-246x300.jpg 246w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/08/documentari-situati-1-840x1024.jpg 840w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/08/documentari-situati-1-768x936.jpg 768w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/08/documentari-situati-1.jpg 878w" sizes="(max-width: 246px) 100vw, 246px" /><figcaption class="wp-element-caption">Ricercatore con indosso il sistema MJW.<br>Immagine da &#8220;<strong><em><a href="https://sites.cs.ucsb.edu/~holl/pubs/hollerer-1999-iswc.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Situated Documentaries: Embedding Multimedia Presentations in the Real World</a>&#8220;</em></strong>.</figcaption></figure></div>


<p>Questi &#8220;documentari ambientati&#8221; erano interamente basati su indossabili digitali (wearables), per <strong>integrare romanzi e documentari in luoghi del mondo reale</strong>. Il sistema ricorda molto gli attuali occhiali AR, ovviamente con la tecnologia disponibile nel 1999. Si trattava di uno <strong>zaino con tracker GPS</strong> e <strong>videocamera a 360°</strong> (sviluppata da <em><a href="http://www.cs.columbia.edu/~nayar/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Shree Nayar</a></em>, della Columbia University), una tipologia di <strong>computer palmare</strong> con grafica, audio e video, e <strong>occhiali in realtà aumentata</strong> in grado di segnalare nell&#8217;ambiente reale i punti di interesse. Era chiamato MJW (<em>Mobile Journalist Workstation</em>).</p>



<p>Gli occhiali potevano anche riprodurre rudimentali video a 360° sovrapposti al reale, e lo sguardo era il principale sistema di puntamento. Fissando per almeno mezzo secondo un oggetto nel mondo reale, questo veniva selezionato producendo info e files multimediali relativi. Si poteva anche viaggiare nel tempo, toccando l&#8217;anno desiderato sul display del palmare.</p>



<p>Un ottimo esempio di quello che sarà, 20 anni dopo, la realtà aumentata. L&#8217;AR si sta infatti sviluppando rapidamente, divenendo di uso comune dal 2018 a seguito dell&#8217;implementazione negli iPhone delle api native <a href="https://developer.apple.com/augmented-reality/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ARKit</a> (che, tra parentesi, credo sia ad oggi l&#8217;ultima innovazione degna di nota in ambito smartphone).</p>



<p>Punto primo del nostro cinema sarà, quindi, l&#8217;immersività. Ma certamente un&#8217;immersività diversa da quella vista finora. La base sarà infatti la storia narrata, il cinema. Non ci si immergerà nel mondo, non ci si immergerà in solitaria o in <a href="https://www.oculus.com/horizon-worlds/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ambienti comuni virtuali</a>. <strong>L&#8217;immersività sarà prodotta dallo schermo a 360°, dalla stereoscopia, e dalla &#8220;sala&#8221;, o cupola, con all&#8217;interno elementi legati direttamente alla storia narrata</strong>.</p>



<p>Gli sceneggiatori dovranno essere davvero bravi, per sviluppare trame che facciano sentire lo spettatore &#8220;partecipe&#8221;, senza però essere scontati. Come è scontata la prima cosa che mi salta in mente: far restare costantemente seduto il protagonista della storia, che deve impersonare noi spettatori. È al massimo un punto di partenza da non sottovalutare, ma soprattutto i primi tempi i brain storming saranno davvero interessanti. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Interattivo, non lineare e sociale</h3>



<p><em>Parola allo spettatore</em>; <em>scelta</em>. Queste possono essere le parole chiave per la struttura non lineare del cinema esperienziale; che è pertanto più complessa.</p>



<p>Seppur senza particolari regole, mantiene una sua logica basata su <strong>sequenza</strong> (o <strong>ordine</strong>), <strong>durata</strong> e <strong>frequenza temporali</strong>, che sono il concetto di divisione proposto dal saggista francese <a href="https://literariness.org/2016/12/03/gerard-genette-and-structural-narratology/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gérard Gennette nel campo della narrativa letteraria</a>, poi introdotti nel campo della critica cinematografica da <a href="https://histart.umontreal.ca/repertoire-departement/professeurs/professeur/in/in13591/sg/André%20Gaudreault/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Andre Gaudreault</a> e <a href="http://www.davidbordwell.net" target="_blank" rel="noreferrer noopener">David Bordwell</a>.</p>



<h4 class="wp-block-heading">L&#8217;ordine degli eventi nei racconti</h4>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="225" height="300" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/09/foto-ricordo-225x300.jpg" alt="Tante foto polaroid stese sul pavimento con il piede di una ragazza vicino." class="wp-image-547" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/09/foto-ricordo-225x300.jpg 225w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/09/foto-ricordo.jpg 640w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></figure></div>


<p>Apriamo in questa sezione una parentesi generale sui racconti; ci sono infatti caratteristiche in comune con il futuro cinema immersivo. Gennette chiariva che l&#8217;evento potrebbe essere avvenuto:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><em>prima della narrazione</em> (<strong>analessi</strong> o flashback)</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><em>in futuro</em> (quindi solo annunciato o previsto, la <strong>prolessi</strong>).</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Ancora, si possono narrare gli <em>eventi in ordine diverso da come sono accaduti</em> (<strong>anacronia</strong>), usato per rendere il racconto più avvincente.</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Più raramente può esserci <em>un movimento tra un livello narrativo e l&#8217;altro</em> (<strong>metalessi</strong>).</li>
</ul>



<p>Un esempio è la &#8220;metalessi dell&#8217;autore&#8221;, una sorta di passaggio dell&#8217;autore da esterno a interno alla storia, o al contrario se un personaggio diventa narratore.</p>



<p>Altro esempio letterario è del poeta <em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Publio_Virgilio_Marone" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Virgilio</a></em>, il quale &#8220;fa morire&#8221; Didone nel canto IV dell&#8217;<em><em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Eneide" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Eneide</a></em></em>, o <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Denis_Diderot" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Diderot</em></a> che scrive in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Jacques_il_fatalista_e_il_suo_padrone" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Jacques le Fataliste</em></a>: &#8220;Chi mi potrebbe impedire di <em>far sposare</em> il Padrone e <em>di renderlo becco</em>?&#8221;. Entrambi esempi tratti dalla <a href="http://dspace.unive.it/bitstream/handle/10579/15024/815358-1208192.pdf?sequence=2" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Tesi di dottorato di <em><strong>Armando Mollica Bonivento</strong></em> all&#8217;Università Ca&#8217;Foscari</a>, che vi invito a leggere per maggiore comprensione.</p>



<h4 class="wp-block-heading">La durata degli eventi nei racconti</h4>



<p>Quindi, dopo l&#8217;ordine (evento accaduto prima, evento futuro, narrazione in ordine diverso dal reale o passaggio tra livelli di narrazione diversi), abbiamo la <strong>durata</strong>. Anche definibile come il &#8220;ritmo&#8221;, la &#8220;velocità&#8221;, al quale gli eventi vengono raccontati.</p>



<p>Possiamo dividerla principalmente in quattro tipologia:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>ellissi (ritmo molto accelerato), con frequenti salti cronologici;</li>



<li>sintesi (ritmo relativamente rapido), in cui una storia è sintetizzata nei suoi punti principali. Possono essere di lunghezza variabile.</li>



<li>scena: relativamente lenta, è la classica narrazione quasi in tempo reale. Un esempio sono i dialoghi;</li>



<li>descrittivo: nessun progresso nella storia, ci si ferma a descrivere un determinato momento.</li>
</ul>



<p>Chiaramente, queste tipologie possono essere combinate. Possiamo avere, ad esempio, una sintesi inserita all&#8217;interno di un dialogo.</p>



<h4 class="wp-block-heading">La frequenza degli eventi nei racconti</h4>



<p>La frequenza non è altro che il rapporto tra quante volte che un determinato evento avviene nella realtà (anche inventata), e quante viene raccontato. Se, in pratica, viene narrato più volte lo stesso evento (o ripetuta la stessa affermazione di un personaggio).</p>



<p>Vi lascio il <a href="http://www.signosemio.com/genette/narratology.asp" target="_blank" rel="noreferrer noopener">link ad un&#8217;interessante articolo sulla questione</a>, da cui è tratta l&#8217;immagine seguente.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="642" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/08/summury-genette-narrative-typology-1024x642.jpg" alt="Sintesi della tipologia narrativa di Genette." class="wp-image-456" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/08/summury-genette-narrative-typology-1024x642.jpg 1024w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/08/summury-genette-narrative-typology-300x188.jpg 300w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/08/summury-genette-narrative-typology-768x481.jpg 768w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/08/summury-genette-narrative-typology-1536x963.jpg 1536w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/08/summury-genette-narrative-typology.jpg 1945w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Lucie Guillemette and Cynthia Lévesque (2016), «&nbsp;Narratology&nbsp;», in Louis Hébert (dir.),&nbsp;<em>Signo</em>&nbsp;[online], Rimouski (Quebec),&nbsp;<a href="http://www.signosemio.com/genette/narratology.asp" target="_blank" rel="noreferrer noopener">http://www.signosemio.com/genette/narratology.asp</a>.</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Il cinema del futuro ha una <em>struttura non lineare intersoggettiva</em></h3>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="300" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/09/Dario__the_usual_neXt_The_cinema_of_the_future_has_an_intersubj_b484604e-bbc6-4ffc-b2ac-34982a7f1a95-300x300.png" alt="Immagine astratta rappresentante l'interno di un cinema futuristico." class="wp-image-551" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/09/Dario__the_usual_neXt_The_cinema_of_the_future_has_an_intersubj_b484604e-bbc6-4ffc-b2ac-34982a7f1a95-300x300.png 300w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/09/Dario__the_usual_neXt_The_cinema_of_the_future_has_an_intersubj_b484604e-bbc6-4ffc-b2ac-34982a7f1a95-150x150.png 150w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/09/Dario__the_usual_neXt_The_cinema_of_the_future_has_an_intersubj_b484604e-bbc6-4ffc-b2ac-34982a7f1a95.png 400w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure></div>


<p>Dopo questa lunga parentesi, cerchiamo di capire perché il racconto, o la sceneggiatura, per il cinema del futuro è decisamente più complesso. Infatti tutti questi elementi devono essere inseriti all&#8217;interno di una <strong>struttura non lineare intersoggettiva</strong>. Cioè il racconto può andare avanti e indietro nel tempo, in un ambiente comune ad altri spettatori che potrebbero voler fare scelte differenti dalle nostre.</p>



<p><strong>L&#8217;intersoggettività è il più grande problema da risolvere nella scrittura delle nuove sceneggiature</strong>. Se infatti l&#8217;interattività è un concetto già molto conosciuto grazie ai videogiochi, un&#8217;interattività in comune tra più persone, con necessariamente uno schermo che mostri a tutti le stesse immagini, presume che si crei una piccola democrazia all&#8217;interno della sala.</p>



<p>La struttura non lineare intersoggettiva ha un grande vantaggio: <strong>rispetta lo spettatore</strong>. Concede il diritto a scegliere la propria storia, a giudicare la moralità di alcune scene. Lo spettatore diviene il centro del film, nonché una parte di esso. Il cinema attuale è decisamente troppo a senso unico, e <strong>se ha vissuto invariato per tanti anni è solo per la semplicità </strong>(insita nelle caratteristiche)<strong> di usarlo come mezzo di propaganda politica e commerciale</strong>.</p>



<p>Ragionando sull&#8217;utilizzo medio del cinema, che è anche e soprattutto un momento di relax e svago poco attivo, non dobbiamo però cadere nella tentazione di inserire eccessiva &#8220;gamification&#8221;, trasformandolo in un videogioco. Voglio dire, al giorno d&#8217;oggi si va al cinema per rilassarsi con gli amici o con la famiglia, per passare del tempo senza pensare troppo. E scegliere implica pensare&#8230; È per questo che l&#8217;interattività deve essere limitata e neppure obbligatoria, e probabilmente non sarà la priorità assoluta nella creazione del cinema del futuro.</p>



<p>Vedremo in qualche futuro articolo perché il cinema interattivo non ha avuto successo nelle, seppur poche, esperienze passate. Ma è collegato a questo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Presentazione multi-sensoriale</h3>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="The Piano (1993) Official Trailer - Holly Hunter, Anna Paquin Movie HD" width="678" height="381" src="https://www.youtube.com/embed/cyTn4XIYH8M?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div><figcaption class="wp-element-caption">Trailer del film &#8220;The Piano&#8221; (in italiano &#8220;Lezioni di piano&#8221;)</figcaption></figure>



<p>Il media esperienziale può sembrare una novità degli ultimi anni, ma non è del tutto vero. Da secoli l&#8217;umanità ne sviluppa le caratteristiche peculiari, migliorando la tecnologia disponibile a piccoli passi ma costanti.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Dispositivi indossabili per coinvolgere i sensi</h4>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="167" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/08/abacus-ring-300x167.jpg" alt="Anello abaco cinese." class="wp-image-460" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/08/abacus-ring-300x167.jpg 300w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/08/abacus-ring.jpg 498w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption class="wp-element-caption">Immagine da <a href="http://en.chinaculture.org/classics/2010-04/20/content_383263_4.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">chinaculture.org</a>.</figcaption></figure></div>


<p>Secondo quando riportato dal <a href="https://comminfo.rutgers.edu/pavlik-john-v" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Prof. John V. Pavlik</a> nel libro &#8220;<em><a href="http://cup.columbia.edu/book/journalism-in-the-age-of-virtual-reality/9780231184496" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Journalism in the Age of Virtual Reality</a></em>&#8221; (Giornalismo al tempo della realtà virtuale, 2019, Columbia University Press), la prima esperienza di dispositivi &#8220;indossabili&#8221; (wearables) può riassumersi nell&#8217;<strong><a href="http://il-trafiletto.blogspot.com/2014/03/e-questa-la-prima-tecnologia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">invenzione cinese dell&#8217;anello / abaco</a></strong>, strumento di misurazione indossabile risalente alla <a href="https://museocineseparma.org/it/scuole/le-dinastie-della-cina/57-1644-1911-dinastia-qing" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dinastia <em>Qing</em></a> del diciassettesimo secolo.</p>



<p>A seguire in Europa, nel 1780 venne sviluppato il &#8220;pedometro&#8221;, un conta passi, per arrivare al 1965 con il tentativo americano (non riuscito) di realizzare il primo esoscheletro (<em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hardiman" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Hardiman</a></em>) per permettere agli esseri umani di alzare fino a 650 Kg.</p>



<p>Negli ultimi anni sicuramente gli sviluppi sono molto più rapidi, anche grazie alla scala logaritmica della tecnologia che difficilmente si arresta una volta partita. Per capire, sapevate che nel 2004, solo 18 anni fa, uscì la videocamera indossabile GoPro&#8230; E che usava addirittura la pellicola 35mm?</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="GoPro 35mm Film Camera!" width="678" height="381" src="https://www.youtube.com/embed/48I7avgMcU0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<h4 class="wp-block-heading">Il cinema ci stimola fisiologicamente e sensualmente</h4>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Il mio corpo non è solo un oggetto tra tutti gli oggetti, ma un oggetto sensibile a tutti gli altri, che riverbera a tutti i suoni, vibra a tutti i colori e fornisce alle parole il loro significato primordiale attraverso il modo in cui le riceve.</p>
<cite><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Maurice_Merleau-Ponty" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Maurice Merleau-Ponty</a>&nbsp;in <em>Fenomenologia della percezione</em></cite></blockquote>



<p>All&#8217;inizio di questo paragrafo ho inserito il trailer del film <em>Lezioni di Piano</em>, capolavoro di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Jane_Campion" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Jane Campion</strong></a> del 1993. L&#8217;ho scelto in quanto ottimo esempio di come il cinema attuale tenti, in modi più o meno ortodossi, di ingannare il cervello al fine di coinvolgere sensi non direttamente implicati (il tatto in questo caso). Vi invito anche a rivedere lo scorso articolo in cui si parlava di <a href="https://www.darioriccio.com/il-cinema-immersivo-e-il-futuro/#matthew_shifrin_i_lego_e_il_cinema_del_futuro" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Matthew Shifrin</em></a> e i suoi Lego per i non vedenti.</p>



<p>Questa è la magia del cinema. L&#8217;arte in questo settore ha raggiunto vette inimmaginabili, seppur si provi a pensare a come andare oltre. A come stimolare materialmente gli altri sensi. Anche se già negli anni &#8217;40, il filosofo <em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Siegfried_Kracauer" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Siegfried Kracauer</a></em> scriveva:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Gli elementi materiali che si presentano nei film stimolano direttamente gli strati materiali dell&#8217;essere umano: i suoi nervi, i suoi sensi, la sua intera sostanza fisiologica.</p>
<cite>Siegfried Kracauer</cite></blockquote>



<h4 class="wp-block-heading">Come coinvolgere i cinque sensi al cinema</h4>



<p><strong>Come coinvolgere quindi i cinque sensi, o almeno più di due, nel cinema?</strong> Bisognerà procedere per tappe, man mano che la tecnologia lo consentirà. Prendiamo quindi in considerazione gli esperimenti fatti in passato, per capire in seguito come possiamo NOI coinvolgere i cinque sensi per i nostri spettatori.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Tatto</h5>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="290" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/09/William-Castle-1946-300x290.jpg" alt="" class="wp-image-556" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/09/William-Castle-1946-300x290.jpg 300w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/09/William-Castle-1946.jpg 496w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption class="wp-element-caption">William Castle nel 1946</figcaption></figure></div>


<p>Intanto il <strong>tatto</strong>: <em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/William_Castle" target="_blank" rel="noreferrer noopener">William Castle</a></em>, nel 1959 girò l&#8217;horror <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Il_mostro_di_sangue_(film_1959)" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il Mostro di Sangue</a></strong>. Inserì nelle sedie di alcuni cinema un dispositivo vibrante chiamato &#8220;Percepto!&#8221;, che era sincronizzato con l&#8217;azione. Lo stesso Castle era un genio del male&#8230; Prima della proiezione di <strong>Macabro</strong>, del 1958, fece consegnare a tutti una polizza assicurativa di 1000 dollari in caso di morte, di paura, durante il film. Poi durante il film <strong>La casa dei fantasmi</strong> del 1959, faceva entrare uno scheletro fosforescente sopra la platea. Basato su un sistema di carrucole chiamato &#8220;<strong>Emergo</strong>&#8220;.</p>



<p>E infine c&#8217;è &#8220;<strong>Illusion-O</strong>&#8220;, lanciato col film <strong>I&nbsp;tredici fantasmi</strong>: tutti gli elementi nell&#8217;inquadratura, ad eccezione dei fantasmi, erano sottoposti ad un filtro blu. I fantasmi avevano invece un filtro rosso, ed erano sovrapposti al fotogramma. Il pubblico riceveva dei cartoncini con filtri rossi e blu: guardando attraverso il filtro blu non si vedevano quindi i fantasmi. Attraverso il filtro rosso, invece si vedevano.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="284" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/09/Illusiono.jpeg" alt="" class="wp-image-558" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/09/Illusiono.jpeg 500w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/09/Illusiono-300x170.jpeg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></figure></div>


<p>Ancora sul tatto, ovviamente i moderni <strong>cinema 4D</strong> che tutti conosciamo hanno le intere sedie vibranti, oltre a corde che toccano le gambe, ventole per l&#8217;effetto vento (caldo o freddo) e spruzzini d&#8217;acqua per l&#8217;umidità.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Olfatto</h5>



<p>L&#8217;<strong>olfatto</strong>: una strategia fu adottata da <em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/John_Waters" target="_blank" rel="noreferrer noopener">John Waters</a></em> per il film <strong>Polyester</strong>, del 1981. Si tratta del sistema &#8220;Odorama&#8221;, in pratica delle card con numeri da grattare. Ogni numero ha un odore (rosa, pizza ecc&#8230;), che si può annusare al momento richiesto (un piccolo numero appariva sullo schermo).</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Inside the Odorama Process" width="678" height="509" src="https://www.youtube.com/embed/k3WPpbEIYSs?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div><figcaption class="wp-element-caption">Realizzazione delle card per il sistema Odorama</figcaption></figure>



<p>Altro tentativo del 1960 fu <strong><a href="https://www.wired.com/2006/12/a-brief-history-2-2/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Smell-O-Vision</a></strong>, usato solo in <strong>Scent of Mystery</strong> prodotto da <em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Mike_Todd_Jr." target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mike Todd Jr</a></em> (figlio del famoso Mike Todd Senior, autore de <strong>Il giro del mondo in 80 giorni</strong>). Smell-O-Vision prevedeva l&#8217;immissione di fino a 30 odori evocativi nella platea attraverso tubi che portavano ai singoli posti in sala, con bottiglie di profumo tenute su un tamburo rotante.</p>



<p>Oggi un&#8217;azienda ha ripreso il concetto in una moderna produzione industriale, chiamata <a href="https://www.olorama.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Olorama</strong></a>. Con cui sarebbe bello collaborare; obiettivamente il sistema pare molto più funzionale di card da odorare (poi effettivamente riutilizzate solo in un paio di film per bambini).</p>



<p>Sono interessanti le <strong>critiche</strong> che ebbe. Secondo il <a href="https://entertainment.time.com/2012/12/10/fantasound-to-odorama-10-unusual-movie-technologies/slide/smell-o-vision/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Time</a>, alcuni spettatori hanno lamentato ritardi tra l&#8217;odore e la scena, altri hanno trovato che i profumi si mescolavano in modo sgradevole, <em>Henny Youngman</em> disse che non capiva il film perché aveva il raffreddore.</p>



<p>Altri inconvenienti a cui fare parecchia attenzione sono nausea e malditesta causati da profumazioni troppo forti e persistenti, possibili fastidi, distrazioni e aria pesante.</p>



<p>Cito, per completezza di informazione, l&#8217;<strong><a href="https://www.nytimes.com/1959/12/10/archives/smells-of-china-behind-great-wall-uses-aromarama.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">AromaRama</a></strong> di <em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Walter_Reade" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Walter Reade Jr.</a></em>. Differenza fondamentale con lo Smell-O-Vision? Semplicemente, l&#8217;AromaRama usava l&#8217;impianto di climatizzazione per la diffusione degli aromi. Furbo.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Mangiare con un altro è un modo per dire: &#8220;Sono con te, mi piaci, formiamo una comunità insieme&#8221;.</p>
<cite>Thomas C. Foster</cite></blockquote>



<h5 class="wp-block-heading">Gusto</h5>



<p>Abbiamo visto tatto ed olfatto, manca evidentemente il <strong>gusto</strong>. Seppur siano stati fatti passi avanti verso sistemi di &#8220;trasmissione&#8221; del gusto (mediante oggetti da leccare), non credo siano ancora abbastanza sviluppati e, soprattutto, non siamo ancora pronti ad accoglierli. E non so se mai lo saremo&#8230;</p>



<p>Però durante alcune proiezioni de <strong><em>La fabbrica di cioccolato</em></strong>, <strong>sono stati forniti cioccolatini Wonka agli spettatori</strong>. E da questo mi è nata l&#8217;idea di fornire direttamente il cibo proiettato, realmente agli spettatori. Un vantaggio doppio: per l&#8217;immedesimazione nel film, e per l&#8217;economia del cinema e i clienti che rispettivamente venderebbe e acquisterebbe cibo migliore di pop corn e Coca Cola.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="250" height="250" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/09/edible-cinema2.jpeg" alt="Menu dell'Edible Cinema." class="wp-image-574" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/09/edible-cinema2.jpeg 250w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/09/edible-cinema2-150x150.jpeg 150w" sizes="(max-width: 250px) 100vw, 250px" /></figure></div>


<p>Ho presto scoperto come quest&#8217;idea non è proprio originale: nel 2012 a Londra, più precisamente a Notting Hill, si svolse <strong><a href="http://www.ginmonkey.co.uk/2012/05/14/edible-cinema/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Edible Cinema</a></strong>. Fu una collaborazione tra il team di Soho House, l&#8217;organizzatrice <em>Polly Betton</em> e il designer di cibo sperimentale <em>Andrew Stellitano</em>. Basicamente, ogni presente aveva dei sacchetti e bicchieri numerati contenenti cibo e bevande, sulle poltrone c&#8217;era anche un menu che spiegava i pasti, e una donna appariva sul lato dello schermo durante il film per indicare il momento di mangiare o bere ciascun numero. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Algoritmico, personalizzato in tempo reale grazie ai dati</h3>



<p>In una società dati-centrica, il cinema non può restare a guardare. Certo, nel rispetto della privacy e possibilmente senza usare questi dati per scopi poco nobili.</p>



<p>Una grande utilità potrà venire dalla geolocalizzazione all&#8217;interno della cupola, per inviare eventualmente segnali diversi ai differenti spettatori. Ma, soprattutto, si potrà tener conto della direzione dello sguardo di questi ultimi per comprendere cosa è più interessante, e per avere un &#8220;dispositivo di input&#8221; più passivo, e quindi meno stancante, per l&#8217;interattività di cui abbiamo appena parlato.</p>



<p>Altri dati anonimizzati, come le risposte fisiologiche attimo per attimo, potranno esser utili per lo sviluppo dei successivi film e valutare le reazioni del pubblico. Che, in un successivo sviluppo del cinema esperienziale, potranno anche essere sfruttati all&#8217;interno della stessa storia (ad esempio, gestire interattivamente i volumi per aumentare o diminuire le reazioni umane).</p>



<h4 class="wp-block-heading">Women&#8217;s Aid, un primo esempio di pubblicità interattiva algoritmica</h4>



<p>Alla Giornata Mondiale delle Donne del 2015, nel centro direzionale <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Canary_Wharf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canary Wharf</a> di Londra, venne installata una gigantografia interattiva rappresentante il volto di una donna vittima di violenza. Venne usata una videocamera provvista di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Riconoscimento_facciale" target="_blank" rel="noreferrer noopener">riconoscimento facciale</a> per aggiornare un contatore e modificare l&#8217;immagine ogni volta che un passante prestava attenzione alla pubblicità. Fu un tipico esempio, seppur nel settore della pubblicità progresso, di utilizzo dei dati per modificare il risultato ottenuto.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Look At Me: Women&#039;s Aid interactive billboard" width="678" height="381" src="https://www.youtube.com/embed/wEybVOerb9Q?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div><figcaption class="wp-element-caption">Look At Me: Tabellone per le affissioni interattivo <strong>Women&#8217;s Aid</strong></figcaption></figure>



<h4 class="wp-block-heading">Intelligenza artificiale per lo storytelling</h4>



<p>Già oggi molte storie vengono create con l&#8217;intelligenza artificiale, come fa ad esempio l&#8217;<a href="https://www.ap.org/discover/artificial-intelligence" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Associated Press</a> americana. Il <em>Times</em> ha creato anche un robot algoritmico, il <a href="https://www.latimes.com/people/quakebot" target="_blank" rel="noreferrer noopener">QuakeBot</a>, che acquisisce automaticamente i dati dell&#8217;<a href="https://www.usgs.gov" target="_blank" rel="noreferrer noopener">U.S. Geological Survey</a>, ente statunitense di analisi dei terremoti, per scrivere automaticamente l&#8217;articolo completo di magnitudo, epicentro e orario. All&#8217;editore umano non resta che verificarne la correttezza e pubblicare.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="45" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/09/lo-times-300x45.jpg" alt="Testata del Los Angeles Times." class="wp-image-576" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/09/lo-times-300x45.jpg 300w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/09/lo-times.jpg 660w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure></div>


<p>Questi robot, queste intelligenze artificiali, sono portati allo sviluppo di storie sempre più coinvolgenti, interattive e multisensoriali. Ciò che sarà fondamentale per il cinema del futuro, per coadiuvare gli sceneggiatori umani nello scritture di storie sempre più complesse e ingestibili autonomamente.</p>



<p>Inoltre, questi saranno in grado di sfruttare i dati presenti nel mondo, e nei cinema stessi. Per creare storie &#8220;su misura&#8221; del pubblico di riferimento. </p>



<p>La stessa intelligenza artificiale è, e sarà sempre più, usata nella produzione tecnica dei video. Google, ad esempio, ha il compilatore <strong><em>Jump</em></strong> (ben descritto <a href="https://storage.googleapis.com/pub-tools-public-publication-data/pdf/45617.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nel loro stesso paper</a>), che si occupa dell&#8217;unione, stitching, di 16 stream video ad altissima qualità per ottenere un completo video VR a 360°. Il principale risultato ottenuto è stata l&#8217;eliminazione di gran parte della <em>latenza</em>, per aumentare quindi il senso di realtà dell&#8217;immagine mostrata.</p>



<p>In definitiva, l&#8217;AI sarà di certo al centro dell&#8217;attenzione. E, per evitare polemiche, dovrà essere usata anche con i guanti di piombo, mettendo al centro la privacy e l&#8217;importanza dell&#8217;essere umano.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Prospettiva in prima persona</h3>



<p>Già conosciamo alcuni media parzialmente esperienziali. Pensiamo alle piattaforme immersive di realtà virtuale e realtà aumentata. Come abbiamo visto <a href="https://www.darioriccio.com/il-cinema-immersivo-e-il-futuro/#perche_la_realta_virtuale_non_e_popolare" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nello scorso articolo</a>, queste sono pienamente inserite nella linea di continuità tra mondo reale e virtuale ipotizzata da <em><a href="https://www.mie.utoronto.ca/faculty_staff/milgram/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Paul Milgram</a></em>.</p>



<p>Queste sono chiaramente in prima persona, in quanto il vero protagonista della storia siamo noi stessi. L&#8217;esperienza è data dal contatto (benché ancora virtuale), e dall&#8217;osservazione diretta di oggetti ed eventi nelle modalità che più ci aggradano. </p>



<p>Il cinema esperienziale dovrà spesso essere in prima persona. Questo a differenza della maggior parte dei film presenti e passati, che invece puntano a raccontarci storie con occhi esterni alla vicenda. Ma la nostra sarà una prima persona differente: saremo noi spettatori, il personaggio principale. Di recente, nel 2016, ha avuto un buon successo il film <em>Hardcore</em>, diretto dal musicista russo <em><a href="https://twitter.com/naishuller" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il&#8217;ja Najšuller</a></em>. Evidentemente produrre cinema venendo da un background culturale esterno ad esso, aiuta a rischiare e ad innovarlo.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="HARDCORE! - Trailer Ufficiale Italiano | HD" width="678" height="381" src="https://www.youtube.com/embed/HEQB_rl87JI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div><figcaption class="wp-element-caption">Trailer italiano del film &#8220;Hardcore&#8221;</figcaption></figure>



<p>L&#8217;intero <em>Hardcore</em> è girato in prima persona. Il successo reputo sia meritato, ed è un buon punto di riferimento per il cinema che verrà. Un modo di narrare proprio dei videogiochi, che ci invita nella vita di qualcun altro, guardando il mondo attraverso i suoi occhi. Ecco, la sola differenza credo sia che dovrà essere la nostra vita, inserita nel nuovo cinema. Lo so, fa paura, ma gli sceneggiatori non dovrebbero narrarci neppure quella&#8230;</p>



<p>Voglio citare anche un altro film, non interamente in prima persona (il protagonista si vede in varie scene, allontanando l&#8217;effetto di immedesimazione totale) ma che ha dalla sua una trama decisamente più costruita e coinvolgente di Hardcore: <em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Enter_the_Void" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Enter the Void</a></em>, del 2009, diretto dal regista argentino <a href="https://www.instagram.com/gasparnoeofficial/?hl=it" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Gaspar Noé</strong></a>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Enter the Void: trailer italiano" width="678" height="509" src="https://www.youtube.com/embed/LkBBWLIncZM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div><figcaption class="wp-element-caption">Trailer italiano di Enter the Void</figcaption></figure>



<p>Due film che vi consiglio di vedere, primo perché sarà un&#8217;esperienza particolare e diversa dal solito. Secondo, per avere un assaggio (seppur ridotto) di quello che sarà il cinema di qui a qualche anno.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Immedesimare tutti nella storia del cinema esperienziale</h4>



<p><strong>Come si può costruire un film per molti, che possa rappresentare realisticamente la vita di ognuno di loro?</strong> Ancora una volta, gli sceneggiatori dovranno fare un ottimo lavoro di introspezione plurima. Creando storie coinvolgenti ma generaliste, inserendo personaggi che anche nella storia saranno novità per il protagonista. Nessun parente conosciuto, forse un cugino lontano che non sapevamo di avere. Nulla di più.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="273" height="300" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/09/DUXU-273x300.jpg" alt="Logo del DUXU di Los Angeles." class="wp-image-578" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/09/DUXU-273x300.jpg 273w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/09/DUXU.jpg 652w" sizes="(max-width: 273px) 100vw, 273px" /></figure></div>


<p>Nel 2015, in occasione della quarta conferenza internazionale su <strong>Design</strong>, <strong>Esperienza Utente</strong> e <strong>Usabilità</strong> a Los Angeles, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Aaron_Marcus" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Aaron Marcus</em></a> ha raccolto in <a href="https://books.google.ch/books?id=fLU0CgAAQBAJ&amp;printsec=frontcover&amp;hl=it#v=onepage&amp;q&amp;f=false" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un utilissimo libro</a> una serie di informazioni sull&#8217;attuale rapporto tra informatica, mondo virtuale e esseri umani. Basandosi sull&#8217;assunto che ognuno di noi ha la propria cultura e la propria conoscenza, <strong>il design</strong> (e quindi chi lo crea) deve lasciarci la libertà di sperimentare, di avere dubbi e pensieri, <strong>deve costruire un mondo accettato da tutte le culture personali degli spettatori</strong> e, allo stesso tempo, proporre la propria idea di universo.</p>



<p>Abbiamo voglia e necessità di riflettere, di capire. E questo porta per assurdo all&#8217;<a href="https://www.garzantilinguistica.it/ricerca/?q=iperrealismo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">iperreale</a>, cioè ad una costruzione del mondo virtuale fedelissima al mondo reale, in cui sperimentare e presenziare in prima persona.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;importanza della socialità nel cinema del futuro</h2>



<p>Abbiamo visto, parlando della prospettiva in prima persona, che la tecnologia ci permette ormai di decidere un luogo, in un determinato momento storico, e vivere virtualmente in esso. Ma una cosa sarà importante: <strong>dovremo viverlo con gli altri</strong>.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="200" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/09/sociality-300x200.jpg" alt="Gruppo di ragazzi seduti su un divano." class="wp-image-580" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/09/sociality-300x200.jpg 300w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/09/sociality.jpg 640w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure></div>


<p>La socialità è un tema da non sottovalutare: <strong>non esiste una vita da soli</strong>. Per ricostruire il reale nel virtuale, devono quindi essere necessariamente presenti altri esseri umani (e viventi in generale). E una concreta interazione con essi.</p>



<p>Fondamentalmente, la realtà è un concetto insito nella nostra mente. Molte cose sono reali per me e per te, mentre altre lo sono solo per uno di noi due. La realtà &#8220;mediata&#8221; ha una complessità insita in questo, principalmente perché deve poter riprodurre una sintesi delle nostre realtà personali.</p>



<p>Mi spiego meglio con un esempio: <em>Aurora</em> ha l&#8217;abitudine di chiamare sua madre in caso di problemi. Nella sua realtà, la mamma è sempre presente. Le dà consigli, la abbraccia, le offre il suo sostegno costante. <em>Marco</em>, invece, ha un brutto rapporto con sua mamma. Ha sempre avuto problemi, ha provato per anni ad aiutarla ma senza alcun risultato.</p>



<p>La realtà di Aurora richiede una mamma amorevole e molto presente, al contrario quella di Marco la rigetta. <strong>Gli sceneggiatori del nuovo cinema dovranno quindi essere in grado di cadere nell&#8217;iperrealismo, senza causare incidenti morali con alcuno degli spettatori.</strong> Come si risolve questo? I personaggi importanti potranno, o forse dovranno, essere ambigui. Un carattere ambiguo che permetta a ognuno di &#8220;accettarlo&#8221; mischiando la propria realtà interiore con quella riprodotta e quindi &#8220;mediata&#8221;. Vederli, insomma, un po&#8217; come si vuole.</p>



<p>In definitiva, la parte &#8220;statica&#8221; del mondo reale, come alberi e case, è sempre presente. E facilmente riproducibile. Di contro, la parte umana, la parte sociale, rappresenta una scelta definitivamente più complessa seppur non insuperabile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.darioriccio.com/che-cosa-cinema-esperienziale/">Che cos&#8217;è il cinema esperienziale</a> è apparso primo per <a href="https://www.darioriccio.com">Il Futuro del Cinema - di Dario Riccio</a>.</p>
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		<title>Il cinema immersivo è il futuro</title>
		<link>https://www.darioriccio.com/il-cinema-immersivo-e-il-futuro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario Riccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jul 2022 11:27:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[cinema immersivo]]></category>
		<category><![CDATA[immersività]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
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		<category><![CDATA[udito]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cos'hanno in comune Douglas Trumbull, Matthew Shifrin e tanti altri? Vogliono rendere il cinema più immersivo. Per salvare la sala dalla lenta agonia che sta vivendo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.darioriccio.com/il-cinema-immersivo-e-il-futuro/">Il cinema immersivo è il futuro</a> è apparso primo per <a href="https://www.darioriccio.com">Il Futuro del Cinema - di Dario Riccio</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
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<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-0-1" style="width:100%" controls><source type="audio/mpeg" src="https://www.darioriccio.com/podcast-player/435/il-cinema-immersivo-e-il-futuro.mp3?_=1"/>https://www.darioriccio.com/podcast-player/435/il-cinema-immersivo-e-il-futuro.mp3</audio></span></p>



<p>Il cinema attuale, derivazione moderna dell&#8217;antico analogico, ha cinque caratteristiche: <em>struttura statica</em> e <em>lineare</em>, <em>modalità duale</em>, <em>episodico</em>, prevalentemente in <em>terza persona</em> e <em>non interattivo</em>. Vedremo più avanti cosa vuol dire ognuna di queste voci, mentre continuo a pensare a <strong>quello che sarà il cinema del futuro</strong>, al cinema immersivo, e a come realizzarne un buon prototipo.</p>



<p>Ho iniziato questo articolo in un treno svizzero, e l&#8217;ho terminato dell&#8217;affascinante <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=2ahUKEwjy5aWB1_r4AhXd7rsIHWstCiwQFnoECAsQAQ&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.instagram.com%2Fespaijoliu%2F&amp;usg=AOvVaw0H7Z4m6TmIklGbELvZOLC-" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Espai Joliu</a> di Barcellona. Amo i treni, il fatto di poter lavorare o rilassarsi mentre ci si sposta tra due località. Tra i miei benefit aziendali c’è l’abbonamento generale a tutti i mezzi di trasporto in Svizzera: la mia fortuna. Alcuni giorni di congedo lavorativo, approfitto per raggiungere Domodossola (la prima località italiana oltre confine), o girare in lungo e in largo per il Paese degli Elvezi, che riserba sorprese e angoli magici un po&#8217; ovunque.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="755" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/07/switzerland-ge24d15d39_1920-1024x755.jpg" alt="Treni alla stazione di Spiez, in Svizzera." class="wp-image-411" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/07/switzerland-ge24d15d39_1920-1024x755.jpg 1024w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/07/switzerland-ge24d15d39_1920-300x221.jpg 300w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/07/switzerland-ge24d15d39_1920-768x566.jpg 768w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/07/switzerland-ge24d15d39_1920-1536x1132.jpg 1536w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/07/switzerland-ge24d15d39_1920.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Treni a Spiez, Svizzera</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Quanto conta l&#8217;immersività nel cinema del futuro</h2>



<p>Faccio parte del filone di pensiero, ormai sempre più in voga, che immagina per il cinema un&#8217;unica evoluzione: il <strong><em>cinema immersivo</em></strong>. Secondo i puristi, o &#8220;tradizionalisti&#8221;, il cinema deve essere lasciato così com&#8217;è. Ma abbiamo <a href="https://www.darioriccio.com/2022/02/02/innoviamo-il-cinema-moderno/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">già visto</a> che, in fondo, non per forza hanno ragione.</p>



<p>Come avrete notato, non sono affatto cadenzato nella pubblicazione di articoli sul mio blog. Non amo i piani editoriali online, preferisco la qualità alla quantità, evitando articoli poco approfonditi solo per uscire &#8220;venerdì alle 7&#8221;. Questo articolo mi ha richiesto giorni di ricerche, forse di più, e chiaramente il blog non è la mia attività primaria, ma ne è venuta fuori una carrellata di idee e di personaggi che spero sia una risposta definitiva alla domanda: <em>come sarà il cinema del futuro?</em></p>



<p>In pochi hanno provato ad innovarlo seriamente, e in questo articolo ne conosceremo alcuni. Di certo non per mancanza di mercato. Piuttosto per mancanza di risorse, ultimamente sempre più proiettate al lucroso, e più gestibile, mondo virtuale.</p>



<p><em>Questo articolo segue da: </em><a href="https://www.darioriccio.com/2022/02/02/innoviamo-il-cinema-moderno/">Innovare il cinema moderno</a></p>



<h2 class="wp-block-heading" id="vantaggi-e-svantaggi-del-cinema-moderno">Vantaggi e svantaggi del cinema moderno</h2>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="214" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/07/mobile-phone-g260c3d7f7_640-300x214.jpg" alt="Ragazza che sta guardando un film con lo smartphone." class="wp-image-415" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/07/mobile-phone-g260c3d7f7_640-300x214.jpg 300w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/07/mobile-phone-g260c3d7f7_640-210x150.jpg 210w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/07/mobile-phone-g260c3d7f7_640.jpg 640w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure></div>


<p>Riflettevo sui vantaggi del cinema per com’è concepito oggi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Se ne può usufruire in mobilità, anche qui sul treno.</li>



<li>Si possono compiere altre azioni, delegando all’audiovisivo il mero ruolo di compagno.</li>



<li>Se ne può usufruire in compagnia.</li>
</ul>



<p><strong>Altri vantaggi li chiedo a voi</strong>, vi prego davvero di commentare. <strong>Passando agli svantaggi:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Le modalità di fruizione si aggiornano poco da decenni.</li>



<li>Non è in grado di “riempire” tutti i sensi dello spettatore.</li>
</ul>



<p>Andiamo quindi a creare un sistema, usando tecnologia già esistente, in grado di ridurre al minimo questi svantaggi.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="analisi-dei-vantaggi-e-svantaggi-del-cinema-moderno">Analisi dei vantaggi e svantaggi del cinema moderno</h2>



<h3 class="wp-block-heading" id="1-si-puo-usufruire-del-cinema-in-mobilita">1) Si può usufruire del cinema in mobilità</h3>



<p>Chiaramente, il cinema “old style” per definizione è destinato alla sala. Una produzione, per rientrare dei costi, deve però essere fruibile dal maggior numero di persone possibili. Un buon sostituto al piccolo schermo sono i visori per la realtà virtuale, che permettono di visualizzare video stereoscopici a 360°.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="2-si-puo-fare-altro-mentre-si-guarda-un-film">2) Si può fare altro mentre si guarda un film</h3>



<p>Qui la realtà virtuale, allo stato attuale, mostra tutti i suoi limiti a causa dell&#8217;isolamento completo che crea. Bypassare questo limite è forse possibile con la realtà aumentata, o con un serio aggiornamento della tecnologia di virtual reality esistente.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="3-si-puo-guardare-un-film-in-gruppo">3) Si può guardare un film in compagnia</h3>



<p>Progettando un aggiornamento del sistema cinema inteso come &#8220;sala cinematografica&#8221;, da decenni esiste una tecnologia usata soprattutto nella divulgazione scientifica: il <strong>fulldome</strong>, cioè proiezioni in una cupola. Lo stesso sistema non è nuovo però alla sperimentazione filmica, anche da parte di grandi Maestri del passato.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="4-le-modalita-di-fruizione-si-aggiornano-poco-da-decenni">4) Le modalità di fruizione si aggiornano poco da decenni</h3>



<p>Il primo svantaggio del cinema è piuttosto una constatazione. Se, da una parte, grandi registi o aziende hanno portato innovazioni immense nelle modalità di ripresa (pensiamo all&#8217;<strong><a href="https://www.mymovies.it/film/2009/avatar/news/tutteleinnovazionidelfilm/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Avatar</a></strong> di <em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/James_Cameron" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cameron</a></em> con una <a href="https://www.mo-sys.com/what-is-motion-capture-and-how-does-it-work/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Motion Capture</a> all&#8217;ennesima potenza, o alla <a href="https://www.ilm.com/stagecraft/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Industrial Light &amp; Magic</strong></a> che insieme ad <strong><a href="https://www.unrealengine.com/en-US/virtual-production" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Epic</a></strong> ha dato il là ad una seria Virtual Production), poco si è fatto per le sale.</p>



<p><strong>Il passaggio dalla pellicola al digitale</strong>, senza volerlo sminuire, <strong>è equiparabile al cambio della nostra TV di casa</strong>. Miglior qualità, minori costi di distribuzione, al massimo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cinema_tridimensionale" target="_blank" rel="noreferrer noopener">stereoscopia</a> ma per il resto tutto come prima.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="5-non-e-in-grado-di-riempire-il-maggior-numero-di-sensi-dello-spettatore-un-secolo-fa-grande-innovatore-il-cinema-di-oggi-non-riesce-ad-offrire-quel-qualcosa-in-piu-rispetto-ad-altri-strumenti-piu-moderni-un-esempio-guardando-un-ipad-o-la-tv-il-campo-visivo-coperto-dall-immagine-e-di-circa-25-lo-schermo-cinematografico-in-media-copre-un-campo-visivo-di-50-su-360-dipende-molto-dalla-posizione-in-sala-e-necessario-incrementarlo-se-davvero-si-vuole-offrire-ancora-quell-effetto-wow-che-vale-il-prezzo-del-biglietto-se-davvero-vogliamo-far-sentire-gli-spettatori-immersi-nella-proiezione-nell-ambiente-rappresentato-l-acustica-e-sempre-stata-molto-buona-i-sistemi-dolby-digital-attuali-gia-permettono-un-ottima-immersivita-cio-che-manca-e-ancora-il-tatto-l-olfatto-e-perche-no-anche-il-gusto">5) Non è in grado di “riempire” tutti i sensi dello spettatore.</h3>



<p id="5-non-e-in-grado-di-riempire-il-maggior-numero-di-sensi-dello-spettatore-un-secolo-fa-grande-innovatore-il-cinema-di-oggi-non-riesce-ad-offrire-quel-qualcosa-in-piu-rispetto-ad-altri-strumenti-piu-moderni-un-esempio-guardando-un-ipad-o-la-tv-il-campo-visivo-coperto-dall-immagine-e-di-circa-25-lo-schermo-cinematografico-in-media-copre-un-campo-visivo-di-50-su-360-dipende-molto-dalla-posizione-in-sala-e-necessario-incrementarlo-se-davvero-si-vuole-offrire-ancora-quell-effetto-wow-che-vale-il-prezzo-del-biglietto-se-davvero-vogliamo-far-sentire-gli-spettatori-immersi-nella-proiezione-nell-ambiente-rappresentato-l-acustica-e-sempre-stata-molto-buona-i-sistemi-dolby-digital-attuali-gia-permettono-un-ottima-immersivita-cio-che-manca-e-ancora-il-tatto-l-olfatto-e-perche-no-anche-il-gusto">Un secolo fa grande innovatore, il cinema di oggi non riesce ad offrire quel &#8220;qualcosa in più&#8221; rispetto ad altri strumenti più moderni.</p>



<p id="5-non-e-in-grado-di-riempire-il-maggior-numero-di-sensi-dello-spettatore-un-secolo-fa-grande-innovatore-il-cinema-di-oggi-non-riesce-ad-offrire-quel-qualcosa-in-piu-rispetto-ad-altri-strumenti-piu-moderni-un-esempio-guardando-un-ipad-o-la-tv-il-campo-visivo-coperto-dall-immagine-e-di-circa-25-lo-schermo-cinematografico-in-media-copre-un-campo-visivo-di-50-su-360-dipende-molto-dalla-posizione-in-sala-e-necessario-incrementarlo-se-davvero-si-vuole-offrire-ancora-quell-effetto-wow-che-vale-il-prezzo-del-biglietto-se-davvero-vogliamo-far-sentire-gli-spettatori-immersi-nella-proiezione-nell-ambiente-rappresentato-l-acustica-e-sempre-stata-molto-buona-i-sistemi-dolby-digital-attuali-gia-permettono-un-ottima-immersivita-cio-che-manca-e-ancora-il-tatto-l-olfatto-e-perche-no-anche-il-gusto">Guardando un iPad o una TV moderna, il campo visivo coperto dall&#8217;immagine è di circa 25°. Lo schermo cinematografico, in media, copre un campo visivo di 50° sui 360 della sfera (dipende molto dalla posizione in sala). È necessario incrementarlo, se davvero si vuole tornare ad offrire quell&#8217;effetto &#8220;wow&#8221;, dovuto all&#8217;immersione, che vale il viaggio e il biglietto.</p>



<p id="5-non-e-in-grado-di-riempire-il-maggior-numero-di-sensi-dello-spettatore-un-secolo-fa-grande-innovatore-il-cinema-di-oggi-non-riesce-ad-offrire-quel-qualcosa-in-piu-rispetto-ad-altri-strumenti-piu-moderni-un-esempio-guardando-un-ipad-o-la-tv-il-campo-visivo-coperto-dall-immagine-e-di-circa-25-lo-schermo-cinematografico-in-media-copre-un-campo-visivo-di-50-su-360-dipende-molto-dalla-posizione-in-sala-e-necessario-incrementarlo-se-davvero-si-vuole-offrire-ancora-quell-effetto-wow-che-vale-il-prezzo-del-biglietto-se-davvero-vogliamo-far-sentire-gli-spettatori-immersi-nella-proiezione-nell-ambiente-rappresentato-l-acustica-e-sempre-stata-molto-buona-i-sistemi-dolby-digital-attuali-gia-permettono-un-ottima-immersivita-cio-che-manca-e-ancora-il-tatto-l-olfatto-e-perche-no-anche-il-gusto">L&#8217;acustica è già molto buona; i sistemi Dolby Digital permettono un&#8217;ottima immersività. Ciò che manca, è ancora il <strong>tatto</strong>, l&#8217;<strong>olfatto</strong> e, perché no, anche il <strong>gusto</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="perche-la-realta-virtuale-non-funziona">Perché la realtà virtuale non è popolare</h2>



<p>Ho cercato di capire il perché non si abbia mai voglia di mettere il casco in testa, e mi ha certamente aiutato un <a href="http://eprints.gla.ac.uk/271016/1/271016.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">recente paper / sondaggio</a> della University of Glasgow firmato da <a href="https://it.linkedin.com/in/laurabajor" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Laura Bajorunaite</a>, <a href="http://www.dcs.gla.ac.uk/~stephen/aboutme.shtml" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Stephen Brewster</a> e <a href="https://www.gla.ac.uk/schools/computing/staff/juliewilliamson/#researchinterests,publications,articles" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Julie R. Williamson</a>.</p>



<p>Il paper tratta nello specifico l&#8217;uso dei visori VR nei trasporti pubblici, di per sé un luogo di frequente fruizione cinematografica. Ma il discorso è allargabile, con i dovuti adattamenti, un po&#8217; più in generale.</p>



<p>Alla base ci sono chiaramente motivazioni di <strong>sicurezza</strong> personale, ma anche di <strong>confort</strong>. L&#8217;accettazione sociale è inoltre ancora lontana, rendendo &#8220;stupidi&#8221; gli utenti VR agli occhi degli altri passeggeri. Si fanno, ancora, passi avanti per rendere il proprio mondo virtuale più integrato con il reale.</p>



<p>Ad esempio, gettare un occhio di tanto in tanto al mondo reale con le videocamere installate sul visore, o avere indicazioni sul posizionamento degli altri esseri umani nello spazio reale, può tranquillizzarci. Bisogna evitare una Virtual Reality completa a favore dell&#8217;<strong>Augmented Virtuality</strong>; così definita già nel 1999 dal Prof. <em><a href="https://www.mie.utoronto.ca/faculty_staff/milgram/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Paul Milgram</a></em> nella sua linea di continuità da mondo reale a mondo virtuale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="296" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/07/Virtual-Reality-Continuum-1024x296.jpg" alt="" class="wp-image-374" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/07/Virtual-Reality-Continuum-1024x296.jpg 1024w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/07/Virtual-Reality-Continuum-300x87.jpg 300w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/07/Virtual-Reality-Continuum-768x222.jpg 768w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/07/Virtual-Reality-Continuum-1536x445.jpg 1536w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/07/Virtual-Reality-Continuum.jpg 1624w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Virtual Reality Continuum, di Paul Milgram</figcaption></figure>



<p>Vi invito a leggere il paper per approfondire, ma il concetto di cui dobbiamo tener considerazione è che l&#8217;immersività totale è un problema.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il cinema immersivo</h2>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="276" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/07/Transportation__Travel_Pavilion-300x276.jpg" alt="New York World's Fair del 1964" class="wp-image-378" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/07/Transportation__Travel_Pavilion-300x276.jpg 300w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/07/Transportation__Travel_Pavilion.jpg 640w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption class="wp-element-caption">New York World&#8217;s Fair del 1964, con il &#8220;Moon Dome&#8221; di&nbsp;<em>To The Moon and Beyond</em>&nbsp;in primo piano. Foto di Doug Coldwell da Wikipedia.</figcaption></figure></div>


<p>Abbiamo già percorso dettagliatamente la storia del cinema fulldome (articolo <a href="https://www.darioriccio.com/2022/03/05/video-fulldome-il-cinema-del-futuro/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">disponibile qui</a>), ma <em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/To_the_Moon_and_Beyond" target="_blank" rel="noreferrer noopener">To the Moon and Beyond</a></em> (Verso la Luna e oltre), è da molti considerato come il primo film immersivo della storia. Il primo a coprire un campo visivo di 360°, filmato con la tecnica <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cinerama" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cinerama</a> usando una singola lente fish-eye, su pellicola 70mm a 18 fps, e proiettato nel tetto di una grande cupola alta circa 30 metri.</p>



<p>Se il suo utilizzo era ancora in qualche modo &#8220;didattico&#8221;, ci si allontanava dai canoni astronomici per portare invece un maggior coinvolgimento verso le tematiche del trasporto. Il film influenzò anche Stanley Kubrick, tanto da assumere i suoi creatori come consulenti VFX per il leggendario <em>2001: Odissea nello spazio</em>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Lester_Novros" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lester Novros</a> e il nostro prossimo protagonista: <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Douglas_Trumbull"><em>Douglas Trumbull</em></a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Douglas Trumbull, una missione: salvare il cinema</h2>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="200" height="300" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/07/Douglas_Trumbull_2007-200x300.jpg" alt="Douglas Trumbull" class="wp-image-391" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/07/Douglas_Trumbull_2007-200x300.jpg 200w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/07/Douglas_Trumbull_2007.jpg 681w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /><figcaption class="wp-element-caption">Douglas Trumbull. Immagine di <a href="https://www.flickr.com/people/64636204@N00" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Jorge Ferrer</a> da Wikipedia.</figcaption></figure></div>


<p><em>Douglas Trumbull</em> è stato un uomo con una grande idea: <strong>i film possono essere più realistici e più coinvolgenti di quanto già siano</strong>.</p>



<p>Mi sarebbe piaciuto conoscerlo di persona, era un mito per me. Tentai di scrivergli un paio di volte offrendomi di andarlo a trovare nei suoi <em>Trumbull Studios </em>nelle <a href="https://www.google.ch/maps/place/83+New+Marlboro-Southfield+Rd,+Great+Barrington,+MA+01230,+Stati+Uniti/@42.1079709,-73.2421418,17z/data=!3m1!4b1!4m5!3m4!1s0x89e76fc86b4078e5:0x9f728c507853d409!8m2!3d42.1079669!4d-73.2399531" target="_blank" rel="noreferrer noopener">campagne del Massachusetts</a>, ma non ottenni purtroppo risposta. Forse gli indirizzi che avevo non erano più attuali, forse era troppo impegnato oltre che anziano. Non so, fatto sta che ormai non è più tra noi se non tramite i suoi studi che ancora hanno il tempo per cambiare la storia del cinema.</p>



<p>Fu uno dei più grandi esperti al mondo di effetti speciali, prima analogici e poi digitali. Creatore di strabilianti capolavori grafici nel top della produzione hollywoodiana dello scorso secolo (<a href="https://www.imdb.com/title/tt0062622/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">2001: Odissea nello spazio</a>, <a href="https://www.imdb.com/title/tt0075860/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Incontri ravvicinati del terzo tipo</a>, <a href="https://www.imdb.com/title/tt0079945/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Star Trek</a>&#8230;). Dopo aver iniziato a fiutare il decadimento delle sale cinematografiche tradizionali, ha dedicato la sua intera esistenza nella ricerca di una soluzione. Che anche lui trovò nel <strong>cinema immersivo</strong>, come vero pioniere.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="463" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/07/1280px-2001_-_Odissea_nello_spazio-1024x463.jpg" alt="Una scena di 2001: Odissea nello spazio." class="wp-image-420" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/07/1280px-2001_-_Odissea_nello_spazio-1024x463.jpg 1024w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/07/1280px-2001_-_Odissea_nello_spazio-300x136.jpg 300w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/07/1280px-2001_-_Odissea_nello_spazio-768x347.jpg 768w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/07/1280px-2001_-_Odissea_nello_spazio.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Una scena di 2001: Odissea nello spazio</figcaption></figure>



<p>Forse per la sua abitudine all&#8217;analogico, a trovare sempre idee fisiche e reali piuttosto che creare una nuova app o un nuovo sistema per monetizzare il tempo degli utenti mentre sono soli o a casa, Douglas era un artigiano multinazionale. Di certo aveva l&#8217;arte nel DNA: suo padre, Donald (Pappy Trumbull per gli amici) si occupò di VFX sin dagli anni ’30. Non accreditato ufficialmente, lavorò ne “Il Mago di Oz” del 1939.</p>



<p>Fu proprio durante le riprese di 2001: Odissea nello Spazio che, solo venticinquenne, Doug creò il leggendario flusso di colori psichedelico &#8220;Slit Scan&#8221; sulla base della tecnica sviluppata poco prima da <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/John_Whitney_(animator)"><em>John Whitney</em></a> per <em>Vertigo</em>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Stanley Kubrick - 2001: A Space Odyssey, 1968 - Slit Scan Effect" width="678" height="381" src="https://www.youtube.com/embed/NaK4z3Fjpkk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div><figcaption class="wp-element-caption">Effetto Slit Scan in 2001: Odissea nello spazio</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;immersività è il futuro del cinema</h3>



<p>Riporto una parte di un&#8217;intervista fatta da <a href="https://filmmakermagazine.com/102741-interview-douglas-trumbull-2017/#.Ys1w7S8QOLc" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Filmmakermagazine.com</a> allo stesso Trumbull.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Se guardi al settore, si sta muovendo sempre di più verso esperienze immersive. Prendi la realtà virtuale, per esempio; il problema è che le persone non vogliono indossare il visore. L&#8217;immersività è ciò che la TV non può offrire; quando il 3D è decollato, tutti hanno iniziato a realizzare televisori 3D. Ma ora nessuno li fa più.</p>



<p>Penso che il problema fosse la miniaturizzazione. Quando guardi un&#8217;immagine 3D sul grande schermo, hai una figura di 6 piedi (1,82 metri) in piedi di fronte a te, mentre quando la metti su uno schermo TV hai come una figura di 6 pollici (15 cm). Quando ho preso i progetti su cui stavamo lavorando e gli ho riprodotti sullo schermo televisivo per vedere che aspetto avessero, l&#8217;effetto si è perso completamente.</p>
<cite>Douglas Trumbull</cite></blockquote>



<h3 class="wp-block-heading">Magi Pod: innovare la sala cinematografica </h3>



<p>Douglas Trumbull nei suoi ultimi anni di vita ha sviluppato con i Trumbull Studios un sistema che univa molti dei punti chiave per il rinnovamento delle sale cinematografiche. Una riprogettazione tanto dei sistemi di ripresa, quanto di proiezione. Alla base, la proiezione 4K a 120 fps risolve un problema già denunciato da Kubrick oltre 50 anni fa: <strong>il blur dei 24 fps è antipatico e irrealistico</strong>. Per questo già <em>2001: Odissea nello spazio</em> venne girato ad elevato framerate, seppur quasi nessuna sala si attrezzò per la riproduzione.</p>



<p>Trumbull desiderava riproporre la magia che lui stesso provava nel visitare gli schermi curvi del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cinerama" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cinerama</a> durante l&#8217;infanzia. Ma tecnicamente erano tanti i problemi da risolvere.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Risolvere i problemi della proiezione 3D</h3>



<p>Per cominciare, <strong>proiettare in stereoscopia richiede di dimezzare il framerate</strong> (o raddoppiare i proiettori, che risulterebbe antieconomico). Ciò vuol dire proiezione a 60 fps per occhio.</p>



<p>C’è poi un altro problema, più concreto: <strong>nei film 3D vengono registrate entrambe le immagini</strong> (destra e sinistra) <strong>in contemporanea</strong>. Ma <strong>vengono poi proiettate una dopo l’altra</strong>, alternativamente (occhio destro, sinistro, destro, sinistro ecc…). C’è quindi una piccola differenza non percettibile visivamente, ma non trascurabile dal nostro inconscio. Soluzione? <strong>Registrare le due immagini con una distanza di 180 gradi / otturatore</strong>, quindi alternativamente, come verranno poi proiettate. Il che risolve un secondo problema, che riguarda il &#8220;cinematic look&#8221;.</p>



<p><strong>L’elevato framerate</strong> non è infatti usato nel cinema perché <strong>rende il prodotto troppo simile al video e alla TV</strong>. Trumbull ha concluso quindi di aumentare l&#8217;effetto flicker originariamente dato dai 24 fps cinematografici grazie dalla registrazione dei fotogrammi destro e sinistro della stereoscopia con 180 gradi / otturatore di distanza. Oltre a ridurre la luminanza dello schermo (nel Magi pari a 14 FtL, meno di 50 lux), ma non riducendo il gain dello schermo stesso.</p>



<p>L&#8217;intero brevetto Magi ha come scopo aumentare il coinvolgimento del pubblico: si traduce nella proiezione nel <em><strong>Magi Pod</strong></em>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Douglas Trumbull MAGI POD" width="678" height="381" src="https://www.youtube.com/embed/pX_nqcVgkJw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>Un piccolo cinema, <strong>70 posti</strong> tutti in zona di miglior visione; <strong>schermo argentato toroidale</strong> (curvato sia orizzontalmente che verticalmente) con gain di 3x per aumentare contrasto e quindi immersività; <strong>32 speakers</strong> per effetto surround aumentato; <strong><a href="http://www.rotarywoofer.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">subwoofer rotativi</a></strong> in grado di raggiungere 1 Hertz, che creano un effetto &#8220;4D&#8221; con le assurde vibrazioni.</p>



<p>Anni di esperienza di Trumbull alla guida dei comparti tecnici dei più grandi blockbusters, in un unico, magico, cinema immersivo. Se la conoscenza deve andare sempre avanti, non si può non tenerne conto nella progettazione del cinema del futuro.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I riflessi incrociati nel cinema fulldome</h3>



<p>Progettando un cinema fulldome, le differenze con il <em>Magi Pod</em> sono tante e fondamentali. Il Magi non riempie infatti una cupola, ma solo una parte di essa. E non si può semplicemente &#8220;allargare&#8221; il campo visivo sino a comporre i 360 gradi. C&#8217;è un primo grande problema: i <strong>riflessi incrociati</strong>.</p>



<p>Chiunque abbia lavorato con schermi per proiezione ad alto guadagno si sarà infatti reso conto che uno schermo argentato e amplificato 3X è una specie di specchio. Riflettendo tanto la luce che arriva dall&#8217;esterno, quanto la stessa immagine proiettata da una parte all&#8217;altra nel caso di uno schermo convesso. Problema che sperimentò anche la produzione di Steven Spielberg, del 1991, <em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Back_to_the_Future:_The_Ride" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Back to the Future: The Ride</a></em>; riproposizione fulldome dell&#8217;originale <em>Ritorno al Futuro</em>.</p>



<p>Limitandone il raggio, e mantenendo gli spettatori entro un angolo ottimale di visualizzazione (quindi in posizioni centrali) il problema si riduce sin quasi ad azzerarsi. Ma una sfera completa deve necessariamente essere uno schermo bianco con rapporto di riflessione inferiore a 1, oppure la soluzione è tutta da studiare. E in questo caso dovremo sicuramente fare esperimenti pratici prossimamente. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Immersività nel cinema del futuro</h2>



<p>Difatti, quasi ogni studio pregresso di cui parliamo in questo articolo è in qualche modo legato al mondo digitale. Ma, come forse saprete, <strong>sono un convinto fautore della socialità e del ritorno alla vita reale</strong>.</p>



<p><strong>La sala dovrà somigliare ad una macchina dello spazio e del tempo</strong>, dove si entrerà in una dimensione totalmente nuova per tutta la durata della proiezione, e da cui se ne uscirà con un&#8217;esperienza completa. Soprattutto, in compagnia.</p>



<p>Il mondo si avvia verso la conquista dello spazio, che sarà inizialmente nelle possibilità di pochi eletti. Gli altri vorranno provare esperienze nuove, e dovranno farlo stando necessariamente a terra.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cinque sensi per un cinema immersivo</h2>



<p>Lo spettatore dovrà essere protagonista, pertanto <strong>anche la narrativa dovrà cambiare</strong>. Ricordiamo bene: senza scomodare l&#8217;intuito, il sesto, ci restano comunque altri <strong>cinque sensi</strong>.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="225" height="300" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/07/Henry-Jenkins-225x300.jpg" alt="Henry Jenkins" class="wp-image-402" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/07/Henry-Jenkins-225x300.jpg 225w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/07/Henry-Jenkins.jpg 750w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /><figcaption class="wp-element-caption">Henry Jenkins, da <a href="http://henryjenkins.org" target="_blank" rel="noreferrer noopener">http://henryjenkins.org</a></figcaption></figure></div>


<p>Il cinema attuale, duale, riesce a coprirne solo due: la <em>vista</em> e l&#8217;<em>udito</em>. E, soprattutto per la vista, possiamo fare molto per migliorare la situazione. Leggendo il numero di <a href="https://www.wired.it/article/wired-99-edicola-buon-divertimento/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Wired Italia</a> di dicembre 2021 (rivista che è sempre piena di spunti interessanti) ho trovato questo paragrafo in un articolo di <a href="http://henryjenkins.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Henry Jenkins</strong></a> (docente alla <a href="https://cinema.usc.edu/mediastudies/index.cfm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">University of Southern California</a>, per più di 10 anni direttore del programma di studi comparati sui media al Mit di Boston; non l’ultimo degli arrivati):</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Sono convinto che il metaverso non sarà il futuro sia perché apparecchi come i visori Oculus sono tremendi (soprattutto per chi, come me, porta gli occhiali), sia perché non è l’esperienza visiva a garantire il livello di immersione più alto, ma quella audio e aptica, come dimostrano decenni di studi e pionieri come Metthew Shifrin e Nonny de la Peña.</p>
<cite><strong>Henry Jenkins</strong></cite></blockquote>



<p>L’idea di Jenkins, in molti aspetti simile alla mia, mi ha incuriosito a conoscere il musicista <em><a href="https://www.linkedin.com/in/matthew-shifrin-243361ba/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Matthew Shifrin</a></em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Matthew Shifrin: i Lego e il cinema del futuro</h2>



<p><strong><em>Matthew Shifrin</em></strong> è un giovane musicista, cieco dalla nascita. Sin da piccolo appassionato di <strong><a href="http://lego.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lego</a></strong>, questi gli permettono di sperimentare, toccare, &#8220;vedere&#8221; senza occhi. Grazie al tatto, e quindi anche ai Lego, può capire come funziona il mondo; com&#8217;è fatto. Secondo il suo eloquente esempio, <strong>non potrà mai sapere che forma ha la Statua della Libertà senza arrampicarvisi</strong>. E arrampicarsi sulla Statua della Libertà può essere problematico&#8230; Pertanto, una piccola Statua di Lego svolge perfettamente la sua funzione.</p>



<p>È il suo tredicesimo anno di vita. Alla porta suona <em>Lilya</em>, amica di famiglia. Si avvicina a Matthew a passi leggeri, lo guarda e gli dice allegramente: ”Ho qualcosa per te!”. Matthew, confuso, le sorride mentre la donna gli pone un pacchetto tra le mani. Il bambino lo apre, toccando un foglio interamente scritto in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Braille" target="_blank" rel="noreferrer noopener">braille</a>: <strong>sono le istruzioni per costruire, da solo, le strutture Lego</strong>. Gli brillano gli occhi, tanto è felice. E vuole subito mettersi al lavoro.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Lego for the blind</h3>



<p>La vicenda lo porta a fondare, anni dopo, &#8220;<a href="http://legofortheblind.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lego for the blind</a>&#8220;. Un&#8217;associazione, con relativo sito web, dove scaricare istruzioni come queste per una trentina di prodotti Lego. E convince la stessa azienda a inserirle nei nuovi prodotti. Ha realizzato anche un sistema per aiutare i non vedenti a scalare le rocce, davvero geniale.</p>



<p>Sicuramente un personaggio interessante; ma vi starete chiedendo perché parliamo di lui in un articolo sul cinema del futuro. Vi capisco, ero talmente preso dalla sua storia che per un attimo l&#8217;ho fatto anch&#8217;io. Poi ho ricordato dove volevo arrivare.</p>



<p>Nel suo <a href="https://sites.suffolk.edu/suffolktedx/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>TEDx Talk</strong> alla <strong>Suffolk University</strong></a>, a partire dal minuto sei, lo spiega bene e in forma molto divertente (purtroppo è solo in inglese, ma potete usare i sottotitoli).</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Lego for the Blind | Matthew Shifrin | TEDxSuffolkUniversity" width="678" height="381" src="https://www.youtube.com/embed/Ls6JdUdogLQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Non vedenti al cinema del futuro</h3>



<p>Il punto è questo: <strong>se il mondo riesce ad essere immersivo per un non vedente, il cinema non potrà mai essere immersivo in maniera simile o uguale al mondo reale se non lo sarà per un non vedente</strong>. Il fatto che il cinema del futuro possa essere usufruito in maniera migliore anche da persone con disabilità, non potrà che essere un ottimo e stimolante effetto collaterale.</p>



<p>Mentre studia canto e fisarmonica al <a href="https://necmusic.edu" target="_blank" rel="noreferrer noopener">New England Conservatory</a> di Boston, continua a cercare soluzioni per rendere la vita moderna più adatta a persone come lui.</p>



<p>Nell’episodio 3 del suo podcast <a href="https://radiotopiapresents.fm/blind-guy-travels" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Blind Guy Travels</a>, Matthew descrive le uscite al cinema con il suo amico Ben. La necessità di avere Ben per descrivergli la parte visiva di ogni singola scena, e persino così non avere un’idea completa del tutto, lo porta a creare con la sua Università un apparecchio tattile per il cinema.</p>



<p>Con il supporto dell’<em>Entrepreneurial Musicianship Department</em> del New England Conservatory, Matt e il suo socio in affari hanno sviluppato un <strong>giubbotto vibrante programmabile</strong> integrato con una tecnologia che imita le sensazioni di ribaltamento, volo e caduta. Ciò consente a un nuovo pubblico di seguire efficacemente la saga Marvel <em>Daredevil</em>, un avvocato cieco che di notte diventa supereroe.</p>



<p>Ho scritto da alcuni giorni un’email al conservatorio chiedendo maggiori dettagli su questo sistema, senza purtroppo ricevere risposta. Mi riprometto di commentare questo articolo se avrò novità in futuro, la cosa è interessante.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Parleremo del cinema esperienziale</h2>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="200" height="300" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/07/pexels-cottonbro-8261572-2-200x300.jpg" alt="Ragazza al cinema con gli occhialini 3D." class="wp-image-422" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/07/pexels-cottonbro-8261572-2-200x300.jpg 200w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/07/pexels-cottonbro-8261572-2.jpg 640w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></figure></div>


<p>Ho pronta un&#8217;analisi delle caratteristiche del cinema attuale, e di come si evolvono nel cinema esperienziale. Di come quest&#8217;ultimo sia interattivo, immersivo, algoritmico e altri studi importanti ai fini della creazione del nostro cinema del futuro.</p>



<p>Ho deciso però di terminare l&#8217;articolo qui, stava diventando troppo lungo e dispersivo. Ho già copiato il testo in un nuovo post WordPress, che completerò al più presto e pubblicherò.</p>



<p>Vi rinnovo l&#8217;invito a commentare, a farmi partecipe di dubbi e critiche, e soprattutto a partecipare in questa innovazione nel caso sia di vostro gradimento. Potete anche scrivermi, il mio indirizzo è <a href="mailto:dario.riccio@gmail.com">dario.riccio@gmail.com</a>. A presto!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.darioriccio.com/il-cinema-immersivo-e-il-futuro/">Il cinema immersivo è il futuro</a> è apparso primo per <a href="https://www.darioriccio.com">Il Futuro del Cinema - di Dario Riccio</a>.</p>
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		<title>Influencer marketing per il cinema</title>
		<link>https://www.darioriccio.com/influencer-marketing-per-il-cinema/</link>
					<comments>https://www.darioriccio.com/influencer-marketing-per-il-cinema/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Riccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Apr 2022 13:09:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come si fa influencer marketing per il cinema? Scopriamo i problemi storici del cinema per studiare come usano oggi i social network.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.darioriccio.com/influencer-marketing-per-il-cinema/">Influencer marketing per il cinema</a> è apparso primo per <a href="https://www.darioriccio.com">Il Futuro del Cinema - di Dario Riccio</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>XXI Secolo. Terra. Il mondo degli influencer. Se avessimo detto 50 anni fa, che tempo qualche decennio sarebbero stati più i parlatori che gli auditori, qualcuno ci avrebbe sorriso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Com&#8217;è nato il marketing</h2>



<p>La progressiva diminuzione della censura mediatica nel mondo occidentale, iniziata <a href="https://www.britannica.com/topic/Freedom-of-the-Press-Act-of-1766" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nel 1766 in Svezia</a> e allargatasi fino ai giorni nostri (almeno, fino a pochi anni fa…) ha favorito la nascita di un gran numero di editori. Il numero di pubblicazioni aumentò considerevolmente, i giornali erano sempre più presenti e la comunicazione diventò una vera branca dell’economia.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/04/vecchio-quotidiano.jpg" alt="Antico quotidiano" class="wp-image-279" style="width:320px;height:213px" width="320" height="213" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/04/vecchio-quotidiano.jpg 640w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/04/vecchio-quotidiano-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /><figcaption class="wp-element-caption">Antico quotidiano</figcaption></figure></div>


<p>Fino agli anni ’90 dello scorso secolo, la situazione era comunque gestibile e passabile di previsioni da parte di un addetto marketing. C’erano alcune <strong>pubblicazioni locali</strong> e altre <strong>nazionali</strong>. Prima su <strong>carta stampata</strong>, poi <strong>radio </strong>e infine <strong>TV</strong>. Con un breve exploit dei <strong>cinegiornali</strong>, quando l’immagine in radiofrequenza era ancora un sogno futuro. <strong>Cambiava il mezzo, ma il linguaggio restava tutto sommato simile.</strong></p>



<p>Le <strong>agenzie pubblicitarie</strong> nacquero nel periodo della rivoluzione industriale, quando per la prima volta  l’offerta di beni superava la domanda. C’era quindi bisogno di trovare acquirenti per questo mare di prodotti, di convincerli che si fosse migliori dei concorrenti. Inizialmente, nell’800, era ancora abbastanza semplice seppur senza un passato a cui attingere. Si provò quindi con qualche trafiletto sulla carta stampata, alcuni manifesti negli angoli delle città e il proprio prodotto era portato alla conoscenza dei più.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="400" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/04/renaudot.jpg" alt="Théophraste Renaudot" class="wp-image-281" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/04/renaudot.jpg 300w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/04/renaudot-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption class="wp-element-caption"> <em>Théophraste Renaudot</em></figcaption></figure></div>


<p><strong>Il primo pubblicitario della storia</strong>, fondatore del settimanale francese <em>La Gazette</em> nel 1631, fu <em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Th%C3%A9ophraste_Renaudot" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Théophraste Renaudot</a></em>. Un visionario vicino ai poveri, che oltre ad aver fondato quella che possiamo considerare la prima rivista moderna della storia, creò anche una sorta di agenzia interinale per ridurre la povertà dei più bisognosi.</p>



<p>Infine, tornando alla pubblicità, più il budget era elevato, più aumentava il numero di giornali locali in cui ci si poteva pubblicizzare. Fino a potersi permettere i nazionali, o ancor meglio allargarsi a varie nazioni. Basico.</p>



<p>Ma il cinema? Come si pubblicizzavano i film nello scorso secolo?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il marketing per il cinema nel XX secolo</h2>



<p>I pubblicitari del cinema dei primi anni (francesi prima, newyorkesi poi e infine hollywoodiani), <strong>iniziarono copiando la pubblicità teatrale</strong>, per poi comprendere di doversi conformare alla comunicazione dell’industria tradizionale.</p>



<p>Inizialmente si pensava infatti a vendere &#8220;un&#8217;esperienza”, non un prodotto. Si vendeva il cinema più come si sarebbe sponsorizzato un bel viaggio, piuttosto che come un bella automobile.</p>



<p>Non da meno, la produzione cinematografica degli albori era poco regolare, senza previsioni precise su se, e quando, il film venisse distribuito. Senza avere grandi idee sui futuri proventi e sulla durata migliori delle proiezioni per massimizzare il profitto.</p>



<p>Oggi può sembrare assurdo, ma dobbiamo considerare che all’epoca non c’erano molti dati a cui attingere. Era un mondo nuovo, fatto di sperimentazioni.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il cinema da prodotto a stile di vita</h3>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/04/ladri-di-biciclette.jpg" alt="Locandina del film Ladri di biciclette" class="wp-image-285" style="width:250px;height:340px" width="250" height="340" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/04/ladri-di-biciclette.jpg 500w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/04/ladri-di-biciclette-221x300.jpg 221w" sizes="(max-width: 250px) 100vw, 250px" /><figcaption class="wp-element-caption">Locandina del film &#8220;Ladri di biciclette&#8221;</figcaption></figure></div>


<p>Il dover vendere un prodotto per sua definizione non necessario, scoraggiava persino i migliori pubblicitari. <strong>Nessuno aveva la necessità fisiologica di vedere questo o quel film</strong> in particolare, né un film in generale. Dopo numerosi esperimenti, e gradualmente, si comprese che bisognava vendere un&#8217;esperienza; <strong>si doveva creare una community</strong>. Questa necessità di vedere il film,<strong> </strong>doveva in qualche modo<strong> essere legata ai bisogni primari dell&#8217;uomo.</strong></p>



<p>Si doveva creare nel pubblico urgenza, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/FOMO" target="_blank" rel="noreferrer noopener">FOMO</a>, per acquistare un prodotto che solo in seguito si sarebbe potuto apprezzare.</p>



<p>E per fare questo, <strong>era importante lasciare un messaggio forte e proprio alla società</strong>.</p>



<p><strong>Modificare lo stile di vita</strong>, <strong>creare movimenti</strong>, <strong>ideologie</strong>. Avere un impatto fortissimo sulla società del debito e del consumismo, deliberatamente voluta dal governo degli Stati Uniti dopo la <strong>Seconda Guerra Mondiale</strong> per risollevare le sorti di un’economia messa a dura prova.</p>



<p>Quel consumismo che è riuscito a migliorare lo stile di vita degli americani prima, e degli europei poi, fino a circa gli anni ’80 dello scorso secolo quando finì il ”sogno americano”. Il cinema coadiuvava questo sogno, e gli addetti alla comunicazione cinematografica volevano far breccia nel cuore della popolazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Collezionismo e maturità del community marketing</h3>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/04/movimenti.jpg" alt="Persone che manifestano contro il razzismo" class="wp-image-283" style="width:320px;height:479px" width="320" height="479" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/04/movimenti.jpg 640w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/04/movimenti-200x300.jpg 200w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></figure></div>


<p>Quindi non solo sala, non solo diritti TV, non solo VHS e DVD. <strong>Si sviluppò la cultura del ”gadget”</strong>, il <strong>collezionismo</strong>, i <strong>diritti d’immagine</strong> su ogni oggetto con la forma o il nome del proprio film o della proprio protagonista.</p>



<p>Dopo questi primi decenni tortuosi, finalmente il marketing per il cinema raggiunse i risultati sperati. <strong>Il cinema creava le mode, e poi le seguiva</strong>. A partire dagli anni ’50 ci fu una grande crisi: la nascita della TV causò una forte perdita di fatturato per le sale cinematografiche. Ma gli Studios erano sempre più vicini al loro pubblico, iniziando a progettare film che seguivano le tendenze in atto. <strong>Moti di ribellione</strong>, <strong>divertimento</strong>, <strong>fashion</strong>, <strong>rock ’n roll</strong>… Tutto per poter conquistare il pubblico, se non in sala, almeno nella TV di casa.</p>



<p>La stessa TV &#8220;passò quindi dall&#8217;essere uno svantaggio, a un grande vantaggio. Infatti l’uso della pubblicità in movimento e dei trailers, si rivelò ideale per il cinema; che poi, altri non è che il precursore di quella stessa televisione figlia e traditrice.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Marketing per il cinema &#8211; Letture consigliate</h3>



<h4 class="wp-block-heading">Libri in inglese</h4>



<p>Per maggiori informazioni, ci sono vari studi in inglese riguardo il marketing nel cinema. Alcuni più incentrati sulla parte pratica, una sorta di how-to, come&nbsp;<em><a href="https://www.amazon.it/Movie-Marketing-Opening-Picture-Giving/dp/187950538X#customerReviews" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Movie Marketing: Opening the picture and giving it legs</strong></a></em>&nbsp;di <em>Tiiu Lukk</em> (Los Angeles: Silman-James Press, 1997), <a href="https://www.amazon.it/Open-Wide-Hollywood-National-Obsession/dp/1401352006/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&amp;crid=YE99R1GO69S5&amp;keywords=Dade+Hayes+Open+wide&amp;qid=1648647715&amp;s=books&amp;sprefix=dade+hayes+open+wid%2Cstripbooks%2C301&amp;sr=1-1" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Open Wide: How Hollywood Box Office Became A National Obsession: Inside the Blockbuster Movie Factory</strong></a> di <em>Dade Hayes</em> e <em>Jonathan Bing</em> (New York: Miramax books/Hyperion, 2004) o <em><a href="https://www.amazon.it/Marketing-Moviegoers-Handbook-Strategies-Independents/dp/0240806875/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&amp;crid=2QPUR5H3QBGIE&amp;keywords=Marketing+to+Moviegoers%3A+A+Handbook+of+Strategies+Used+by+Major+Studios+and+Independents&amp;qid=1648647897&amp;s=books&amp;sprefix=marketing+to+moviegoers+a+handbook+of+strategies+used+by+major+studios+and+independents%2Cstripbooks%2C350&amp;sr=1-1" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Marketing to Moviegoers: A Handbook of Strategies Used by Major Studios and Independents</strong></a></em> di Robert Marich&nbsp;(Boston: Focal Press, 2005).</p>



<p>Altri testi sono più teorici, ideologici. Come <a href="https://www.amazon.it/Global-Hollywood-English-Toby-Miller-ebook/dp/B08HVDF1LB/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&amp;crid=OFFT3KXMRSPO&amp;keywords=Global+Hollywood&amp;qid=1648648027&amp;s=books&amp;sprefix=global+hollywood+%2Cstripbooks%2C312&amp;sr=1-1" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em><strong>Global Hollywood 2</strong></em></a>, di <em>Toby Miller</em> (Londra: British Film Institute, 2019), che studia l’influenza del cinema, soprattutto americano, nella società globale.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Studi disponibili gratuitamente in PDF</h4>



<p>Un’importante studio del 2013 di <em>Sheldon Hall</em>, <a href="http://shura.shu.ac.uk/6808/3/Hall_The_Picture_Worked_%28revised%29.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">liberamente scaricabile da questo link</a> (sito dello Sheffield Hallam University Research Archive), intitolato “<strong><em>Jerry Pickman: The Picture Worked. Reminiscences of a Hollywood publicist</em></strong>”, cita classici come <strong><em>The Greatest Show on Earth</em></strong> (<em>Cecil B. DeMille</em>, 1952), <strong><em>Shane</em></strong> (<em>George Stevens</em>, 1953) o <strong><em>Psycho</em></strong> (<em>Alfred Hitchcock</em>, 1960) e personaggi famosi come <em>Adolph Zukor</em> o <em>Alfred Hitchcock</em>, mettendo però in risalto l&#8217;aspetto umano del marketing.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/04/Dr-Strangelove.jpg" alt="Locandina del film Dottor Stranamore" class="wp-image-287" style="width:300px;height:447px" width="300" height="447" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/04/Dr-Strangelove.jpg 400w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/04/Dr-Strangelove-201x300.jpg 201w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption class="wp-element-caption">Locandina di &#8220;Dottor Stranamore&#8221;</figcaption></figure></div>


<p>Ci ricorda che la pubblicità cinematografica ha le sue incertezze, ma è anche un&#8217;impresa umana che coinvolge individui come <em>Jerry Pickman</em>, grande pubblicitario morto nel 2010 che dedicò oltre 50 anni al marketing nel cinema. La cui dedizione può trasformare anche un film ordinario in un successo straordinario. Ultimo ma non meno importante, questa visione apparentemente unica del business cinematografico ci mostra come il marketing per il cinema si sia sviluppato a livello industriale all&#8217;inizio degli anni &#8217;80, quando apparve il concetto che &#8220;ora vendi film come fossero hot dog, lo fanno tutti&#8221;.</p>



<p>Un ultimo consiglio di lettura viene da <em>Stanley Kubrick</em>. E’ interessante vedere il marketing con gli occhi di un regista, per comprendere come si possa conciliare arte e business. “<strong><em><a href="https://journals.openedition.org/inmedia/pdf/634" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Stanley Kubrick and the Marketing of&nbsp;Dr. Strangelove</a></em></strong>&#8221; (1964, <a href="https://journals.openedition.org/inmedia/pdf/634" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PDF scaricabile da qui</a>). A volte questi interessi convergono, spesso no. In questo testo <em>Peter Kramer</em>, attingendo agli archivi della <em>London University of the Arts</em>, descrive come Kubrick sia stato direttamente coinvolto nel marketing statunitense del Dottor Stranamore, sin dalle prime fasi. Al punto di impegnarsi a neutralizzare eventuali concorrenti.</p>



<p>Durante la produzione e la prima campagna promozionale del film, il famoso regista era molto abile nell’autopromozione; sebbene i materiali di marketing usati per la campagna marketing successiva all’uscita del film fossero stati incentrati su argomenti comuni come celebrità, commedia e sesso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli albori del Social Media Marketing per il cinema</h2>



<figure class="wp-block-video alignleft"><video controls src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/03/tsff_insta-1.mp4"></video><figcaption class="wp-element-caption">Toronto Silent Film Festival</figcaption></figure>



<p>Nel 2013, il <a href="http://torontosilentfilmfestival.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Toronto Silent Film Festival</a> fu tra i primi ad usare <a href="https://www.instagram.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Instagram</a> per promuoversi. Il metodo fu studiato dall&#8217;agenzia di marketing canadese <a href="https://www.cossette.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cossette</a>, ed era molto diverso dagli attuali: caricarono fotogrammi di film muti sul social americano, che scrollando la pagina andavano a comporre il film agli occhi dell&#8217;utente. Metodo originale, seppur non acquisì un gran seguito a causa del prematuro stato del social all&#8217;epoca.</p>



<p>Per curiosità, ecco gli account: <a href="https://www.instagram.com/tsff_1/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tsff_1</a>, <a href="https://www.instagram.com/tsff_2/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tsff_2</a> e <a href="https://www.instagram.com/tsff_3/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tsff_3</a>.</p>



<p>Sempre in quei primi anni social, si cercavano modi per portare su questi la promozione tradizionale. Pensiamo al caricamento dei trailers, che però a volte dovevano essere drasticamente ridotti visti i limiti di durata dei video. Con gli occhi di oggi, ancora una volta sistemi poco efficaci seppur usati. Quasi a dire, &#8220;almeno sto sui social&#8221;.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il film diventa funzionale al marketing</h3>



<p>Si cominciò ugualmente a progettare campagne più funzionali. Restando in tema Instagram, il <a href="https://www.imdb.com/title/tt2357129/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">film su Steve Jobs</a> dello stesso 2013 vide <a href="https://www.instagram.com/jobsthefilm/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un suo account ufficiale</a>, con <strong>pezzi di film</strong>, <strong>fotogrammi</strong>, <strong>brevi video</strong> e <strong>foto con frasi significative</strong>. Negli stessi anni si iniziarono a sperimentale <strong>nuovi <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rapporto_d%27aspetto" target="_blank" rel="noreferrer noopener">aspect ratios</a></strong> per i film, almeno quelli indie, senza rinunciare a critiche anche molto sentite da parte dei puristi del cinemascope. </p>



<p>Tutto per <strong>avvicinarsi al pubblico</strong>, che cambiava abitudini: da TV e PC, gli schermi più utilizzati diventavano quelli degli smartphone. Si tentò di usare il <strong>formato quadrato</strong>, come fece <a href="https://www.imdb.com/name/nm0230859/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Xavier Dolan</a> nel film <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mommy" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mommy</a>. Per poi rapidamente passare al <strong>formato verticale</strong>, in grado di riempire al meglio i piccoli schermi portatili e diminuire le distrazioni degli spettatori.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Mommy (Xavier Dolan) - Extrait" width="678" height="381" src="https://www.youtube.com/embed/ETPU_kKEf7o?start=51&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>Negli ultimi anni si è anche passati a pensare veri <strong>blockbuster in formato verticale</strong>. Video verticali di lunga durata possono però risultare meno fruibili, o causare perdita di concentrazione, visto il mancato riempimento della nostra visione periferica. Ugualmente, il regista russo <a href="https://www.imdb.com/name/nm0067457/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Timur Bekmambetov</strong></a> <s>nel 2021 ha realizzato il suo <em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/V2._Escape_from_Hell" target="_blank" rel="noreferrer noopener">V2. Escape from Hell</a></em> con scene in formato verticale, usando la tecnica dello <em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Screenlife" target="_blank" rel="noreferrer noopener">screenlife</a> </em>(mostrare le immagini come fossero riprese da uno smartphone, anche in modalità selfie)</s> [<strong>AGGIORNAMENTO</strong>: si tratta di un refuso, fu solo un&#8217;idea poi abbandonata quella di realizzare il film in verticale], e seguendo la serie distribuita nel 2019 in esclusiva su <strong>Snapchat </strong><em><a href="https://story.snapchat.com/p/c1225a10-c3a6-4338-a00c-a3c8b0ab90e1/1301939818377216" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dead of Night</a></em>.</p>



<p>Già una distribuzione cinematografica esclusiva Snapchat, fa capire i tanti tentativi che registi, produttori e aziende stavano, e stanno ancora, realizzando per avvicinarsi al mondo moderno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;importanza della socialità umana</h2>



<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;era degli influencers</h3>



<p>Quello che mancava i primi anni dei social era, paradossalmente, il lato sociale. Le persone vogliono conoscere altre persone, non vedere pubblicità. Vogliono comunicare, provare empatia per qualcuno, sentirsi meno sole. Questo portò alla naturale evoluzione del social media marketing: l&#8217;inizio dell’era degli influencer, e dell&#8217;influencer marketing per il cinema.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/04/pexels-artem-podrez-6003271-1.jpg" alt="Social influencers" class="wp-image-299" style="width:320px;height:180px" width="320" height="180" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/04/pexels-artem-podrez-6003271-1.jpg 640w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/04/pexels-artem-podrez-6003271-1-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></figure></div>


<p><strong>Oggi è l&#8217;era degli influencers</strong>. Che, tra le altre cose, stanno diventando sempre più importanti anche nel mondo della cultura. Non è più un critico cinematografico, una rivista di settore o un importante media a sancire il successo di una produzione; anche per la mancanza sempre marcata di più quell&#8217;antica fiducia giornalista / lettore, persa dopo decenni di parzialità (per interessi quasi sempre economici) del mondo editoriale. E che continua a distruggersi ancora oggi, come dimostra l’atteggiamento di molto utenti su temi quali la pandemia Covid-19 e la guerra in Ucraina.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/04/social-media.jpg" alt="" class="wp-image-301" style="width:320px;height:177px" width="320" height="177" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/04/social-media.jpg 640w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/04/social-media-300x166.jpg 300w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></figure></div>


<p>Sono invece le persone sui social network ad essere ascoltate con fiducia; in primis gli influencers, ma anche quelli che contano meno, utenti &#8220;<em>normofollowati</em>&#8221; che fanno breccia ancor più prepotentemente nel cuore di amici e parenti.</p>



<p>Insomma, se Gianni dice che devo vedere questo film&#8230; Vuol dire che devo vederlo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Gli attori / influencers</h3>



<p>L&#8217;influencer marketing è quindi adatto all&#8217;industria cinematografica? Ovviamente, <strong>le recensioni nei media tradizionali come la stampa o la televisione e la radio svolgono ancora un ruolo importante nell&#8217;ottenere pubblicità per film e produzioni televisive</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="264" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/04/news-1024x264.jpg" alt="Panoramica di New York e un'operatrice di camera" class="wp-image-303" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/04/news-1024x264.jpg 1024w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/04/news-300x77.jpg 300w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/04/news-768x198.jpg 768w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/04/news.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Abbiamo visto però che il ruolo dei media tradizionali nella comunicazione cinematografica sia scemato in favore della <strong>più genuina comunicazione interpersonale</strong> (il caro vecchio passaparola, tecnologicamente rivisitato).</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/04/pexels-jopwell-2422280.jpg" alt="" class="wp-image-305" style="width:320px;height:241px" width="320" height="241" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/04/pexels-jopwell-2422280.jpg 640w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/04/pexels-jopwell-2422280-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></figure></div>


<p>I ”consiglieri” visti di miglior occhio sono appassionati di cinema, indipendenti. Di solito conoscono il loro pubblico, intanto perché simile a loro e anche per la continua interazione tramite chat, commenti e citazioni. La fiducia data dall’aver comunicato direttamente, privatamente, con il proprio ”mito” non ha eguali (chi di voi è stato a cena con un personaggio famoso può capire più o meno l’effetto). E spesso sanno offrire prospettive originali che nessun altro può dare. </p>



<p>Ora, facciamo un passo avanti. <strong>Immaginiamo per un attimo che l’<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Celebrit%C3%A0_di_Internet" target="_blank" rel="noreferrer noopener">influencer</a> che stiamo seguendo, con cui stiamo parlando attivamente, è un attore nello stesso film</strong>. O, mettiamo, anche solo un tecnico. E che, come un amico, ci fa seguire le varie fasi della produzione, del dietro le quinte, ci chiede addirittura pareri sulla storia e, in caso ne fossimo esperti, sulla tecnica per la produzione del film stesso. Come andrebbe a finire? Otterremmo di certo uno sconto o un qualche vantaggio, vista ”l’amicizia” tra noi. Fosse anche la maglietta, il cappellino, il portachiavi, addirittura la possibilità di essere presenti sul set o alla premiere, o di far parte del cast magari con una comparsata. Le possibilità sono infinite, come <strong>infinita sarà la voglia di andare a vedere il ”nostro” film</strong>. Il film in cui partecipa un amico. Il film a cui abbiamo preso parte noi stessi. E cosa pensate, non lo diremmo a chiunque? Ecco, questo è il cuore del social media marketing per il cinema. Del marketing della fiducia, del ritorno al passaparola e alla vicinanza tra le persone.</p>



<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;importanza del coinvolgimento tra influencer</h3>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/04/influencers.jpg" alt="Intervista tra due persone" class="wp-image-307" style="width:320px;height:213px" width="320" height="213" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/04/influencers.jpg 640w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/04/influencers-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></figure></div>


<p>C’è una <strong>grande collaborazione</strong> nella comunità degli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Celebrit%C3%A0_di_Internet" target="_blank" rel="noreferrer noopener">influencer</a>. In primis sono colleghi, e tra colleghi ci si intende. Poi c’è una convenienza reciproca a conoscersi, soprattutto a farsi vedere insieme. I fans dell’uno diventano fans dell’altro, le possibilità di guadagno e di crescita si fanno più numerose.</p>



<p>Quindi, una volta che nella propria produzione si è pieni di influencer, diventa quasi automatico coinvolgerne di esterni. Altre persone che devono, altresì, essere emotivamente coinvolte. Quindi, inviti in area VIP e prime file alle anteprime, cene con la troupe. Come per i fans, ma le attività devono essere ovviamente più ”personalizzate”. L’influencer è abituato ad essere considerato importante, ed è quindi più complesso farlo sentire &#8220;migliore&#8221; degli altri.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/04/interview.jpg" alt="Persona intervistata in studio" class="wp-image-309" style="width:320px;height:220px" width="320" height="220" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/04/interview.jpg 640w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/04/interview-300x206.jpg 300w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></figure></div>


<p><strong>È importante far intervistare i propri attori da altri influencers</strong>, in modo simile alla vecchia stampa. Puntare anche a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Blog" target="_blank" rel="noreferrer noopener">blogger</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Podcasting" target="_blank" rel="noreferrer noopener">podcasters</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/YouTube" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Youtuber</a> esperti di cinema. Anche questi saranno felici di poter creare contenuti interessanti, e allo stesso tempo farsi conoscere dai fans delle proprie piccole star. </p>



<p>Sicuramente sono importanti le personalità collegate all’industria cinematografica, ma <strong>non bisogna</strong> assolutamente <strong>limitarsi a queste</strong>. Ci sono tante persone, tanti influencer anche piccoli, che si adattano per i motivi più vari a quel determinato prodotto che stiamo realizzando. E, di conseguenza, sarà in target il loro pubblico.</p>



<p>Un altro vantaggio, è che <strong>tutto questo è più economico rispetto alla pubblicità del passato</strong>. Richiede più impegno, mentale ma anche fisico, ma con la scelta delle giuste persone a monte i risultati possono essere inimmaginabili.</p>



<p>Resta un solo dubbio etico: <strong>un bravo attore, però poco capace di coinvolgere socialmente un pubblico, potrà non avere più le possibilità che aveva nel mondo di ieri</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;influencer marketing per il cinema ha un futuro?</h2>



<p>Questa è giusto una parentesi finale&#8230; Perché qui stiamo progettando il futuro, ed è giusto essere critici. Non sono qui per vendervi comunicazione social, ma per ragionare insieme.</p>



<p>Ormai le <em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/%C3%89lite_(sociologia)" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Elites</a> </em>hanno compreso benissimo l&#8217;importanza dei social. Questo potrà forse essere un male, perché chi comanda ha sempre un’antica idea in testa: <strong>il popolo è idiota</strong>. Per carità, potrei quasi dire sia vero. Ci facciamo rigirare come calzini ogni giorno dalle varie propagande (basti pensare a questo periodo, scrivo durante l&#8217;invasione / operazione speciale in Ucraina, il nome cambia rispetto a chi parla).</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="597" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/04/presidenti-americani-1024x597.jpg" alt="Presidenti americani" class="wp-image-312" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/04/presidenti-americani-1024x597.jpg 1024w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/04/presidenti-americani-300x175.jpg 300w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/04/presidenti-americani-768x448.jpg 768w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/04/presidenti-americani.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Qual è il problema, alias fortuna, in tutto ciò?</strong> Che tra miliardi di persone, ogni tanto qualcuno beve un bicchiere di troppo e inizia a ragionare. E ne esce un articolo in qualche strano blog o profilo social semi sconosciuto. Che altri, si tratti anche solo di 10 persone, leggono. E se una cosa è palesemente assurda, e quell&#8217;articolo la denuncia&#8230; Queste persone lo condividono. E poi ancora, e ancora, in una scala logaritmica di condivisioni che porta a riempire il web in pochi giorni.</p>



<p>Dicevo, problema e fortuna. <strong>Fortuna</strong>, perché non c&#8217;è più la miopia popolare di un tempo. Alla fine, molte cose diventano chiare seppur la politica del politically correct porta a non reagire. Stiamo zitti, ma almeno sappiamo. <strong>Problema</strong>, perché questo schema è riproducibile artificiosamente. E chi si occupa di propaganda politica lo sa bene&#8230; Si arriva quindi al paradosso che non sono più i giornalisti foraggiati dal Sistema a dirci ciò che il Sistema vuol farci sapere, bensì i nostri stessi amici. Riportando fake news, o rifiutando notizie reali ma che non sta bene divulgare.</p>



<p>Questo sarà un problema per i social? Ho paura di si, in futuro. Ci vorrà tempo, ma così come la carta stampata e le TV ieri, anche gli amici online perderanno la nostra fiducia un giorno. Socialmente, è preoccupante su più fronti. Ma dal punto di vista del business, iniziamo a ragionare su cosa potrà esserci dopo l&#8217;era degli influencer.</p>



<p>E <strong>manteniamo la qualità</strong>. Che, oltre ogni marketing, è la chiave per il successo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.darioriccio.com/influencer-marketing-per-il-cinema/">Influencer marketing per il cinema</a> è apparso primo per <a href="https://www.darioriccio.com">Il Futuro del Cinema - di Dario Riccio</a>.</p>
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		<title>Video fulldome: il cinema del futuro?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario Riccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Mar 2022 10:25:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[fulldome]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dallo studio del firmamento, al divertimento moderno. Possono le cupole, e il video fulldome, essere il cinema del futuro?</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.darioriccio.com/video-fulldome-il-cinema-del-futuro/">Video fulldome: il cinema del futuro?</a> è apparso primo per <a href="https://www.darioriccio.com">Il Futuro del Cinema - di Dario Riccio</a>.</p>
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<p class="wp-block-seriously-simple-podcasting-audio-player"><span>
<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-0-1" style="width:100%" controls><source type="audio/mpeg" src="https://www.darioriccio.com/podcast-player/327/video-fulldome-il-cinema-del-futuro.mp3?_=1"/>https://www.darioriccio.com/podcast-player/327/video-fulldome-il-cinema-del-futuro.mp3</audio></span></p>



<p>Il cinema del prossimo futuro possiamo descriverlo con tre semplici parole: tecnologia low budget. Non voglio dire che moriranno totalmente le grandi produzioni internazionali, che anzi daranno modo all’industria di sperimentare le ultime tecnologie e innovare il mondo. Ma le stesse tecnologie, stanno aprendo le porte a una nuova rivoluzione: quella che aggira i grandi Studios.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="un-cinema-piu-democratico">Un cinema più democratico</h2>



<p><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Virtual_studio" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Virtual Production</a> (mi è toccato anche scrivere la voce su Wikipedia Italia <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/16.0.1/72x72/1f603.png" alt="😃" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />), <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Motion_capture" target="_blank" rel="noreferrer noopener">motion capture</a>, internet, digitale e soprattutto formazione a basso costo, permettono di non essere più bloccati da budget gravosi. Anche nuovi registi, o tecnici, possono dire la loro con un modello sostenibile. Nel passato, <strong>low-budget</strong> significava spesso <strong>super-low-gain</strong>. Senza il supporto di finanziamenti pubblici (che soprattutto alle nostre latitudini portano avanti solo amici e parenti di <em>Chippuò</em>), era impossibile pensare di produrre un’opera cinematografica, anche un documentario di livello medio, senza perdere migliaia di Euro.</p>



<p>Tutto questo si rifletteva sui costi al pubblico, dettati dalle grandi lobbies che rendevano sconveniente per molte famiglie non benestanti il godimento della Settima Arte. Una giornata al cinema per una famiglia, ha tuttora un costo paragonabile a mesi di Netflix. I benefici della distribuzione digitale sono enormi, ma questo non è destinato ad essere l&#8217;unico metodo.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="le-capacita-personali-sono-piu-importanti-del-budget">Le capacità personali sono più importanti del budget</h2>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Unreal Engine 5 Like Looks Real Life!" width="678" height="381" src="https://www.youtube.com/embed/SV33j73Kqkw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div><figcaption>Le capacità di Unreal Engine 5</figcaption></figure>



<p><strong>Un bravissimo one-man-band, oggi può potenzialmente creare un film da solo</strong>. E un film di buon livello, soprattutto. La partecipazione di influencers può persino aiutare nella distribuzione (su questo farò un articolo prossimamente, ora che lo penso). Era inimmaginabile fino a pochi anni fa, vero?</p>



<p>Certo, è sempre stato possibile realizzare cinema no-budget. Migliaia, forse milioni, di giovani registi nel passato l’hanno fatto. Ma parlavamo di ben altri risultati: senza camere da decine o centinaia di migliaia di dollari (Red et similia), senza studi internazionali, senza enormi team di tecnici specializzati (che erano rari e costosi, viste le difficoltà intrinseche nella formazione), era al massimo possibile creare film fuori mercato e di qualità tendente più al basso livello che al medio. Qualità tecnica, ma anche limiti nello storytelling causati dall’impossibilità tecnica di riprodurre molte trovate dell’ingegno.</p>



<p>Oggi, non è più così. Un computer ben corazzato, con una scheda grafica al top e un motore di render real-time (tra i quali il più diffuso in ambito cinematografico, <a href="https://www.unrealengine.com/en-US/virtual-production" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Unreal Engine</a>, è distribuito gratuitamente…) permette di ottenere grafiche 3D che hanno poco da invidiare ai big. E possono far crescere tanto i piccoli produttori nel cinema del futuro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tecnologie per il cinema del futuro</h2>



<p>Passiamo quindi ad analizzare alcune delle tecnologie che potrebbero aiutarci nella nuova fruizione cinematografica. Inizialmente prevedevo di inserirne più di una già in questo articolo, ma vista la lungaggine ho preferito limitarmi a parlare qui del video fulldome, ripromettendomi un articolo nei prossimi giorni che proseguirà la trattazione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/02/planetario-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-190" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/02/planetario-1024x683.jpg 1024w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/02/planetario-300x200.jpg 300w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/02/planetario-768x512.jpg 768w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/02/planetario-1536x1024.jpg 1536w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/02/planetario.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Un planetario</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Fulldome video</h3>



<p>La proiezione video fulldome è una tecnologia che sostengo da anni. Si tratta della visualizzazione di una proiezione video sul tetto di una cupola, per avere una visione d&#8217;insieme semisferica. Uno dei migliori modi per sentirsi &#8220;all&#8217;interno&#8221; di una storia, senza l&#8217;utilizzo (e l’introversia) dei visori in realtà virtuale.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Breve storia dei planetari</h4>



<p>La tecnologia è tutt&#8217;altro che nuova. È infatti usata per divulgazione scientifica nei planetari di tutto il mondo. La costruzione a forma di cupola più antica oggi conosciuta risale al 500 a.C., realizzata dagli Etruschi. La storia dell&#8217;arte, e la visita a Chiese e strutture antiche in ogni angolo del mondo, ci insegna come questa forma sia stata spesso ripresa nelle varie epoche per rappresentare il cielo, il Paradiso e il firmamento.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/02/storia-planetari.jpg" alt="" class="wp-image-192" width="150" height="240" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/02/storia-planetari.jpg 300w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/02/storia-planetari-188x300.jpg 188w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><figcaption>Estratto dal libro</figcaption></figure></div>



<p>Per conoscere il primo planetario &#8220;funzionante&#8221; (intendo, in movimento), si deve attendere il 1229 quando <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Federico_II_di_Svevia" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Federico II di Svevia</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Imperatore_del_Sacro_Romano_Impero" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Imperatore del Sacro Romano Impero</a>, riportò in Italia una tenda con tetto a cupola su cui era appeso un <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Planetario_meccanico" target="_blank" rel="noreferrer noopener">planetario meccanico</a>: un meccanismo ad orologeria, con un globo al centro (rappresentante il Sole), dal quale partono alcune braccia che sorreggono i pianeti allora conosciuti. Per conoscere meglio la storia dei planetari meccanici, è interessante <a href="https://archive.org/details/Galaxy_v23n03_1965-02/page/n87/mode/2up" target="_blank" rel="noreferrer noopener">questo libro inglese</a> del 1965 (la lettura è libera e gratuita).</p>



<p>Il principale svantaggio, o differenza, dei primi planetari era la raffigurazione del cielo al contrario: l’osservatore vedeva il sistema solare come fosse all’esterno di esso, e non sulla Terra. Era ancora così nel 1774 quando l&#8217;astronomo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Eise_Eisinga" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Eise Eisinga</a> costruì, da solo, quello che oggi è il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Planetario_Reale_Eise_Eisinga" target="_blank" rel="noreferrer noopener">più antico planetario</a> ancora in funzione. Potete visitarlo se passate per la città di <em>Franeker</em>, nei Paesi Bassi.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/02/atlante-farnese.jpg" alt="" class="wp-image-198" width="180" height="240" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/02/atlante-farnese.jpg 360w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/02/atlante-farnese-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 180px) 100vw, 180px" /><figcaption>Atlante Farnese. Fonte: <a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/User:Lalupa" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lalupa</a></figcaption></figure></div>



<p>Tra XIX e XX secolo, le innovazioni furono tante e rapide. La nascita della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Carl_Zeiss_(azienda)" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Carl Zeiss</a> nel 1846, aumentò drasticamente la qualità degli strumenti ottici (che prima di allora erano prodotti senza progettazione preliminare, diciamo ”a tentativi”).</p>



<p>Si passò quindi a planetari meccanici sempre più precisi, e ha fatto storia l&#8217;<a href="https://www.adlerplanetarium.org/explore/exhibits/historic-atwood-sphere/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Atwood Globe</a> di Chicago. Una cupola metallica di circa 5 metri costruita nel 1913, con 692 buchi a rappresentare le stelle, e una lampada a rappresentare il Sole. Per la prima volta, la concezione del planetario era quella moderna: lo spettatore vedeva il cielo, come fosse sulla Terra sotto la vera volta celeste.</p>



<h4 class="wp-block-heading">I primi planetari moderni</h4>



<p>Nel corso del XX secolo l&#8217;evoluzione è continuata, i planetari sono passati da strumenti rari a disposizione di Re e scienziati, a luoghi di divulgazione scientifica aperti a tutti.</p>



<p>Il primo planetario a proiezione venne realizzato proprio dalla <a href="https://www.zeiss.com/planetariums/int/home.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Zeiss</a>, che nel 1923 provò nella sua cupola di 16 metri il primo <em>Proiettore planetario Carl Zeiss</em>. Ancora oggi, ovviamente aggiornati, sono usati da alcuni grandi planetari in alternativa ai sistemi digitali. Negli anni immediatamente seguenti aprirono planetari a Monaco, Roma, Mosca, Stoccolma, Milano, Amburgo e il primo extraeuropeo: il planetario di Chicago. Avanti così in tutto il mondo fino al 1983, l&#8217;anno della svolta digitale. La svolta, che mi ha portato a parlare di planetari in un articolo sul cinema del futuro.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Com&#8217;è nato il video fulldome</h4>



<p>Eccoci qui ad un punto fondamentale: com’è nato il video fulldome.</p>



<p>1983, dicevamo. Siamo negli States, a Richmond. Più precisamente, al Museo di Scienze della Virginia. Qui il mondo vede per la prima volta un videoproiettore digitale in un planetario. Era diverso dai proiettori a cui siamo abituati oggi: il <strong>Digistar I</strong>, prodotto dalla <em>Evans &amp; Sutherland</em>, utilizzava la proiezione calligrafica. Ammetto di essere ignorante in materia, mai nella mia vita ho avuto a che fare con questa tecnologia. E la <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Calligraphic_projection" target="_blank" rel="noreferrer noopener">breve voce su Wikipedia</a> aiuta poco. Di certo, era una proiezione vettoriale (quindi, per definizione, non realistica e poco dettagliata) e monocromatica (creata da un singolo raggio laser). Qualcuno può aiutarci a capirne il principio di funzionamento nei commenti? Sarebbe interessante, per pura curiosità storica.</p>



<p>Fatto sta, che poi sono arrivati gli anni &#8217;90 con i primi videoproiettori DLP e LCD. Nel 1996, la giapponese <em>GoTo Inc.</em> partorì il <strong>Virtuarium</strong>, specificatamente progettato per la proiezione di video scientifici stereoscopici in una cupola planetaria. Due anni dopo, <a href="http://media.definititheaters.com/files/brochures/Sky-Skan_Corporate_Brochure.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Sky-Scan</em></a> presentò <strong>SkyVision</strong>, la prima animazione digitale fulldome.</p>



<p>Gli apparati avevano ancora costi proibitivi, ma eravamo vicini a quello che oggi è un planetario digitale fulldome. E che potrà diventare il cinema del futuro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cinema fulldome economico: è possibile?</h2>



<p>Il problema dei planetari digitali, era dato dal costo degli apparati. Un videoproiettore ad alta risoluzione e buon contrasto negli anni &#8217;90 e 2000 aveva costi elevatissimi, decine o centinaia di migliaia di euro. Ancor di più con una buona lente fisheye in grado di proiettare su una superfice semisferica senza vistose distorsioni. Per risolvere il problema dobbiamo quindi tornare un po&#8217; indietro, anzi molto&#8230; Al 20 ottobre 1939, quando il newyorkese <em>James S. Conant</em> presentò all&#8217;ufficio brevetti quello che tre anni dopo diventerà l&#8217;<a href="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/02/brevettoUS2299682.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">U.S. Patent US2299682A</a>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Proiezione fulldome con specchio convesso</h3>



<p>Il brevetto trattava un sistema di ripresa e di proiezione (fotografica, per l’epoca) che potremmo definire “newtoniano”, dal nome dell’inventore del telescopio a riflessione. La tecnica non è stata usata nei planetari fino al 2003, quando <strong><a href="http://paulbourke.net/dome/index.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Paul Bourke</a></strong>, docente universitario australiano, la riprese per adattarla all’allora crescente business dei piccoli planetari digitali.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-full is-resized"><a href="http://paulbourke.net/dome/faq/" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/03/proiezionesferica.gif" alt="" class="wp-image-213" width="360" height="180"/></a><figcaption>Immagine da: paulbourke.net</figcaption></figure></div>



<p>Il principio è molto semplice: l’immagine viene proiettata tramite con un classico obiettivo per schermi piani (un videoproiettore normale, per intenderci) verso uno specchio convesso molto simile agli specchi di sorveglianza che fino a qualche anno fa si vedevano agli angoli di ogni supermercato. Questo specchio devia quindi l’immagine verso il soffitto della cupola, permettendole di mantenere le giuste proporzioni.</p>



<p>Per mantenere buoni dettagli, è importante evitare il più possibile le riflessioni secondarie causa di immagini fantasma. È per questo che si suole evitare gli economici specchi di sorveglianza, preferendo (per meglio dire, necessitando) specchi a prima superficie. Sono specchi con la superficie riflettente (argentatura, solitamente alluminio o argento), sovrapposta ad un supporto. Il contrario di ciò che avviene nei normali specchi (chiamati <em>di seconda superficie</em>) che hanno il materiale riflettente dietro un altro trasparente come vetro o acrilico (per proteggerlo). Per maggiori informazioni, l’azienda produttrice di specchi Abrisa ha redatto <a href="https://abrisatechnologies.com/application-notes/first-vs-second-surface-mirror/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un articolo interessante</a> sulle differenze tra i due tipi di specchi.</p>



<p>Il problema di tali specchi è la delicatezza, e il rischio di annerimento dello stesso (che deve quindi essere trattato periodicamente). Ai fini di una proiezione fulldome andrebbe anche bene un’argentatura con alluminio, meno costosa, in quanto il sistema utilizzato per i telescopi newtoniani ha necessità scientifiche di natura ben diversa (per massimizzare le frequenze dello spettro luminoso riflesse).</p>



<h3 class="wp-block-heading">Dubbi della comunità scientifica</h3>



<p>La rivista <a href="https://www.ips-planetarium.org/page/plntrn" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Planetarian</a>, redatta dall’<a href="https://www.ips-planetarium.org" target="_blank" rel="noreferrer noopener">International Planetarium Society</a>, nel <a href="https://cdn.ymaws.com/www.ips-planetarium.org/resource/resmgr/planetarian/v30n1-March2001.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">numero di marzo 2001</a> pubblicò vari commenti circa il probabile utilizzo, in futuro, dei planetari come luogo di divertimento slegato dai fini scientifici. Interessante Ken Miller, quando cita il proprietario di un piccolo cinema che, dopo aver provato varie innovazioni tecnologiche, affermava che la causa di un brutto guadagno è sempre un brutto film, una brutta sceneggiatura e una brutta recitazione. Conta il messaggio, non il mezzo. E in questo mi ritrovo d’accordo in parte. Posso sostenere, dalla mia esperienza, che lo stesso messaggio con un mezzo migliore, resta un messaggio migliore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il cinema del futuro sarà fulldome?</h2>



<p>In questo articolo è ancora presto per dare una risposta definitiva. Nelle prossime settimane analizzeremo altri dettagli e altre tecnologie, resto però discretamente convinto che il fulldome possa essere un ottimo compromesso nel XXI secolo. La tecnologia ci ha abituato a strumenti sempre più immersivi, e gli investimenti nella realtà virtuale e nella realtà aumentata degli ultimi anni spingono in questa direzione.</p>



<p>Ero molto entusiasta della realtà virtuale, ma negli ultimi tempi inizio a pensare che il suo futuro potrà essere meno roseo del previsto. Attendo l’entrata nel settore della <a href="https://www.macrumors.com/roundup/apple-glasses/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Apple</a> per farmi un’idea più chiara, per ora il maggior sponsor è <a href="https://about.facebook.com/meta/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Meta Inc.</a>, a.k.a. Facebook, azienda che nonostante l’opinione comune non si è mai distinta per le sue capacità di predizioni future. Un’azienda che è cresciuta grazie ad una singola buona idea del suo fondatore Zuckemberg e alla sua capacità di attrarre investimenti, ma che successivamente si è sviluppata solo grazie all’acquisizione di buone idee, quasi alternativa, ben funzionanti nello stesso settore.</p>



<p>La realtà virtuale avrà comunque un buon successo per le finalità per cui è stata inizialmente progettata. Ha forti potenzialità nel gaming e in contesti culturali e formativi, e la sua spinta mediatica potrà servire a far crescere l’interesse verso un’innovazione della narrazione per immagini per avvicinarsi ad una ”realtà virtuale collettiva”.</p>



<p>Per come immagino la situazione ad oggi, sarà la realtà aumentata a prenderci il maggior tempo durante la giornata. Un’analisi sull’uso dell’AR per un’interattività nel cinema del futuro sarà anche fondamentale. </p>



<p>Come al solito, sarei molto felice se creiamo un dibattito. Vi invito quindi a commentare, a criticare o a dare nuovi spunti sotto questo articolo. E ringraziandovi, vi do appuntamento ai prossimi giorni per un prossimo viaggio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.darioriccio.com/video-fulldome-il-cinema-del-futuro/">Video fulldome: il cinema del futuro?</a> è apparso primo per <a href="https://www.darioriccio.com">Il Futuro del Cinema - di Dario Riccio</a>.</p>
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		<title>Il futuro della tecnologia nell&#8217;arte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario Riccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Feb 2022 19:36:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[3d]]></category>
		<category><![CDATA[arti visive]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vengo da una mostra interattiva sul Deep Fake in ambito artistico, ospitata nei padiglioni del Politecnico di Losanna (EPFL). Questa istituzione svizzera, che nel 2019 sviluppò la tecnologia per il riconoscimento dei deepfake &#8220;umani&#8221;, è un’eccellenza a livello mondiale nel campo della scienza e tecnologia. Vuole aiutarci a comprendere il futuro della tecnologia nell&#8217;arte. Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.darioriccio.com/il-futuro-della-tecnologia-nellarte/">Il futuro della tecnologia nell&#8217;arte</a> è apparso primo per <a href="https://www.darioriccio.com">Il Futuro del Cinema - di Dario Riccio</a>.</p>
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<p>Vengo da una mostra interattiva sul Deep Fake in ambito artistico, ospitata nei <a href="https://epfl-pavilions.ch/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">padiglioni del Politecnico di Losanna (EPFL)</a>. Questa istituzione svizzera, che <a href="https://actu.epfl.ch/news/epfl-develops-solution-for-detecting-deepfakes/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nel 2019 sviluppò la tecnologia per il riconoscimento dei deepfake</a> &#8220;umani&#8221;, è un’eccellenza a livello mondiale nel campo della scienza e tecnologia. Vuole aiutarci a comprendere il futuro della tecnologia nell&#8217;arte.</p>



<p>Il tema è attualissimo; il digitale permette di creare falsi artistici quasi indistinguibili dall&#8217;originale. Ma permette anche <strong>la fruizione delle opere lontano dai luoghi d’origine</strong>, per aggirare problemi politici o di sicurezza. Ed è su questo che si sono concentrati gli organizzatori, per valutare la capacità di una copia di provocare emozioni durevoli nel tempo.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="gli-strumenti-della-tecnologia-nell-arte">Gli strumenti della tecnologia nell&#8217;arte</h2>



<p><strong>In un’esposizione moderna l’interattività è tutto</strong>. Da anni sostengo il ”museo”, inteso come grandi stanze/parcheggio di oggetti, morto nella maggior parte dei casi. Fanno eccezione alcuni capolavori che ancora oggi attirano per la loro fama migliaia se non milioni di esperti e curiosi, ma non è la norma. In Svizzera oltre il 75% dei musei non raggiunge le 5000 presenze l’anno. Ma anche in Italia la frequentazione negli ultimi anni è aumentata (escludendo il periodo pandemia). Questo lascia immaginare che ci si sta muovendo nella giusta direzione per rimodernare il servizio offerto.</p>



<p>Gli strumenti usati per aggiungere la tecnologia nel mondo dell&#8217;arte sono soprattutto <strong>schermi touch</strong>, <strong>ologrammi</strong>, le <strong>realtà mista,</strong> <strong>aumentata </strong>e <strong>virtuale</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="proiezione-3d-multi-view-o-multi-spettatore">Proiezione 3D multi-view, o multi-spettatore</h3>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/02/multi-view-projection-768x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-70" width="384" height="512" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/02/multi-view-projection-768x1024.jpeg 768w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/02/multi-view-projection-225x300.jpeg 225w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/02/multi-view-projection.jpeg 900w" sizes="(max-width: 384px) 100vw, 384px" /><figcaption>Schermo multi-view con occhiali 3D e tracking 6 DOF</figcaption></figure></div>



<p>Mea culpa, non ero a conoscenza di una tecnologia bellissima: la proiezione 3D multi-view, o multi-spettatore. Il funzionamento è semplice sulla carta, seppur tecnicamente complesso a causa dell&#8217;enorme quantità di dati da trattare. Un videoproiettore, nello specifico l’<em><a href="https://www.digitalprojection.com/emea/dp-projectors/insight-4k-hfr-360/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Insight 4K HFR 360</a></em> (giocattolo da oltre 300.000 dollari), proietta ben 360 fotogrammi al secondo in risoluzione 4K. Questo framerate eccezionale, abbinato ad occhiali 3D attivi (ovviamente sincronizzati con quel framerate), permette di avere la riproduzione contemporanea di 3 diversi video stereoscopici, regalando 60 fps ad ogni singolo occhio.</p>



<p>L’ho provato e, a parte <strong>la scomodità intrinseca nell’uso di occhiali attivi per un utilizzatore di occhiali “normali”</strong> come me, la visione è perfetta.</p>



<p>A migliorare ancora la situazione, il tracking <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/6dof" target="_blank" rel="noreferrer noopener">6DOF</a> (con sei gradi di libertà, capisce dove guardiamo e dove siamo nella stanza). Sistema simile, se non uguale, a quelli usati per i visori VR HTC Vive (o i vecchi Oculus). In parole semplici, il video 3D cambia di prospettiva mentre ci muoviamo all&#8217;interno della stanza, per ottenere l&#8217;effetto di &#8220;vedere dietro&#8221; gli oggetti proiettati. Un cambio di parallasse, copiato dalla realtà virtuale. E anche qui, un bel modo di aggiungere la tecnologia nell&#8217;arte.</p>



<p>Una nota sul protagonista: la digitalizzazione con tecnica laser e scanner, dell&#8217;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abbazia_di_Monte_San_Michele" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Abbazia di Monte San Michele</a> a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bamberga" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bamberga</a> (Germania). Chiusa nel 2012 per essere ristrutturata a seguito di importanti danni strutturali, è così virtualmente visitabile.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="INSIGHT 4K HFR 360 Highlights" width="678" height="381" src="https://www.youtube.com/embed/O3X95xzFs4o?start=5&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div><figcaption>Video dal sito ufficiale del produttore</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading" id="fotogrammetria-3d-automatica-con-il-cultarm3d">Fotogrammetria 3D automatica con il CultArm3D</h3>



<figure class="wp-block-video alignleft"><video controls muted src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/02/cultarm3d-2.mp4"></video></figure>



<p>In un mondo sempre più automatizzato, dove degli umani si ha sempre meno bisogno (vi sembra un problema questo?), non fa neanche più effetto vedere un braccio robotico che si fotografa in lungo e in largo una maschera per ricrearla in 3D. È il <a href="https://www.cultarm3d.de/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CultArm3D</a>.</p>



<p>Si tratta nello specifico di una riproduzione 3D della maschera Samurai del periodo Edo. E questo è il primo scanner al mondo in grado di produrre una copia perfetta in 3D sfruttando la fotogrammetria 3D automatica. Prodotto dalla ricerca del <a href="https://www.igd.fraunhofer.de/en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fraunhofer Institute for Computer Graphics</a>, di <em>Darmstadt </em>(Germania), riesce a calcolare le dimensioni dell&#8217;oggetto, a scansionarlo (persino in caso di materiali riflettenti), a ricrearlo in tempo reale a colori in 3D per poi essere usato in realtà virtuale o aumentata, o stampato.</p>



<p>La stampa 3D realistica è possibile grazie allo sviluppo della stampa 3D adattiva a colori. In questo caso specifico, sono usate le tecnologie della israeliana <a href="https://www.stratasys.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Stratasys</a>. Il tutto con un obiettivo dichiarato: mostrare opere antiche senza il rischio di rovinare gli originali.</p>



<p>Per come la vedo io, bene ma non benissimo&#8230; Manca la poesia in un oggetto del genere, e non so in quanti lo sostituirebbero al vero originale. Ciò non toglie che in casi diversi dalla stampa, una macchina del genere permette risparmi di tempo notevoli per la digitalizzazione del patrimonio culturale mondiale (e in Italia, da fare ce n&#8217;è parecchio).</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="l-intelligenza-artificiale-ci-pone-all-erta">L&#8217;intelligenza artificiale ci pone all&#8217;erta</h3>



<figure class="wp-block-video alignright"><video controls src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/02/trust_ai-1.mp4"></video></figure>



<p>Questo è ciò che per primo si immagina pensando al futuro della tecnologia nell&#8217;arte. Simpatica, e al contempo un po&#8217; terrificante, <a href="https://zkm.de/en/trust" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Trust AI</a> ci invita a sederci dinanzi a lei, toglierci la mascherina perché possa vederci meglio e rispondere alle sue domande.</p>



<p>Il suo viso è un ologramma, ci informa dei nostri dati personali (età, sesso, colore dei capelli) e pirata progressivamente il nostro volto fino ad assumere le nostre sembianze. Nel suo discorso, dopo averci &#8220;rubato&#8221; la personalità, ci tiene a metterci all&#8217;erta riguardo i dati che condividiamo online; come questi possano essere usati per scopi poco nobili da malintenzionati.</p>



<p>L&#8217;intelligenza artificiale causa pericoli? Sicuramente si, ma non più di tante altre innovazioni tecnologiche. E installazioni artistiche come questa aiutano il pubblico a comprenderne il funzionamento, per potersene difendere meglio.</p>



<p>L&#8217;opera è stata prodotta da <a href="https://www.bernd-lintermann.de/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bernd Lintermann</a> e <a href="https://www.studio-hertweck.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Florian Hertweck</a> al <a href="https://zkm.de/en/about-the-zkm/organization/hertz-lab" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ZKM | Hertz-Lab</a>, in risposta proprio all&#8217;inquietante diffusione dei <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Deepfake" target="_blank" rel="noreferrer noopener">deepfakes</a>. Vi invito a leggere il <a href="https://zkm.de/en/trust" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lungo articolo</a> (purtroppo in inglese) in cui descrivono il progetto; è decisamente interessante.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="la-realta-aumentata-per-visitare-monumenti-storici">La realtà aumentata per visitare monumenti storici</h3>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/02/grotta-ar1.jpg" alt="" class="wp-image-89" width="375" height="500" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/02/grotta-ar1.jpg 500w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/02/grotta-ar1-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 375px) 100vw, 375px" /></figure></div>



<p>Bello, divertente per i bambini, ma a parte questo <strong>la visita di una grotta riprodotta in 3D</strong>, visualizzata in realtà aumentata con un iPad in mano, <strong>non la reputo il miglior modo per usare la tecnologia nell&#8217;arte</strong>. Trovo sia qualcosa di inutile, un puro esercizio di stile; non me ne vogliano i creatori che anzi sono stati eccezionali.</p>



<p>Intendiamoci, stiamo parlando di una delle <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Grotte_di_Mogao" target="_blank" rel="noreferrer noopener">grotte di Mogao</a>, vicino la città di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dunhuang" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dunhaung </a>(Cina) risalente alla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dinastia_Tang" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dinastia Tang</a>. Pertanto, qualcosa di molto antico messo in pericolo dall&#8217;eccesso di turismo. Ben vengano le rappresentazioni digitali, ma questo è al 100% il campo della realtà virtuale: uno sconfinamento dell&#8217;AR, non produce gli stessi risultati.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/02/grotta-ar2.jpg" alt="" class="wp-image-90" width="250" height="334" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/02/grotta-ar2.jpg 500w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/02/grotta-ar2-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 250px) 100vw, 250px" /></figure></div>



<p>Tenere il grosso tablet in mano è scomodo, per iniziare. E dal momento che è tutto ricostruito in 3D, perché non approfittare della VR per sembrare di ritrovarsi davvero lì, e non a camminare in un cubo nero con delle trame bianche disegnate sul muro?</p>



<p>La realtà aumentata può davvero fare tanto per migliorare la qualità di una visita turistica, ma nel vero luogo. Ci si può far aiutare da un iPad per riprodurre scene di vita del passato, leggende, video descrittivi di un particolare punto&#8230; Ma <strong>una mera visita virtuale, facciamola nel modo giusto</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="realta-aumentata-che-ci-fa-riflettere">Realtà aumentata che ci fa riflettere</h3>



<p>Appena entrati nell&#8217;esibizione, due opere destano curiosità. Il &#8220;Reclining Pan&#8221; di cui parleremo tra poco, e un piedistallo bianco isolato. Questo è la base per &#8220;<a href="https://www.jeffreyshawcompendium.com/portfolio/golden-calf/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">The Golden Calf</a>&#8220;, il <em>vitello d&#8217;oro</em>, di <strong>Jeffrey Shaw</strong>. Un vitello che prende forma solo puntando l&#8217;oggetto con un iPad che, grazie alla realtà aumentata, lo riproduce.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/02/golden-calf-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-101" width="384" height="288" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/02/golden-calf-1024x768.jpg 1024w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/02/golden-calf-300x225.jpg 300w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/02/golden-calf-768x576.jpg 768w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/02/golden-calf.jpg 1200w" sizes="(max-width: 384px) 100vw, 384px" /><figcaption>Immagine dal sito dell&#8217;EPFL</figcaption></figure></div>



<p>L&#8217;importanza di The Golden Calf è ben chiara pensando all&#8217;anno di produzione: 1994. Shaw è stato un vero pioniere nel mondo della realtà aumentata, e ovviamente nella sua forma originale non c&#8217;era un iPad ma uno schermo dotato di motion tracking magnetico <em><a href="https://polhemus.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Polhemus</a></em>, tra le pochissime aziende ad offrire questa tecnologia sul finire dello scorso secolo.</p>



<p>L&#8217;effetto più interessante sono le riflessioni sul vitello. Quattro telecamere poste ai lati del piedistallo, riproducono la nostra immagine sul soggetto a dargli quel tocco di realismo in più. E a rendere l&#8217;opera sempre diversa, a voler rendere lo spettatore stesso un co-autore. E il vitello, sfuggente, è oggetto dei nostri desideri.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="stampa-3d-per-la-salvaguardia-della-scultura">Stampa 3D per la salvaguardia della scultura</h3>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/02/reclining-pan.jpg" alt="" class="wp-image-102" width="350" height="272" srcset="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/02/reclining-pan.jpg 700w, https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/02/reclining-pan-300x233.jpg 300w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /><figcaption>Immagine dal sito dell&#8217;artista</figcaption></figure></div>



<p>Il &#8220;Reclining Pan&#8221; (Pan sdraiato), è la copia moderna di una copia antica. L&#8217;opera originale è attribuita allo scultore fiorentino Francesco Da Sangallo, realizzata intorno al 1535. A sua volta, si trattò di una copia di cui però l&#8217;originale è andato perduto.</p>



<p>L&#8217;artista contemporaneo <a href="http://oliverlaric.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Oliver Laric</strong></a> ne ha realizzato una scansione in 3D (che potete scaricare gratis da <a href="https://threedscans.com/saint-louis-art-museum/reclining-pan/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Three D Scans</a>), stampandola poi in tanti materiali diversi. Ne viene un&#8217;opera nuova, moderna, e provocatoria. Rimette in discussione la veridicità del post-originale nell&#8217;era moderna, rifiutando il postulato della singolarità dell&#8217;arte e della sua proprietà privata.</p>



<p><em>Laric</em>, per la sua opera divulgativa, ha messo molte opere scansionate in 3D a disposizione, gratuitamente, di chiunque voglia scaricarle dal sito <a href="https://threedscans.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Three D Scans</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="nuove-strade-per-il-futuro-della-tecnologia-nell-arte">Nuove strade per il futuro della tecnologia nell&#8217;arte</h2>



<p>Non ho descritto qui tutte le opere, che erano oltre 20. Ho voluto parlare di quelle che più di tutte fanno riflettere sui cambiamenti che la tecnologia sta portando nel mondo dell&#8217;arte. Oltre a queste, è da citare anche la blockchain che in questa sede era rappresentata dall&#8217;opera multimediale &#8220;<a href="http://www.ricegallery.org/eve-sussman" target="_blank" rel="noreferrer noopener">89 secondi a Alcázar</a>&#8220;, di <a href="https://it.frwiki.wiki/wiki/Eve_Sussman" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Eve Sussman</a>. Video i cui diritti sono stati divisi in 2.304 &#8220;atomi&#8221; di 20&#215;20 pixel, e venduti tramite blockchain. E la cui riproduzione all&#8217;EPFL era piena di buchi, in quanto alcuni proprietari di atomi non hanno acconsentito alla pubblica visualizzazione gratuita.</p>



<p>Un futuro luminoso, in cui il pubblico dominio sarà sempre più importante. Ma allo stesso tempo, un futuro in cui gli artisti avranno sempre più modi per vivere delle loro creazioni, per diffonderle al mondo intero.</p>



<p>In cui sarà più semplice realizzare mostre d&#8217;arte tematiche, anche in piccole realtà, senza gli enormi costi per il trasporto di opere di grande valore.</p>



<p>In cui gli spettatori, potranno ammirare e studiare le opere d&#8217;arte di tutto il mondo, e di tutte le epoche, senza la necessità di fare migliaia di chilometri. Che, per carità, è bello. Ma a volte, e per alcuni, impossibile.</p>
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		<title>Innovare il cinema moderno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario Riccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Feb 2022 21:26:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In pausa lavorativa tra le montagne svizzere, sotto il cielo grigio di inizio febbraio, mi perdo a ragionare sul cinema moderno. Quello che vede le sale vuote (e no, il Covid c’entra solo in parte). Quello che vede funzionare più le serie che i lungometraggi. Hollywood, come Bollywood o la nostra Cinecittà, puntano tutto su [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.darioriccio.com/innoviamo-il-cinema-moderno/">Innovare il cinema moderno</a> è apparso primo per <a href="https://www.darioriccio.com">Il Futuro del Cinema - di Dario Riccio</a>.</p>
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<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-0-1" style="width:100%" controls><source type="audio/mpeg" src="https://www.darioriccio.com/podcast-player/159/innoviamo-il-cinema-moderno.mp3?_=1"/>https://www.darioriccio.com/podcast-player/159/innoviamo-il-cinema-moderno.mp3</audio></span></p>



<p>In pausa lavorativa tra le montagne svizzere, sotto il cielo grigio di inizio febbraio, mi perdo a ragionare sul <a data-type="URL" data-id="https://it.wikipedia.org/wiki/Cinema" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cinema" target="_blank" rel="noreferrer noopener">cinema</a> moderno. Quello che vede le <strong><a data-type="URL" data-id="https://it.wikipedia.org/wiki/Cinema_(luogo)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cinema_(luogo)" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sale</a> vuote</strong> (e no, il Covid c’entra solo in parte). Quello che vede funzionare più le serie che i lungometraggi. <em>Hollywood</em>, come <em>Bollywood </em>o la nostra <em>Cinecittà</em>, puntano tutto su questo. <strong>Ma davvero il cinema moderno può andare avanti così?</strong> O, almeno, davvero vogliamo perdere un luogo di divertimento, socializzazione, così importante quale era la sala cinematografica nello scorso secolo?</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h2 class="wp-block-heading" id="breve-storia-del-cinema-moderno">Breve storia del cinema moderno</h2>



<p></p>



<h3 class="wp-block-heading" id="quando-al-cinema-moderno-c-era-rossellini">Quando al “cinema moderno” c’era Rossellini</h3>



<p>Ricordo con affetto quando mio padre mi parlava del cinema Patini di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Castel_di_Sangro" data-type="URL" data-id="https://it.wikipedia.org/wiki/Castel_di_Sangro" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Castel di Sangro</a>, nostro paese natale, ai giorni della sua infanzia. Classe 1937, subito dopo la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Seconda_guerra_mondiale" data-type="URL" data-id="https://it.wikipedia.org/wiki/Seconda_guerra_mondiale" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Seconda Guerra Mondiale</a> la situazione in Europa era tutt’altro che rosea. C’era tanto da ricostruire, si viveva in un clima di costante tensione a causa della Guerra Fredda.</p>



<p>Gli Stati Uniti erano l’unica potenza in forma, e il cinema di massa non poteva che venire da lì. Vero, eravamo in periodo <a rel="noreferrer noopener" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Maccartismo" data-type="URL" data-id="https://it.wikipedia.org/wiki/Maccartismo" target="_blank">maccartista</a> con regole non limpidissime. Questo nome deriva dal senatore <a rel="noreferrer noopener" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Joseph_McCarthy" data-type="URL" data-id="https://it.wikipedia.org/wiki/Joseph_McCarthy" target="_blank">Joseph McCarthy</a>, il quale perseguitò e imprigionò centinaia di progressisti nel 1953/54. In un clima di isteria politica collettiva, ogni idea innovativa veniva associata ai Comunisti. Personaggi come l’attore <a rel="noreferrer noopener" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Charlie_Chaplin" data-type="URL" data-id="https://it.wikipedia.org/wiki/Charlie_Chaplin" target="_blank">Charlie Chaplin</a>, i registi <a rel="noreferrer noopener" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Jules_Dassin" data-type="URL" data-id="https://it.wikipedia.org/wiki/Jules_Dassin" target="_blank">Jules Dassin</a> e <a rel="noreferrer noopener" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Joseph_Losey" data-type="URL" data-id="https://it.wikipedia.org/wiki/Joseph_Losey" target="_blank">Joseph Losey</a> furono costretti all’esilio. I ribelli, su tutti gli “<em>Hollywood Ten</em>” (10 sceneggiatori che si appellarono alla libertà di espressione americana), finivano giustamente al gabbio. <a rel="noreferrer noopener" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Walt_Disney" data-type="URL" data-id="https://it.wikipedia.org/wiki/Walt_Disney" target="_blank">Walt Disney</a> e altri si salvarono denunciando i colleghi… <strong>Se puoi sognarlo, sicuramente puoi farlo</strong> (che poi, questa frase è dell&#8217;<em><a rel="noreferrer noopener" href="https://disneyimaginations.com/about-imaginations/about-imagineering/" data-type="URL" data-id="https://disneyimaginations.com/about-imaginations/about-imagineering/" target="_blank">Imagineer</a></em> Disney Tom Fitzgerald, non di Walt come comunemente si pensa).</p>



<p></p>



<h3 class="wp-block-heading" id="il-cinema-degli-stati-uniti-alla-conquista-del-mondo">Il cinema degli Stati Uniti alla conquista del mondo</h3>



<div class="wp-block-image is-style-default"><figure class="alignleft size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/02/Apertura_Petersham_Odeon-1.jpg" alt="" class="wp-image-39" width="375" height="287"/></figure></div>



<p>Nonostante ciò, l’America ne usciva a testa alta. La storia del cinema ci insegna che le maggiori case produttrici cinematografiche unirono le forze sotto la <em>MPEAA </em>(Motion Picture Export Association of America) per sottomettere gli avversari nel mercato internazionale, e il governo del Paese guidato da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Franklin_Delano_Roosevelt" data-type="URL" data-id="https://it.wikipedia.org/wiki/Franklin_Delano_Roosevelt" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Roosevelt</a> prima e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Harry_S._Truman" data-type="URL" data-id="https://it.wikipedia.org/wiki/Harry_S._Truman" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Truman</a> poi, approfittava della sua potenza egemone per aggirare le leggi protezionistiche estere.</p>



<p>Ma fu tutto facile? In effetti, no. <strong>Il pubblico andava comunque convinto</strong>, bisognava dargli delle serie motivazioni per raggiungere le sale. La TV cresceva ogni anno di importanza, e per questo si puntava sull’<strong>innovazione tecnologica e stilistica</strong>. Tra queste, il <strong>colore</strong> era un&#8217;esclusiva cinematografica. Interessante <a rel="noreferrer noopener" href="https://ladolcevitablog.org/2016/06/09/lavvento-del-colore-nel-cinema-americano-e-in-quello-italiano/" data-type="URL" data-id="https://ladolcevitablog.org/2016/06/09/lavvento-del-colore-nel-cinema-americano-e-in-quello-italiano/" target="_blank">questo articolo</a> di Domenico Palattella, da cui cito:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Il colore deve essere infatti inteso come l’evoluzione naturale del bianco e nero e del Cinema come arte, perché se il Cinema è l’arte della realtà, anche il colore doveva necessariamente ergersi ad esaltare le emozioni che solo questa Arte sa offrire in maniera così penetrante, ieri come oggi.</p><cite>Domenico Palattella</cite></blockquote>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/02/antica-televisione-2.jpg" alt="Antica televisione" class="wp-image-42" width="200" height="312"/></figure></div>



<p>I film a colori passarono dal 20 al 50% delle produzioni nei primi anni ‘50, per diventare la quasi totalità negli anni ‘60. Venne in soccorso agli Studios per la sua economicità la pellicola Kodak <strong>Eastman Color</strong> (e, prima, la <strong><a rel="noreferrer noopener" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ferraniacolor" data-type="URL" data-id="https://it.wikipedia.org/wiki/Ferraniacolor" target="_blank">Ferraniacolor</a> </strong>in Italia), che abbatteva i costi; ma fu solo una conseguenza di ciò che il mercato chiedeva in quel momento.</p>



<p>Altra innovazione fu il <strong>cambiamento di formato</strong>. Il rapporto 4:3 televisivo, lasciò il posto al più appariscente formato panoramico. Poi ancora, i giovani erano attratti dai nuovi <strong><a rel="noreferrer noopener" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Drive-in" data-type="URL" data-id="https://it.wikipedia.org/wiki/Drive-in" target="_blank">drive-in</a></strong>. C’era una vera competizione, TV vs Cinema. Il baby boom convinse i cineasti a cercare ogni modo valido per sedurre i giovani, ovviamente anche producendo serie TV, sono sempre piaciute. Ma il Cinema, inteso come sala, non fu abbandonato a se stesso.</p>



<p></p>



<h3 class="wp-block-heading" id="la-frequentazione-dei-cinema-italiani-nella-storia">La frequentazione dei cinema italiani nella storia</h3>



<p>Dicevo, mio padre… Si moriva per andare al cinema, e <strong>l’Italia non era l’America</strong>. Di soldi ce n’erano davvero pochi, e 100 lire per un bambino era davvero molto. Quindi si risparmiava, e si… A volte si accedeva al <em>Cinema Patini</em> gratis facendo gli occhioni al titolare. Ma che voglia di andare al cinematografo!</p>



<p>Oggi è ancora così? <strong>Come evolve il tasso di frequentazione delle sale cinematografiche nel mondo?</strong> Per l’Italia ci viene in soccorso l’Istat. Un <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.istat.it/it/files//2018/08/Report_I_cittadini_e_il_cinema.pdf" data-type="URL" data-id="https://www.istat.it/it/files//2018/08/Report_I_cittadini_e_il_cinema.pdf" target="_blank">rapporto del 2018</a> fotografa la situazione dal 1993 al 2017. In quest’arco di tempo, la percentuale di persone che si è recata al cinema più di 7 volte in un anno è scesa di quasi il 20%. Al contrario, è salita la percentuale di chi è andato almeno una tantum, per ricordare se la sala fosse ancora la stessa. Aumento che è stato aiutato dall’incremento del pubblico femminile (che, stranamente, prima parevano meno affascinate dal grande schermo).</p>



<p>Altro dato importante? <strong>Sempre più ultrasessantacinquenni vanno in sala</strong>: dal 6,3% del 1993 al 15,2% del 2017. Dato positivo o allarmante? Sono onesto, non riesco a convincermi della risposta. Per chiudere questa rapida carrellata (se siete curiosi, <a data-type="URL" data-id="https://www.istat.it/it/files//2018/08/Report_I_cittadini_e_il_cinema.pdf" href="https://www.istat.it/it/files//2018/08/Report_I_cittadini_e_il_cinema.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">leggete il report</a>), il maggior motivo per cui non si va al cinema è (guarda caso): “preferisco guardare i film a casa”.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h2 class="wp-block-heading" id="il-cinema-costa-troppo-e-purtroppo-ormai-annoia">Il cinema moderno costa troppo</h2>



<p></p>



<h3 class="wp-block-heading" id="il-cinema-costa-troppo-e-purtroppo-ormai-annoia">E purtroppo ormai annoia.</h3>



<p>Ma andiamo un po’ indietro. Entriamo nella nostra macchina del tempo virtuale, e addentriamoci nella prima metà del ‘900. Sempre <strong>in Italia, nel 1940 in media ogni abitante andava al cinema 8 volte l’anno</strong>. Nel 1950 tredici, per arrivare ad un picco di circa 17 volte nel 1955. Da lì, un costante declino. 10 ingressi l’anno nel 1970, 4 nel 1980 per stabilizzarsi intorno ai due o meno negli ultimi 30 anni. Cause? TV (e a seguire internet), ma anche prezzo del biglietto in costante aumento fino al 1990. E, aggiungo io, mancanza di vera innovazione in un mondo sempre più innovativo. Non fraintendetemi: nella produzione ci sono, e tante. <strong>È nella fruizione che mancano le innovazioni</strong>, e forse è ancora più importante.</p>



<p></p>



<h3 class="wp-block-heading" id="i-cinema-negli-stati-uniti-dal-1930-ad-oggi">I cinema negli Stati Uniti dal 1930 ad oggi</h3>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/02/biglietto-cinema.jpg" alt="Biglietto del cinema" class="wp-image-40" width="375" height="375"/></figure></div>



<p>Uno sguardo oltre oceano?<strong> Il mercato USA è di certo più autorevole di quello italiano</strong>, non per altro per i numeri. Ma non va diversamente… All’inizio degli <strong>anni ‘30 </strong>(circa 35 anni dopo l’apertura della <a rel="noreferrer noopener" href="http://www.inprovenza.it/lifestyle/curiosita/il-primo-cinema-del-mondo#:~:text=Estate%201895%2C%20nasce%20il%20cinematografo,film%20della%20storia%20del%20cinema." data-type="URL" data-id="http://www.inprovenza.it/lifestyle/curiosita/il-primo-cinema-del-mondo#:~:text=Estate%201895%2C%20nasce%20il%20cinematografo,film%20della%20storia%20del%20cinema." target="_blank">prima sala</a>, nel 1894), <strong>oltre il 70% della popolazione si recava al cinema almeno una volta a settimana</strong>. 70%! Percentuale che è scesa a circa il 40% nel 1935, per poi superare nuovamente il 60% nel ‘44. Da allora, una perdita continua di spettatori: nel 1950 era il 30%, nel 1960 meno del venti. Ed è il 1964 l’anno che, nel mercato statunitense, segna lo stabilizzarsi dei frequentatori abituali di sale cinematografiche al 10% circa della popolazione.</p>



<p>Un chiaro motivo, anche negli States, è stato il <strong>prezzo del biglietto</strong>. Hollywood è sempre stata un’industria i cui governanti si autocelebrano come superiori alla &#8220;plebe&#8221;, checché se ne pensi. E in periodi di magra, mai avrebbero rinunciato a parte dei loro guadagni milionari. Se c’erano meno spettatori, si alza il prezzo. Semplice. Peccato che si tratti di un cane che si morde la coda.</p>



<p></p>



<h3 class="wp-block-heading" id="le-sale-creano-socialita-e-condivisione">Le sale creano socialità e condivisione</h3>



<p>I soldi non erano l’unico motivo però: <strong>c’era anche un motivo sociale</strong> (che torna ciclicamente): durante la grande depressione economica, negli anni ‘30, <strong>il cinema era un modo per sfuggire al freddo, al caldo e alla solitudine</strong>. Le sale riunivano estranei, che uno di fianco l’altro condividevano l’unico momento sociale a disposizione di tutti.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h2 class="wp-block-heading" id="film-in-3d-l-unica-vera-innovazione-negli-ultimi-anni">Film in 3D, l&#8217;unica vera innovazione negli ultimi anni</h2>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.darioriccio.com/wp-content/uploads/2022/02/cinema-3d.jpg" alt="Ragazzi al cinema con gli occhiali 3D" class="wp-image-43" width="320" height="213"/></figure></div>



<p>Ricordo il periodo in cui il <strong>cinema stereoscopico</strong>, i “film in 3D”, <strong>tornò in auge l’ultima volta</strong>. Non molti anni fa, ero nel pieno della mia accademia di cinema (2011 circa, bei tempi quelli <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/16.0.1/72x72/1f60a.png" alt="😊" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />). Ecco, poteva essere una piccola ventata di freschezza. Ma l’idea venne bocciata, ufficialmente perché non funzionava. Però, tra la necessità di abituare il pubblico e il tempo necessario ad aggiornare sale e produzioni, <strong>il vero motivo per cui non si giunse a risultati fu </strong>(ancora una volta)<strong> la volontà del mondo cinematografico di speculare sui clienti</strong>.</p>



<p>La stereoscopia, a conti fatti, non era un modo per offrire di più agli utenti. Era una modo per aumentare il costo del biglietto a dismisura. E io stesso, per quanto amassi vedere alcuni film in 3D, spesso preferivo la versione 2D solo per evitare i 12/13 euro di entrata. Quanti come me?</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h2 class="wp-block-heading" id="la-soluzione-finale-esperienza-unica-ed-economica">La soluzione finale: esperienza unica ed economica</h2>



<p>Quindi, c’è una soluzione? A mio parere si, e c’è chi con più autorevolezza mi appoggia. Beh, scendo dal piedistallo: io appoggio lui. Ve ne parlerò nei prossimi giorni, la mia pausa è finita, ma si tratta fondamentalmente di tornare a rendere il cinema un’esperienza unica, irripetibile, divertente, sociale e, non ultimo, economica.</p>



<p>Vogliamo riformare il cinema? Facciamo una rivoluzione insieme? <strong>Le grandi cose partono sempre dal basso&#8230; E siamo nel periodo in cui è più facile farlo.</strong></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h2 class="wp-block-heading" id="f-a-q-dell-articolo">F.A.Q. dell&#8217;articolo</h2>



<div class="schema-faq wp-block-yoast-faq-block"><div class="schema-faq-section" id="faq-question-1644683624158"><strong class="schema-faq-question">Cos&#8217;è il periodo maccartista?</strong> <p class="schema-faq-answer">Questo nome deriva dal senatore <a data-type="URL" data-id="https://it.wikipedia.org/wiki/Joseph_McCarthy" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Joseph_McCarthy" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Joseph McCarthy</a>, il quale perseguitò e imprigionò centinaia di progressisti nel 1953/54. In un clima di isteria politica collettiva, ogni idea innovativa veniva associata ai Comunisti. Personaggi come l’attore <a data-type="URL" data-id="https://it.wikipedia.org/wiki/Charlie_Chaplin" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Charlie_Chaplin" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Charlie Chaplin</a>, i registi <a data-type="URL" data-id="https://it.wikipedia.org/wiki/Jules_Dassin" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Jules_Dassin" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Jules Dassin</a> e <a data-type="URL" data-id="https://it.wikipedia.org/wiki/Joseph_Losey" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Joseph_Losey" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Joseph Losey</a> furono costretti all’esilio. I ribelli, su tutti gli “<em>Hollywood Ten</em>” (10 sceneggiatori che si appellarono alla libertà di espressione americana), finivano giustamente al gabbio. <a data-type="URL" data-id="https://it.wikipedia.org/wiki/Walt_Disney" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Walt_Disney" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Walt Disney</a> e altri si salvarono denunciando i colleghi… <strong>Se puoi sognarlo, sicuramente puoi farlo</strong> (che poi, questa frase è dell&#8217;<em><a data-type="URL" data-id="https://disneyimaginations.com/about-imaginations/about-imagineering/" href="https://disneyimaginations.com/about-imaginations/about-imagineering/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Imagineer</a></em> Disney Tom Fitzgerald, non di Walt come comunemente si pensa).</p> </div> <div class="schema-faq-section" id="faq-question-1644683705715"><strong class="schema-faq-question">Come ha conquistato il mondo il cinema americano?</strong> <p class="schema-faq-answer">La storia del cinema ci insegna che le maggiori case produttrici cinematografiche unirono le forze sotto la <em>MPEAA </em>(Motion Picture Export Association of America) per sottomettere gli avversari nel mercato internazionale, e il governo del Paese guidato da <a data-type="URL" data-id="https://it.wikipedia.org/wiki/Franklin_Delano_Roosevelt" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Franklin_Delano_Roosevelt" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Roosevelt</a> prima e <a data-type="URL" data-id="https://it.wikipedia.org/wiki/Harry_S._Truman" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Harry_S._Truman" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Truman</a> poi, approfittava della sua potenza egemone per aggirare le leggi protezionistiche estere.</p> </div> <div class="schema-faq-section" id="faq-question-1644683763101"><strong class="schema-faq-question">Perché si è sviluppato il cinema a colori?</strong> <p class="schema-faq-answer"><strong>Il pubblico andava convinto</strong>, bisognava dargli delle serie motivazioni per raggiungere le sale. La TV cresceva ogni anno di importanza, e per questo si puntava sull’<strong>innovazione tecnologica e stilistica</strong>. Tra queste, il <strong>colore</strong> era un&#8217;esclusiva cinematografica.<br/>Domenico Palattella: &#8220;Il colore deve essere infatti inteso come l’evoluzione naturale del bianco e nero e del Cinema come arte, perché se il Cinema è l’arte della realtà, anche il colore doveva necessariamente ergersi ad esaltare le emozioni che solo questa Arte sa offrire in maniera così penetrante, ieri come oggi&#8221;.</p> </div> <div class="schema-faq-section" id="faq-question-1644683849999"><strong class="schema-faq-question">Il cinema moderno è troppo costoso?</strong> <p class="schema-faq-answer"><strong>In Italia, nel 1940 in media ogni abitante andava al cinema 8 volte l’anno</strong>. Nel 1950 tredici, per arrivare ad un picco di circa 17 volte nel 1955. Da lì, un costante declino. 10 ingressi l’anno nel 1970, 4 nel 1980 per stabilizzarsi intorno ai due o meno negli ultimi 30 anni. Cause? TV (e a seguire internet), ma anche prezzo del biglietto in costante aumento fino al 1990. E, aggiungo io, mancanza di vera innovazione in un mondo sempre più innovativo. Non fraintendetemi: nella produzione ci sono, e tante. <strong>È nella fruizione che mancano le innovazioni</strong>, e forse è ancora più importante.</p> </div> <div class="schema-faq-section" id="faq-question-1644683974995"><strong class="schema-faq-question">Perché il cinema 3D non si è diffuso?</strong> <p class="schema-faq-answer">L&#8217;idea venne bocciata ufficialmente perché non vendeva. Però, tra la necessità di abituare il pubblico e il tempo necessario ad aggiornare sale e produzioni, <strong>il vero motivo per cui non si giunse a risultati fu </strong>(ancora una volta)<strong> la volontà del mondo cinematografico di speculare sui clienti</strong>.<br/>La stereoscopia, a conti fatti, non era un modo per offrire di più agli utenti. Era una modo per aumentare il costo del biglietto a dismisura. E io stesso, per quanto amassi vedere alcuni film in 3D, spesso preferivo la versione 2D solo per evitare i 12/13 euro di entrata. Quanti come me?</p> </div> <div class="schema-faq-section" id="faq-question-1644697518208"><strong class="schema-faq-question">In che anno ha aperto il primo cinema?</strong> <p class="schema-faq-answer">La prima sala cinematografica aprì nel 1895 a Parigi, in Francia, ad opera dei Fratelli Lumière.</p> </div> </div>
<p>L'articolo <a href="https://www.darioriccio.com/innoviamo-il-cinema-moderno/">Innovare il cinema moderno</a> è apparso primo per <a href="https://www.darioriccio.com">Il Futuro del Cinema - di Dario Riccio</a>.</p>
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		<title>Ciao mondo!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario Riccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Jan 2022 10:53:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ho deciso di mantenere il titolo standard di WordPress&#8230; Perché penso che sia il più indicato a coronare questo primo articolo di un blog che, si spera, potrà farci conoscere e migliorare le nostre abilità tecniche e manageriali. Per il momento, ho deciso di non fare troppa pubblicità a queste righe sui social network, né [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.darioriccio.com/ciao-mondo/">Ciao mondo!</a> è apparso primo per <a href="https://www.darioriccio.com">Il Futuro del Cinema - di Dario Riccio</a>.</p>
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<p>Ho deciso di mantenere il titolo standard di WordPress&#8230; Perché penso che sia il più indicato a coronare questo primo articolo di un blog che, si spera, potrà farci conoscere e migliorare le nostre abilità tecniche e manageriali.</p>



<p>Per il momento, ho deciso di non fare troppa pubblicità a queste righe sui social network, né in siti esterni. Se siete qui, significa che avete avuto la malasorte di conoscermi personalmente, o che per qualche ragione <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.google.it/" data-type="URL" data-id="https://www.google.it/" target="_blank">Google</a> o un altro <a rel="noreferrer noopener" href="https://gibiru.com/" data-type="URL" data-id="https://gibiru.com/" target="_blank">sconosciuto motore di ricerca</a> ha ben pensato di segnalarmi come adatto ad aiutarti.</p>



<p>Ok signori, credo che avrò bisogno più io di aiuto ma proseguiamo per ordine. Non farò un piano editoriale, non farò pubblicazioni regolari, risponderò ai vostri commenti perché questo si, ci tengo a conoscervi (perché non iniziamo subito, mi scrivete nei commenti da dove leggete? <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/16.0.1/72x72/1f60a.png" alt="😊" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />).</p>



<h2 class="has-medium-font-size wp-block-heading" id="chi-e-questo-dario-riccio">Chi è questo Dario Riccio</h2>



<p>Come avrete intuito mi chiamo Dario. <a rel="noreferrer noopener" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Generazione_Y" data-type="URL" data-id="https://it.wikipedia.org/wiki/Generazione_Y" target="_blank">Millenial</a> trentunenne, sono cresciuto a <a rel="noreferrer noopener" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Castel_di_Sangro" data-type="URL" data-id="https://it.wikipedia.org/wiki/Castel_di_Sangro" target="_blank">Castel di Sangro</a>, in <a rel="noreferrer noopener" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abruzzo" data-type="URL" data-id="https://it.wikipedia.org/wiki/Abruzzo" target="_blank">Abruzzo</a>, e da quasi tre anni vivo a <a rel="noreferrer noopener" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Martigny" data-type="URL" data-id="https://it.wikipedia.org/wiki/Martigny" target="_blank">Martigny</a> in Svizzera. Dei motivi per cui ho deciso di emigrare, avremo certamente modo di parlare tra un articolo e l&#8217;altro. E anche di me, non allego il CV.</p>



<p>Per gran parte della mia vita, e ancora oggi, son stato un videomaker. Attualmente guido autobus per vivere, e sono appassionato di <strong>cinema</strong>, <strong>business</strong> e <strong>tecnologia</strong>.</p>



<p>Non ho detto esperto, capiamoci, ma appassionato. Ve lo dico perché questi saranno gli argomenti che più tratteremo in questo blog. Magari ogni tanto qualche viaggio, perché è bello.</p>



<p>Ora cerco su <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.pixabay.com/" data-type="URL" data-id="https://www.pixabay.com/" target="_blank">Pixabay</a> un&#8217;immagine libera da diritti adatta a questo articolo, mentre aspetto che <a rel="noreferrer noopener" href="https://runcloud.io/" data-type="URL" data-id="https://runcloud.io/" target="_blank">RunCloud</a> e <a rel="noreferrer noopener" href="https://letsencrypt.org/" data-type="URL" data-id="https://letsencrypt.org/" target="_blank">Let&#8217;s Encrypt</a> si mettono d&#8217;accordo per farmi avere un <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Certificato_digitale" data-type="URL" data-id="https://it.wikipedia.org/wiki/Certificato_digitale" target="_blank" rel="noreferrer noopener">certificato SSL</a> (altrimenti avrete paura di venirmi a trovare, e vi capisco), e vi saluto. Grazie per essere qui, a presto!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.darioriccio.com/ciao-mondo/">Ciao mondo!</a> è apparso primo per <a href="https://www.darioriccio.com">Il Futuro del Cinema - di Dario Riccio</a>.</p>
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